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Sofia Marchesini
Sofia Marchesini
Atleta freestyle

Come affrontare un kicker in uno snowpark

Come affrontare un kicker in uno snowpark

In uno snowpark vi sono degli ostacoli creati artificialmente che hanno bisogno di essere studiati prima di essere utilizzati e affrontati per compiere le evoluzioni ovvero in termine specifico il trick. 

Vi avevamo introdotto un primo articolo sulla sicurezza in park, oggi vi parliamo dei salti o in termine tecnico jumps o kicker. Di kicker c'e ne sono di varie forme e misure, si vedono evidenziati per gradi di difficoltà con i colori blu, rosso e nero o con le "size" ad esempio S, M, L, XL solo per gli esperti. Il Kicker è costituito in 4 parti come potete vedere nella foto sotto.  

Il salto è costituito da rincorsa, struttura, flat e atterraggio che ora andremo a descrivere. Queste quattro sezioni hanno specifiche funzioni e restrizioni quando decidiamo di compiere il nostro trick. 

Rincorsa o Run in: è la prima fase di approccio al salto. La rincorsa viene definita come lo spazio necessario che dobbiamo percorrere per raggiungere la velocità giusta ossia quella che ci permetterà di sorpassare la zona chiamata Flat con un salto e di arrivare in quella denominata atterraggio o landing;

Struttura:  viene definita struttura una rampa di neve generalmente artificiale prodotta da mezzi di innevamento che ci permette di eseguire un salto oppure un ostacolo di materiale rigido (ferro, legno, plastica ) costruito per scivolargli sopra. 

Flat o gap: è lo spazio piatto che separa la struttura salto dalla zona atterraggio e varia a seconda della difficoltà del salto. Più lungo è il flat più difficile sarà il salto. E' vivamente consigliato non atterrare qui per evitare di farsi seriamente male, l'obbiettivo è superarlo. 

Knuckle o Nocca: viene così definita la zona presente tra il flat e la zona di atterraggio. Non è consigliato atterrare in questa zona, il rischio è di non poter chiudere il trick e di conseguenza cadere. 

L'atterraggio o landing: è la zona dove viene finita la manovra ed è obbligatoriamente in pendenza in modo da attutire l'eventuale caduta. E' importantissimo arrivare alla pendenza dell'atterraggio per evitare cadute sul flat che sono molto più dolorose  in quanto cadendo su un piano l'impatto non sarà assorbito dallo scivolamento ma verrà recepito come unico impatto, per cui molto forte.

 

Lo schema qui sopra mostra quale sono traiettorie sbagliate (in rosso) e la traiettoria giusta (in verde). Si mostrano tre parabole che rappresentano il "volo" compiuto da un rider. Solo una di quelle è giusta (verde) in cui atterra nella prima parte della discesa dell'atterraggio, negli altri due casi si verificherà un impatto troppo forte, nel primo caso (corto) in cui il rider atterrerà sul piano cioè il flat e si parlerà di flettata,nel secondo (lungo) andrà ad atterrare troppo basso nell'atterragio che vuol dire che cadrà dall'alto per cui le possibilità di incidente potrebbero aumentere.

Un salto eseguito correttamente è quello che vede lo skier o il rider atterra nella prima parte della discesa dell'atterraggio. Ogni salto ha un diverso tipo di velocità di approcio determinata dalla lunghezza del flat, sta a voi capire, osservando  chi sta già utilizzando la struttura, quale sia quella giusta tenendo conto che sulla neve vi sono molte variabili che dipendono dal clima (es. neve ghiacciata ossia veloce, neve marcia ossia lenta). Bisogna assolutamente fare speed check (fermarsi alla fine del salto per capire la velocità) e una ricognizione prima di affrontare le strutture e la difficoltà dei salti.

Zone a rischio: nell'ambito di uno snowpark vi sono aree in cui la sosta e il transito sono pericolose in quanto data l'impossibilità di chi sta a monte di vedere, potrebbero causare collisioni:

Atterraggio di un salto: vista l'impossibilità di vedere la zona di atterraggio da parte del rider che sta apporciando un salto è severamente vietato sostare nella zona chiamata atterraggio. In caso di incidente è bene prima di chiamare i soccorsi andare  a chiudere la struttura con dei pali posizionati a X oppure metterdo la propria tavola o sci in cima al salto in modo da renderlo inutilizzabile.

Atterraggio di una ringhiera, o rail o box: come sopra in caso di incidente va subito chiusa la struttura per evitare che altre persone arrivino. 

Coping dell'Half Pipe: non è permesso sostare nelle immediate vicinanze dei bordi esterni ai muri del Pipe in quanto un rider-skier che sbagliasse una manovra potrebbe cadere in quell'area.

Stay tuned vi aspetta un prossimo articolo con la spiegazione di tutti i salti che potete trovare e successivamente le strutture non in neve per fare jibbing. 

Clicca qui per leggere: Le regole d'oro e di sicurezza per entrare in uno snowpark

 

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