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La storia delle Olimpiadi invernali - St. Moritz 1928, i Giochi del ghiaccio bollente

La storia delle Olimpiadi invernali - St. Moritz 1928, i Giochi del ghiaccio bollente
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Getty Images / AFP

OlimpiadiOlimpiadi - Sochi 2014

La storia delle Olimpiadi invernali - St. Moritz 1928, i Giochi del ghiaccio bollente

Ecco la seconda delle 21 puntate dedicate alla storia dei Giochi olimpici invernali. Dopo Chamonix, tocca a St. Moritz la seconda edizione dei "cinque cerchi bianchi".

Nel famoso congresso di Praga del 1925 il CIO non solo stabilisce che le gare di Chamonix vengano nominate retroattivamente “primi Giochi olimpici invernali” e che le Olimpiadi bianche si svolgano ogni quattro anni nello stesso anno di quelle estive, ma anche che il paese organizzatore delle Olimpiadi estive abbia la priorità di organizzazione per le corrispettive invernali. Nel 1921 i Giochi estivi di sette anni dopo erano stati assegnati ad Amsterdam ma nessuna città olandese si presentò come candidata per quelli della neve. Lo fecero invece tre città svizzere: Davos, Engelberg e St. Moritz ed è quest'ultima a essere scelta dall'assemblea del CIO di Lisbona del 1926 come sede dei secondi Giochi bianchi.

Le Olimpiadi di St. Moritz vengono ricordate per il ritorno della Germania ai Giochi, malgrado l'ostilità di qualche nazione, in particolare del Belgio, dopo che dalla fine della prima guerra mondiale non era più stata invitata. Ma vengono anche ricordate, oltre che per la conferma del successo che aveva avuto Chamonix, anche per essere state le prime in cui il meteo ha giocato un ruolo fondamentale, non per il freddo o per la neve bensì per il caldo inusuale: in alcuni giorni il föhn fece alzare le temperature a livelli estivi. Dalle 16 nazioni presenti a Chamonix si passa alle 25 in Engadina, tra cui l’Argentina, primo paese dell’emisfero australe ai Giochi bianchi. Dal programma ufficiale spariscono il curling e le pattuglie militari, retrocesse al rango di sport dimostrativo facendo compagnia allo skijöring, sci dietro ai cavalli, esordisce invece lo skeleton, che è popolarissimo in Svizzera e che ha proprio in St. Moritz la sua casa, questa gara viene dominata dai fratelli statunitensi Heaton con il più grande Jennison davanti al più piccolo Jack.

Anche nel bob, stavolta con tutti gli equipaggi con cinque membri, a dominare sono gli Stati Uniti e in particolare l’equipaggio del 16enne Billy Fiske, composto per tre quinti da volontari reclutati dall’edizione parigina del New York Herald Tribune, batte quello guidato proprio da Jennison Heaton lasciando il bronzo alla Germania di Hanns Kilian. Nello sci nordico il mattatore è il norvegese Johan Grøttumsbråten, che a Chamonix si era portato a casa un argento nella 18 km e due bronzi nella combinata e nella 50 km e che stavolta centra due ori, nella distanza più corta del fondo e nella prova multipla. Nella maratona dello sci è invece tripletta svedese con Per Erik Hedlund oro in una giornata in cui il föhn fa salire la colonnina di mercurio fino a 25°C! La sua tenuta di gara, tuta bianca con berretto rosso, rimarrà quella ufficiale della Svezia degli sci stretti fino al 1976.

Le alte temperature condizionano pesantemente anche il pattinaggio di velocità tant’è che la gara più lunga, quella dei 10000 metri, viene interrotta dopo sole cinque batterie e dieci concorrenti perché il ghiaccio si sta sciogliendo. In quel momento c’è in testa lo statunitense Irving Jaffee e i norvegesi della specialità, credendo che il titolo olimpico verrà assegnato a lui, se ne tornano a casa, pertanto la gara non verrà più recuperata! Curioso l’ordine d’arrivo dei 500 metri con due ori e tre bronzi ex-aequo, i due campioni olimpici sono il norvegese Bernt Evensen e il finlandese Clas Thunberg, ancora lui, che con anche il titolo sui 1500 proprio davanti a Evensen arriva a un totale di 5 ori, 1 argento e 1 bronzo in due edizioni dei Giochi, sui 5000 a trionfare è l’astro nascente norvegese Ivar Ballangrud che si porta a casa anche il bronzo sui 1500.

Tornando allo sci nordico, il salto va al norvegese Alf Andersen ma il suo connazionale Jacob Tullin Thams, campione olimpico uscente, arriva nella seconda serie all’incredibile distanza di 73 metri, 9 più lungo del vincitore, cadendo però rovinosamente. Viene portato all’ospedale e si teme per la sua vita ma si salverà, cambierà sport e nel 1936 sarà argento nella classe 8 metri della vela a Berlino, uno dei pochissimi a vincere una medaglia olimpica sia estiva che invernale. Nell’artistico maschile terzo titolo consecutivo per lo svedese Gillis Grafström, come quattro anni prima davanti all’austriaco Willy Böckl, nelle coppie i due fidanzati francesi Andrée Joly e Pierre Brunet vincono l’oro dopo aver conquistato il bronzo a Chamonix. Nell’artistico femminile comincia la leggenda di Sonja Henie (nella foto, alle Olimpiadi del 1936 a Garmisch-Partenkirchen), la norvegese che a nemmeno 12 anni era arrivata ottava e ultima a Chamonix e che, dopo il primo dei dieci titoli iridati consecutivi vinto nel 1927 nella sua città natale, Oslo, conquista il primo titolo olimpico a neanche 16 anni.

Sonja diventerà un personaggio di fama mondiale: è stata la prima di sempre a inserire la coreografia nelle sue esibizioni rivoluzionarie e fu anche per questo, oltre che per il caldo, che il ghiaccio a St. Moritz fu bollente: per l’ammirazione e il calore degli spettatori nei suoi confronti. Nell’hockey il Canada, data la sua superiorità per ora inattaccabile, viene ammesso direttamente al girone finale per l’oro nel quale distrugge la Svezia per 11-0, la Gran Bretagna per 14-0 e i padroni di casa della Svizzera per 13-0, 20 gol in meno di quanti gli elvetici ne avevano subiti a Chamonix! L’Italia, come nell’edizione precedente, non si porta a casa medaglie, il miglior risultato è il quarto posto di Agostino Lanfranchi nello skeleton.

 

Riepilogo

2a edizione dei Giochi Olimpici invernali

Città ospitante e data di svolgimento: St. Moritz (Svizzera), 11-19 febbraio 1928

Atleti partecipanti: 463 (435 uomini, 28 donne)

Nazioni partecipanti: 25

Italiani partecipanti: 13 (tutti uomini)

Portabandiera italiano: Ferdinando Glück (sci di fondo)

Titoli assegnati: 13 in 8 sport

Apertura ufficiale: presidente della confederazione Edmund Schulthess

Giuramento olimpico degli atleti: Hans Eidenbenz (combinata nordica)

 

Il medagliere

Norvegia: 6 ori 4 argenti 5 bronzi

Stati Uniti: 2 ori 2 argenti 2 bronzi

Svezia: 2 ori 2 argenti 1 bronzo

Finlandia: 2 ori 1 argento 1 bronzo

Canada: 1 oro

Francia: 1 oro

Austria: 3 argenti 1 bronzo

Belgio: 1 bronzo

Cecoslovacchia: 1 bronzo

Germania: 1 bronzo

Gran Bretagna: 1 bronzo

Svizzera: 1 bronzo

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