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Milano Cortina 2026: allarme, mancano i soldi

Milano Cortina 2026: allarme, mancano i soldi
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2018 Getty Images

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Milano Cortina 2026: allarme, mancano i soldi

Gli organizzatori delle Olimpiadi italiane del 2026 scrivono al primo ministro Mario Draghi rivelando le loro preoccupazioni e chiedendo un incontro urgente sul tema dei finanziamenti. E rimane l'allarme per le infiltrazioni criminali nei cantieri-

Calciofinanza.it, riprendendo un articolo de Il Fatto Quotidiano, ha riportato nei giorni scorsi come i governatori di Lombardia e Veneto, il sindaco di Milano e quello di Cortina e le province autonome di Trento e Bolzano abbiano scritto a Mario Draghi per chiedere un incontro urgente sul tema della governance e dei conti della Fondazione Milano-Cortina 2026, creata per occuparsi dell'organizzazione della parte sportiva, che anche nel 2021 ha presentato conti in perdita, per 21 milioni di euro.

E' ferma al palo la raccolta delle sponsorizzazioni private per la quale Vincenzo Novari, amministratore delegato della Fondazione, aveva posto un ambizioso obiettivo di 550 milioni di euro, circa un terzo del budget,  per le quali non è ancora stato firmato alcun contratto mentre sono state annunciate trattative per 280 milioni. Nel caso l'obiettivo fosse fallito, i costi ricadrebbero sui fondi pubblici generando una grave criticità sulla organizzazione dei Giochi.

E, peraltro, nei giorni scorsi David Gentili, membro del Comitato antimafia del Comune di Milano, aveva denunciato come, a differenza dei lavori per Expo, manchi ancora sia a Milano sia a Cortina un protocollo antimafia che impedisca alle imprese vicine alla criminalità organizzata di entrare nei cantieri delle Olimpiadi. 

Contemporaneamente la Direzione distrettuale antimafia di Milano ha scoperto che società legate a filo doppio con la 'ndrangheta si sono infiltrate nel business delle macerie per i lavori per la realizzazione del villaggio olimpico e per lo smaltimento dei materiali dello scalo ferroviario di Porta Romana. 

A tre anni e mezzo dall'appuntamento olimpico, la strada si fa in salita e la massima priorità dovrà essere garantita alla organizzazione sportiva anche se questo comporterà sacrifici, purtroppo prevedibili, alle infrastrutture presentate nell'ambiziosa candidatura. 

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