Lucia Dalmasso medaglia di bronzo nel giorno di Maderova e del bis di Karl. Fischnaller, che amarezza

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Snowboardgigante parallelo

Lucia Dalmasso medaglia di bronzo nel giorno di Maderova e del bis di Karl. Fischnaller, che amarezza

Snowboard: il gigante olimpico di Livigno regala sorprese clamorose, dall'eliminazione di Ledecka che manca il tris uscendo ai quarti prima del trionfo della connazionale, alla small final tutta bellunese con Caffont che deve accontentarsi del 4° posto. Enorme delusione per la nazionale maschile dopo aver dominato la stagione, il campione del mondo si ferma prima di entrare in zona medaglie così come Felicetti, mentre Bormolini viene beffato agli ottavi dallo stesso Karl.

Una medaglia per un movimento straordinario, ma è inutile nascondere che dal primo pomeriggio di Livigno, la straordinaria nazionale italiana dello snowboard alpino si attendeva di più del bronzo, comunque bellissimo con le lacrime di una campionessa che da anni è riferimento del team femminile, portato a casa da Lucia Dalmasso.

A Livigno succede di tutto nel PGS olimpico, a partire da Ester Ledecka che manca l’appuntamento con il terzo oro consecutivo dopo le edizioni asiatiche, lei che aveva pure dominato la qualificazione mattutina davanti alla connazionale Zuzana Maderova; proprio la seconda punta ceca andrà a trionfare, battendo in finale Sabine Payer che aveva eliminato ai quarti la campionissima praghese, mentre la finale per salire sul podio è tutta bellunese, con Dalmasso vincente in rimonta su Caffont. Elisa aveva ceduto a Maderova in semifinale, Lucia invece era stata trafitta da Payer, dopo aver vinto il confronto nel derby azzurro degli ottavi con Jasmin Coratti (per soli 6 centesimi). Out in qualificazione, invece, Sofia Valle.

Poi il bis leggendario di Benjamin Karl nella gara maschile, con l’esultanza sfrenata, a torso nudo, del fuoriclasse austriaco una volta tagliato il traguardo della finale contro la sorpresa coreana Sangkyum Kim, contro il quale nei quarti di finale c’era stata la mazzata, nello squadrone azzurro, dell’eliminazione di Roland Fischnaller.

Alla settima partecipazione ai Giochi (a 45 anni!), mai sul podio a cinque cerchi ma dopo essersi presentato qui da favorito per quanto visto in stagione, da iridato in carica e con una qualificazione dominata in maniera paurosa, il capitano di questa super nazionale che si è presa tutto anche nella Coppa del Mondo 2025/26, sbaglia sul più bello e resta fuori dalla zona medaglie, all’ultima occasione della carriera. Stop in quel turno anche per Mirko Felicetti, piegato dallo sloveno Mastnak che poi verrà beffato al photofinish nella small final contro il bulgaro Tervel Zamfirov, medaglia di bronzo; agli ottavi, la beffa tremenda per il livignasco Maurizio Bormolini che, nella gara di casa che poteva valere una carriera, esce per 3 centesimi nel confronto proprio con Karl, mentre Aaron March, leader della generale di CdM, era stato piegato da Mastnak.

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