La Svizzera vuole tutto a Milano Cortina, nonostante le pesanti assenze tra le donne: i 22 atleti convocati

Foto di Redazione
Info foto

GEPA Pictures

Milano Cortina 2026convocazioni olimpiche

La Svizzera vuole tutto a Milano Cortina, nonostante le pesanti assenze tra le donne: i 22 atleti convocati

Ufficiali pure le scelte dello squadrone rossocrociato, privo di Lara Gut-Behrami e Michelle Gisin, con Ramon Zenhaeusern (medagliato due volte a PyeongChang 2018) che resta fuori dal team di slalom. Marco Odermatt, campione in carica di gigante, vuole il tris sulla "Stelvio", von Allmen per la prima volta, una Rast in super forma e Holdener già cinque volte sul podio ai Giochi. E tanto altro ancora...

Arrivano pure da Swiss-Ski gli annunci sulle convocazioni per i Giochi Olimpici nel panorama dello sci alpino, con i contingenti pieni e quindi 22 atleti al via delle gare a cinque cerchi.

In quel di Bormio, sarà chiaramente Marco Odermatt il faro del team maschile: lanciato verso la quinta sfera di cristallo consecutiva, il fuoriclasse nidvaldese mira non solo al bis olimpico in gigante, lui che si sbloccò nella bufera di Pechino resistendo alla rimontona di Zan Kranjec, ma pure alle gare veloci sulla “Stelvio”, pista che adora ma… con tanta concorrenza pure in casa parlando di discesa e super-g.

Franjo von Allmen sarà infatti la seconda punta dello squadrone elvetico, con il debutto ai Giochi del fenomenale classe 2001, e attenzione alla possibile rinascita, sul pendio del suo primo trionfo (e sinora unico) in CdM, di un Alexis Monney che sinora ha sofferto in stagione, pur cogliendo un podio in super-g a Livigno.

Niels Hintermann ci sarà per la discesa ed è una bellissima storia, al ritorno dopo il tumore sconfitto (rimanendo ai box per l’annata 2024/25), Stefan Rogentin metterà tutte le sue fiches sul super-g, come Thomas Tumler in ottica gigante, dove arriverà con grandissime ambizioni Loic Meillard, perfetto per l’utilizzo anche nella combinata a squadre e naturalmente nel “suo” slalom, dove al fianco dell’iridato ci saranno Daniel Yule, che ha rischiato strappando però la qualificazione con la buona gara di ieri a Kitzbuehel, Tanguy Nef e Matthias Iten, rivelazione di questo inverno.

Escluso, ma non è una sorpresa, Ramon Zenhaeusern che è stato vice campione olimpico nel 2018, completa la formazione rossocrociata un elemento utilissimo, e che sta vivendo una grande annata pure in gigante, come Luca Aerni.

La squadra femminile non potrà contare su due olimpioniche in carica, Lara Gut-Behrami e Michelle Gisin che purtroppo hanno subito due gravissimi infortuni in avvio di stagione. Guida le operazioni Camille Rast, la miglior carta da titolo pensando alle discipline tecniche (e ovviamente alla combinata a squadre), con la vallesana che fu 7^ in slalom a Pechino 2022, prima di esplodere completamente dalla scorsa stagione.

Wendy Holdener ha già al collo cinque medaglie ai Giochi, con il titolo nel team event dell’edizione 2018, e a proposito di campionesse olimpiche ci sarà, recuperando dalla caduta di inizio dicembre col rientro tra Zauchensee e Tarvisio, una Corinne Suter da difesa del titolo a Cortina, ma certo non al meglio della condizione.

Nella velocità spazio all’ex campionessa del mondo Jasmine Flury, al talento di Malorie Blanc, a Delia Durrer e Janine Schmitt.

Tornando alle prove tecniche, Mélanie Meillard sarà della partita in slalom come l’emergente Eliane Christen, si sono guadagnate invece un pettorale per il gigante la ventenne Sue Piller, favolosa 6^ a Spindleruv Mlyn, e Vanessa Kasper cresciuto parecchio nelle ultime gare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social

Più letti in olimpiadi

Biathlon alle Olimpiadi - 1. Gli albori: Squaw Valley 1960 e Innsbruck 1964

Biathlon alle Olimpiadi - 1. Gli albori: Squaw Valley 1960 e Innsbruck 1964

All'approssimarsi dell'appuntamento con i Giochi di Milano Cortina 2026, ripercorriamo con questa serie di articoli la storia del Biathlon alle Olimpiadi Invernali. Si parte dalle prime due edizioni tra Stati Uniti e Austria...