Biathlon alle Olimpiadi: 2 - Il sogno infranto di Willy Bertin a Sapporo 1972

Biathlon alle Olimpiadi: 2 - Il sogno infranto di Willy Bertin a Sapporo 1972
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Biathlonstoria olimpica

Biathlon alle Olimpiadi: 2 - Il sogno infranto di Willy Bertin a Sapporo 1972

A Grenoble, nel 1968, il programma olimpico del Biathlon si arricchisce con l'inserimento della staffetta, mentre quattro anni dopo a Sapporo si registra la prima partecipazione di atleti italiani.

Le Olimpiadi di Grenoble introducono alcune novità nelle gare di Biathlon. La prova individuale allinea tutti i poligoni con una unica distanza di 150 metri e introduce la sequenza ormai classica della 20 km alternando sessioni a terra con sessioni in piedi. Viene introdotta una penalità variabile per gli errori; il bersaglio prevede due sezioni e ogni tiro al di fuori di queste costa due minuti mentre ogni tiro che manca il settore più interno comporta solo un minuto di penalità. 

Dopo lo svolgimento di due Campionati Mondiali nel 1966 e nel 1967, fa la sua apparizione nel programma olimpico per non lasciarlo più la staffetta maschile con un formato che prevede un giro di penalità di 200 metri per ogni bersaglio mancato nei due poligoni affrontati da ogni componente della squadra. 

 

Grenoble 1968

Il quadriennio che ha seguito il dominio dei biathleti sovietici nel 1964 vede crescere la concorrenza norvegese. I Campionati Mondiali del 1965 sono vinti da Olav Jordet, Bronzo a Innsbruck, e quelli del 1966 da Jon Istad ma nel 1967 è Viktor Mamatov a riportare la bandiera sovietica sul pennone più alto. 

La gara individuale viene però dominata dal norvegese Magnar Solberg inserito solo all'ultimo momento in squadra relegando al ruolo di riserva Jordet. Solberg, l'unico a non pagare alcuna penalità nel corso della prova, dopo essere stato a due secondi dal sovietico Gundartsev dopo il primo poligono costruisce la sua vittoria. A metà gara ha un minuto di vantaggio sul rivale che a sua volta non ha ancora sbagliato. Il norvegese prende il volo dopo il terzo poligono e conquista la medaglia d'Oro. Il sovietico Tikhonov che vanta il miglior tempo sugli sci è Argento con due errori mentre Gundartsev, a sua volta con due errori, è medagia di Bronzo. 

I sovietici si prendono la rivinciata nella staffetta dove Tikhonov al lancio, nonostante un errore, conquista 45 secondi di vantaggio sulla Svezia e un minuto e 45 secondi sulla Norvegia. A Nikolay Puzano, Viktor Mamatov e Gundartsev è sufficiente gestire la situazione per conquistare la medaglia d'Oro con quasi due minuti di vantaggio sulla Norvegia e più di quattro minuti sulla Svezia.

 

Individuale 20 km

  • 1. Solberg Magnar (NOR)
  • 2. Tikhonov Aleksandr (URSS)
  • 3. Gundartsev Vladimir (URSS)

 

Staffetta 4 x 7.5 km

  • 1. Unione Sovietica
  • 2. Norvegia
  • 3. Svezia

 

Sapporo 1972

Nel quadriennio olimpico, Aleksandr Tikhonov si presenta come la forza dominante con i titoli mondiali nel 1969 e 1970 e il secondo posto nel 1971 oltre a guidare lo squadrone sovietico a tre titoli mondiali consecutivi. Non delude il vincitore a sorpresa di Grenoble, Magnar Solberg, con due medaglie di Bronzo anche se ancora una volta viene chiamato in squadra solo all'ultimo minuto. Per la prima volta partecipa anche una rappresentanza italiana della quale fa parte Willy Bertin, ventisettenne finanziere della piemontese Val Pellice, che si trova a recitare un ruolo da protagonista. 

Solberg prende subito il comando delle operazioni e dopo il primo poligono è in testa alla gara mentre Tikhonov già con tre penalità e nelle retrovie. Nella prima sessione in piedi il norvegese commette un errore e lascia la testa della gara allo svedese Arwidson. Bertin, dopo una penalità al primo poligono, non sbaglia in piedi e a metà gara si trova in seconda posizione a 49 secondi dallo svedese. 

L'azzurro è ancora perfetto al terzo poligono e si ritrova in testa alla gara seguito dal tedesco orientale Hansjoerg Knauthe che come l'azzurro ha commesso un solo errore nella prima sessione e che lo insegue a 32 secondi mentre Solberg, seppure con un'altra penalità, grazie al ritmo sugli sci risale in quarta posizione. Dopo la gara, ai taccuini dei giornalisti, Bertin racconterà di essere stato informato della sua posizione e di essersi sentito improvvisamente svuotato. La conseguenza sono 4 fatali errori all'ultimo poligono che lo fanno scivolare a una mesta sedicesima posizione. 

Nessuno degli inseguitori sbaglia e Magnar Solberg si conferma campione olimpico con la medaglia d'Argento al tedesco Knauthe e il Bronzo allo svedese Arwidson. Con una grande rimonta il sovietico Tikhonov, nonostante 4 penalità, sfiora il podio, quarto a 21 secondi dalla medaglia. 

Il formato della Staffetta diventa quello attualmente conosciuto con tre ricariche ed eventuali giri di penalità nel caso non siano sufficienti a chiudere i bersagli. Dopo una partenza sotto tono di Tikhonov che con due giri di penalità al poligono in piedi è solo nono, è Rinnat Safin a riportare l'Unione Sovietica nella prima posizione che, grazie a Ivan Byakov e Viktor Mamatov, mantiene fino alla medaglia d'Oro finale. A quasi tre minuti di distacco la medaglia d'Argento va alla Finlandia mentre la Germania Est è medaglia di Bronzo. Una delusa Norvegia è solo quarta. L'Italia è decima su tredici nazioni partecipanti.

 

Individuale 20 km 

  • 1. Solberg Magnar (NOR)
  • 2. Knauthe Hansjoerg (DDR)
  • 3. Arwidson Lars-Goran (SWE)

 

Staffetta 4 x 7.5 km

  • Unione Sovietica
  • Finlandia
  • Germania Est 
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