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Gli sciatori sono le persone più fortunate al mondo. Intervista a Ingrid Backstrom protagonista dello ski movie Chasing Shadows

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Gli sciatori sono le persone più fortunate al mondo. Intervista a Ingrid Backstrom protagonista dello ski movie Chasing Shadows

Mentre uno sciatore apre il proprio parapandio appena prima di saltare giù da un cliff, nelle scene iniziali di “Chasing Shadows”, si sente una voce in sottofondo. «Gli sciatori sono le persone più fortunate su questo pianeta. – dice la star degli ski movie Warren Miller – Scivolano su una cosa che non cambia mai ma che eppure non è mai uguale a se stessa».

Lo stesso si può dire per il suo ultimo film, il numero 66, girato in spettacolari location intorno al mondo tra cui Francia, Alaska, Cile, Utah, Colorado e Nepal. In termini di trama, nulla è cambiato. Semplicemente non ce n’è una. Si vedono i migliori sciatori e snowboarder al mondo fare ciò che va ben oltre i sogni e le possibilità della maggior parte degli spettatori del film. Ciònonostante i film di Warren, in questa occasione narrato dalla della medaglia d’oro olimpica specialità moguls (discesa su gobbe) Jonny Moseley, non sono mai uguali ai precedenti.

«Sembra che quest’anno la produzione sia riuscita a buttarci dentro veramente di tutto. – ha commentato la star dello sci estremo Ingrid Backstrom – È incredibile».

Ingrid Backstrom, 37 anni, originaria di Seattle ma maestra di sci a Crystal Mountain, nel Washington, USA, è ormai una leggenda nel mondo dello sci e passa buona parte dell’anno in giro per il mondo sciando. Nella sua carriera anche la partecipazione a diversi Freeride World Tour in cui è attualmente 11esima nella classifica mondiale.

Lei e il collega Ian McIntosh compaiono in un segmento di “Chasing Shadows”, nuovo Ski Movie di casa Miller girato questo Agosto a Portillo, in Cile.

La Backstrom, al momento impegnata nel tour promozionale in giro per gli Stati Uniti, ha appena preso un periodo di riposo dalla mountain bike sulla costa dell’Oregon e ha accettato questa breve intervista.

Professional female skier Ingrid Backstrom skiing in hokkaido Japan


Come è andata in Cile? Trovato tanta neve?
Assolutamente si, ed è stato un sollievo perchè inizialmente abbiamo avuto un periodo di secca. Avremmo dovuto girare in Luglio, ma in quel periodo non c’era neve per niente. I resort non erano nemmeno aperti. Abbiamo quindi dovuto rinviare ad Agosto, e si è rivelata la scelta giusta perchè ci siamo ritrovati letteralmente sommersi! Le strade erano chiuse e solo le persone che alloggiavano all’hotel potevano accedere alle piste. È stato meraviglioso.

Ti sarebbe piaciuto girare qualche altro spezzone del film?
Rachel Burks si è messo a sciare con un monosci insieme ad un gruppo di appassionati del genere e sembrava davvero divertente. C’è anche uno spezzone dedicato agli sciatori moguls che non è niente male, mentre quello girato in Nepal è semplicemente pazzesco.

Dopo il tuo debutto nelle gare al Whitman College, cosa ti ha portato verso il tipo di sci che pratichi ora?
Finito il college mi sono trasferita a Tahoe, in Sierra Nevada, per prendermi un anno sabbatico di puro sci. Un’amica voleva convincermi a partecipare ad un contest di freeski; Mi è sempre piaciuto fare questo genere di cose con gli amici, così ho accettato, ed è stata una rivelazione. Ho pensato “Questo è decisamente quello che fa per me, questa gente prende la cosa davvero sul serio ma allo stesso tempo si diverte alla grande”. È difficile descrivere cosa provo a riguardo, perchè per me anche il mondo delle gare è divertente. Ma in quel mondo il divertimento viene dalla competizione e dal desiderio di migliorarsi. Mentre nel freeski puoi fare una discesa fantastica che è allo stesso tempo davvero, davvero divertente di per sè, perchè riesci a fare qualcosa che non credevi possibile.

Ti capita ancora di gareggiare in pista?
Solo di rado. E quando mi capita mi sento quasi imbarazzata a girare intorno ai pali.

Altri progetti in corso?
Si ho appena girato un altro film con Powder Magazine in uscita in questo periodo, “The Great Siberian Traverse”. Siamo saliti su un treno e abbiamo percorso tutta la trans-siberiana attraversando la Russia per 9.500 km e sciando lungo tutto il percorso. È un corto di 25 minuti e girarlo è stato davvero divertente.

GUARDA IL VIDEO DI THE GREAT SIBERIAN TRAVERSE

Leggi l’articolo originale pubblicato su TheOlympian.com a questo indirizzo

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