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Freeride e sicurezza: come non farsi cogliere impreparati dalle valanghe

Freeride e sicurezza: come non farsi cogliere impreparati dalle valanghe
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Freeride e sicurezza: come non farsi cogliere impreparati dalle valanghe

A scuola di sicurezza in Montagna con ISTA. Dominique Perret, leggenda dello sci freeride anni 90, ci parla del progetto con cui intende salvare più vite possibile dai pericoli della montagna con corsi mirati a sviluppare tutte le competenze necessarie a sciare in freeride in sicurezza.

Per chi se lo ricorda, Dominque negli anni 90 saltava giù da elicotteri in corsa con gli sci negli spot della Sector, ha sciato l’Everest e registrato il record per il salto da cliff più alto del tempo (36,4m). Non proprio l’ultimo arrivato insomma.
ISTA, International Snow Training Academy, è il nome del suo progetto ambizioso con il quale vuole creare un’istituzione di certificazione riconosciuta globalmente, con standard e caratteristiche di insegnamento trasversali e condivise.
Un pò come è avvenuto nel mondo delle immersioni subacquee con  le certificazioni PADI, sistema di insegnamento oggi usato nelle scuole di sub di tutto il mondo.
<< L’idea mi è venuta nel 2014 dopo l’ennesima notizia di un gruppo di sciatori che perse la vita sotto una valanga. – ci spiega il padre fondatore – Anche se oggi esistono delle specie di certificazioni, manca uno standard che le riunisca.
Il mio obiettivo è creare un istituto che ponga una base globale di intenti, competenze e obiettivi, lavorando per divulgarli in stretta collaborazione con le guide alpine e le scuole di sci locali che vi aderiscono>>
Perret ha elaborato il materiale didattico (disponibile anche in italiano) avvalendosi di un team di esperti provenienti da diverse aree di specializzazione: sicurezza in montagna, medicina, psicologia, metereologia ed educazione.
L’obiettivo è quello di costruire una serie di moduli di insegnamento che presentino maniera chiara e concisa tutto quello che un freerider deve sapere per affrontare in sicurezza i pendii innevati al di fuori delle aree controllate, dalla lettura del manto nevoso a come gestire stress, stranchezza e alimentazione durante una gita.

Teoria e pratica, insieme. Dominique ci guida nel percorso di apprendimento con esempi pratici sul campo: per esempio, impariamo che se si scia su un terreno con pendenza inferiore ai 35 gradi di pendenza si è - “teoricamente” - al sicuro. Ma come si fa a determinare la pendenza? Scopriamo che si possono usare i bastoncini da sci come un pendolo.
Al momento hanno già aderito ad ISTA più di 500 guide di montagna ed istruttori da tutto il mondo. In Italia la Società Guide Alpine di Courmayeur ed un totale di 89 istruttori disponibili, in gran prevalenza in valle d’Aosta.
L’insegnamento è organizzato in moduli progressivi e il materiale segue uno schema in tre fasi: il prima (il più corposo), il durante e il dopo valanga.

<< è una fase fondamentale ed una corretta valutazione di tutti i fattori di rischio e di organizzazione della gita permette di abbassare sensibilmente la possibilità di trovarsi invischiati nelle fasi successive, ovvero di essere travolti da una valanga o di dover recuperare i nostri compagni che sono stati sommersi>>

Nel corso si impara che nel 90% di incidenti con morti le valanghe sono innescate dalla condotta degli stessi sciatori, la massa di neve può viaggiare fino ad una velocità di 130 km/h ed ha una densità superiore di tre volte rispetto al corpo umano. Per questo nel caso si venga travolti bisogna mantenersi “attivi” e lottare per cercare di rimanere in superficie.
Assolutamente fondamentale è che chiunque si avventuri nel freeride sia provvisto di kit ARVA, pala e sonda e si sia allenato più e più volte nel loro utilizzo in simulazioni quanto più realistiche possibili.
Le tecniche e i gesti di ricerca devono essere completamente interiozzati ed automatizzati affinchè si sia in grado di operare in un contesto di emergenza e panico come quando si vedono i propri compagni sommersi da una valanga. 
Il tempo impiegato per estrarre dalla neve i sopravvissuti è infatti critico:  il 93% delle vittime di valanga sopravvive se viene dissepolto entro i primi 15 minuti, mentre la percentuale precipita al 30% dopo 45 minuti.
Un’idea sui costi? Un corso di introduzione di una giornata si paga intorno ai 200€ compreso di materiale didattico per le lezioni e il certificato finale. A questo si aggiunge il costo dell’insegnamento di un istruttore, che può essere diviso in un gruppo.
Per maggiori informazioni e per iscriversi ad un corso: https://ista-education.com
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