In cabinovia ai tempi del Coronavirus: parola d'ordine "tenere le distanze"

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In cabinovia ai tempi del Coronavirus: parola d'ordine "tenere le distanze"

Il DPCM del 4 Marzo 2020 per contenere la diffusione del COVID-19 pone delle limitazioni e delle regole da seguire tra cui l'esigenza di evitare gli assembramenti di persone.  I gestori degli impianti funiviari, per venire incontro a questa necessità hanno deciso di ridurre la capienza di cabinovie e funivie.

L'esigenza è quella di mantenere le distanze di sicurezza minime da una persona all’altra, anche per i brevi viaggi in cabinovia e funivia.  Rimane invece tutto regolare per l’utilizzo di seggiovie e skilift. Gli impianti all’aperto non sono soggetti a misure di contenimento.

La funivia dei Piani di Bobbio per esempio è stata limitata la capienza a 8 persone per cabina. Questo ovviamente ha ridotto la capacità dell'impianto a 2500 persone al giorno rispetto alle 4000-5000 precedenti.

Restrizioni anche più severe sono state attuate in Alto Adige dove agli impianti di risalita possono accedere massimo un terzo della capienza prevista. La limitazione riguarda gli impianti di risalita al chiuso come funivia e cabinovie. Al momento queste misure riguardano solo 6 comuni: Selva di Val Gardena, Santa Cristina, Badia, Predoi, Monguelfo e Dobbiaco. Queste sono le zone che sono state frequentate da turisti che sono risultati positivi al coronavirus.

In Veneto, a Cortina d’Ampezzo, il nuovo impianto Tofana – Freccia nel Cielo ha ridotto l’accesso da 10 a 3 persone, mentre la funivia che collega Col Druscié alla stazione di Ra Valles ha ridotto il numero massimo di passeggeri da 80 a 26.

La capienza massima della funivia che porta al monte Faloria è stata invece portata da 50 a 15 persone ed è stata aumentata la velocità delle corse.

Anche la funivia della Marmolada, che collega Malga Ciapela alle stazioni di Serauta e Punta Rocca è stata adeguata ai parametri di capienza per gli impianti di risalta dettati dal decreto governativo.

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