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Gli sciatori afgani che sognavano Pechino 2022 trovano rifugio in Italia

Gli sciatori afgani che sognavano Pechino 2022 trovano rifugio in Italia
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Gli sciatori afgani che sognavano Pechino 2022 trovano rifugio in Italia

Tra i 130.000 fuggiti ad agosto da Kabul, ci sono anche tre ragazzi che vivono a Trento, Ferrara e Varese e coltivavano la speranza di diventare i primi atleti a rappresentare l’Afghanistan ai Giochi invernali. Chissà che non possano provarci per Milano-Cortina 2026.

Sajjad Husaini, 30 anni, guida turistica, cresciuto sulle montagne dell’Hindu Kush, nella regione di Hazarayat, tristemente famosa per le statue giganti raffiguranti Buddha distrutte dai talebani nel 2001, ha fatto da apripista al gruppo. Con la sua famiglia e due zaini pieni di documenti, pannolini e merendine, dopo svarianti tentativi andati a vuoto, è riuscito a decollare, grazie all’aiuto di amici italiani. Prima di stabilirsi a Varese è stato per un periodo in Sardegna in attesa dei visti.

Lo ha seguito Sayed Alishah Farhang, anche lui cresciuto nello Sci Club Bamiyan. Quando hanno cominciato non c’era elettricità e acqua corrente. Si usavano sci di legno e il primo skilift, una corda spessa tirata dal motore di una motocicletta, è entrato in funzione nel 2019. Eppure il 31enne guida alpina, che da piccolo faceva il pastore, considerato il miglior gigantista del paese, presente ai Mondiali di St. Moritz nel 2017, ha sfiorato la qualificazione a PyeongChang 2018. Adesso vive a Trento, dove è felice perché è vicino alle montagne, anche se non pensa più a fare gare.

La più giovane, Nazira Khairzad, 17 anni, attivista e slalomista, che condivide una stanza con altre tre ragazze rifugiate in un dormitorio a Ferrara, prima o poi vorrebbe portare il suo paese a Giochi delle neve. Chissà, magari proprio a Milano Cortina 2026. Nel marzo 2021 ha vinto l’Afghan Ski Challenge. La sua ultima sciata.

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