Turismo della neve: le strategie per affrontare cambiamento climatico, overtourism e tasso di abbandono

Turismo nelle Alpi Centro-Occidentali, il 26 giugno l’evento per gli operatori organizzato da MMA Studio con SPM e NEVEITALIA
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Davide Franchi

TurismoReport MMA Studio

Turismo della neve: le strategie per affrontare cambiamento climatico, overtourism e tasso di abbandono

Venerdì 26 giugno a Luino, nel corso dell'evento "Destinazioni in quota: costruire strategie condivise per il sistema montagna" organizzato da MMA Studio, in collaborazione con SPM SpA Società Benefit, Davide Franchi, Senior Advisor Business Strategy e Referente MMA per le Alpi Centro-Occidentali, nonché collaboratore di Neveitalia, ha presentato un'analisi sullo stato attuale del Turismo di Montagna. In questo secondo articolo vi proponiamo un focus sulle criticità e sfide future del settore, che si trova a fronteggiare problemi quali l'invecchiamento della popolazione, un elevato tasso di abbandono, il cambiamento climatico e l'overtourism. 

La prima volta sugli sci è decisiva: dopo un’esperienza negativa, l’80% abbandona.

Nello studio vengono analizzate le criticità e sfide future che il turismo della neve dovrà affrontare nei prossimi anni

L'importanza della prima esperienza: fronteggiare l'elevato tasso di abbandono dello sci con l'attenzione alla qualità dell'esperienza

Secondo i dati raccolti da Laurent Vanat nel suo Rapporto Internazionale sulla Neve e sul Turismo di Montagna, alcuni studi statunitensi hanno quantificato in una percentuale attorno all'80% il tasso di abbandono dello sci. Si tratta, in particolare, di principianti che hanno dichiarato di aver avuto una brutta prima esperienza sugli sci e di non voler tornare a praticarlo. Una percentuale molto elevata, che in considerazione dei trend di invecchiamento della popolazione e di calo della natalità, rischia di avere un rilevante impatto a lungo termine sul settore, se non sarà correttamente affrontata. 

Per affrontare tale problematica occorre focalizzarsi maggiormente sulla qualità dell'esperienza, rendendo lo sci sempre più agevolmente accessibile e praticabile dalle giovani generazioni urbane. In quest'ambito il mantenimento in attività delle piccole stazioni prossime alle grandi aree urbane e lo sviluppo dei simulatori indoor svolgono un ruolo chiave. 

Aspetto fondamentale per essere appetibili dalle nuove generazioni è quello di garantire un'efficace accessibilità con mezzi di trasporto pubblico e con sistemi di mobilità condivisa. Ulteriore elemento di attrattività è rappresentato dalla presenza di pacchetti all-inclusive con modalità di acquisto integrate e digitali, comprendenti armadietti, buoni pasto, incentivi per portare amici e programmi fedeltà.

Fondamentale anche l'aspetto della gestione dei rischi e della sicurezza. Per garantire una soddisfacente prima esperienza sugli sci è, infatti, fondamentale far percepire all'utente un'elevata cura e sicurezza dell'area sciabile. In quest'ambito è indispensabile investire in livellamento e inerbimento delle piste e in efficaci sistemi di innevamento programmato per garantire piste ben preparate, livellate e prive di asperità e ostacoli naturali in qualsiasi condizione di innevamento. Fondamentale, inoltre, assicurare la massima sicurezza nell’area sciabile con una gestione attiva del rischio, in relazione alla corretta posa e manutenzione di segnaletica, reti e dispositivi di protezione, come evidenziato nel corso dell'evento dall'intervento di approfondimento curato da SPM SpA Società Benefit, azienda varesina leader mondiale nel settore.

Sfide future del Turismo di Montagna nell'era del cambiamento climatico

 

Il cambiamento climatico sta spingendo l'affermazione della stagione estiva, favorendo anche la crescita di periodi in precedenza di «transizione» come primavera e autunno. Nei turisti stanno nascendo nuovi bisogni ed esigenze, tra cui la necessità di rigenerarsi e distaccarsi dalla quotidianità e la possibilità di non utilizzare l’auto sfruttando efficienti sistemi di trasporto pubblico e impianti di risalita attivi in tutte le stagioni. 

Gli elementi chiave per lo sviluppo di una strategia di evoluzione dalla monostagione dello sci includono la valorizzazione del patrimonio locale (cultura, enogastronomia, natura), lo sviluppo e promozione della rete cicloescursionistica, investimenti in strutture ludiche ed un sempre maggiore focus sul turismo esperienziale (notti con osservazioni delle stelle, cooking class, osservazione della fauna, foliage, fioriture primaverili).

Il cambiamento climatico rappresenta oggi un rischio di medio-lungo termine per il settore. Studi e ricerche evidenziano come il LAN (Linea di Affidabilità della Neve) possa innalzarsi di 150 m per ogni grado di aumento della temperatura. Ad oggi si riscontra un'ormai totale dipendenza da potenti sistemi di innevamento programmato per garantire qualità e continuità dell’offerta turistica, con un consistente aumento degli investimenti dettato dalla costante innovazione tecnologica degli impianti di innevamento, a cui si aggiungono le innovative metodologie di snowfactory e le tecniche di snowfarming. L'aumento delle temperature determinerà stagioni sciistiche più brevi a cui sarà necessario affiancare un adeguato sviluppo del modello di business negli altri mesi dell'anno. 

Affrontare il cambiamento climatico nelle stazioni sciistiche non significa stabilire una quota esatta al di sopra della quale è possibile investire. Aspetto fondamentale è infatti quello di considerare le peculiarità locali di ogni comprensorio sciistico, contemplando elementi come microclima locale (ad esempio inversioni termiche di fondovalle), esposizione, fondo delle piste, facilità di approvvigionamento idrico, incidenza delle chiusure per vento/maltempo, facilità di accessibilità e di evoluzione della monostagione.  Sulla base di tali valutazioni alcune stazioni a medio-bassa quota potrebbero adattarsi al cambiamento climatico più efficacemente e con costi economici e ambientali più contenuti rispetto a determinati comprensori sciistici che si sviluppano integralmente a quote elevate. 

Overtourism e desertificazione economica, due facce della stessa medaglia 

L'Overtourism trasforma le località in luoghi invivibili e inaccessibili. E’ generato da alcuni fattori: crescita incontrollata dei flussi turistici, effetto dei social media, mancanza di gestione e pianificazione per una domanda sostenibile. L'affermazione di modelli turistici basati sul lusso, rappresenta spesso un primo ed inefficace tentativo di risposta all'overtourism. Ciò rende le destinazioni esclusive e inaccessibili per i residenti, portando ad crescita incontrollata dei prezzi immobiliari che allontana le nuove generazioni di residenti storici, portando di fatto località con un fiorente sviluppo turistico alle stesse condizioni delle località montane più periferiche, vittime della desertificazione economica. In queste realtà assenza di servizi e di opportunità lavorative spingono i giovani a trasferirsi verso aree più dinamiche: spopolamento e desertificazione economica viaggiano di pari passo generando una spirale che rende i luoghi sempre più vuoti e abbandonati, con il rischio di compromettere anche lo storico patrimonio edilizio e culturale (scomparsa delle comunità e dei loro luoghi). Un destino a cui vanno ugualmente incontro le località vittime di un overtourism incontrollato. 

Lo sviluppo di strategie per ripensare il modello turistico può consentire di affrontare efficacemente questi fenomeni, e include:

• Diversificazione dell’offerta turistica, per distribuire meglio i flussi;

• Politiche tariffarie (es. sistemi a tariffazione dinamica, pacchetti che incentivano soggiorni plurigiornalieri);

• Gestione e regolamentazione degli accessi;

• Sviluppo di infrastrutture sostenibili per favorire la diffusione di forme turistiche meno invasive;

• Politiche abitative per i residenti.

Strategia, governance e finanza: il metodo MMA

Nel corso dell'incontro MMA ha raccontato il proprio modo di lavorare nel turismo di montagna, maturato negli anni attraverso numerosi percorsi di affiancamento a società impiantistiche e destinazioni alpine, in cui vengono costantemente affrontate queste criticità e sfide future che riguardano il turismo di montagna.

Un approccio che parte sempre dall'ascolto del territorio e dall'analisi dei bisogni per trasformare la visione imprenditoriale in scelte concrete.

Per MMA la pianificazione strategica non coincide con la redazione di un documento.

È un processo continuo che integra:

  • strategia;
  • governance;
  • sostenibilità;
  • pianificazione economico-finanziaria;
  • gestione del rischio;
  • accompagnamento nella fase di execution.

Solo quando questi elementi dialogano tra loro è possibile costruire investimenti realmente sostenibili e capaci di generare valore non soltanto per le imprese, ma per l'intera comunità.

Una filosofia sintetizzata durante l'evento da un concetto chiave:

"Il piano inizia quando finisce."

Perché è nell'attuazione delle strategie, nel monitoraggio e nella capacità di adattarsi ai cambiamenti che si misura il successo di un progetto. Un percorso che ha visto un concreto spunto nelle testimonianze di tre importanti realtà alpine, Catinaccio Buffaure Società Benefit (Val di Fassa), Funivie Arabba Società Benefit (Arabba), Faloria SpA (Cortina d'Ampezzo), che hanno condiviso i percorsi di trasformazione sviluppati insieme a MMA.

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