Chiude la stazione sciistica spagnola Puerto de Navacerrada

Chiude la stazione sciistica spagnola Puerto de Navacerrada
Info foto

Puerto de Navacerrada

TurismoSTAZIONI SCIISTISCHE

Chiude la stazione sciistica spagnola Puerto de Navacerrada

La località sciistica, situata a circa 50 km da Madrid, la seconda più antica della Spagna, attrae  da 70 anni migliaia di sciatori e decine di migliaia di escursionisti.

L’Organismo Autónomo Parques Nacionales ha deciso di non rinnovare la concessione del terreno di tre piste nella zona di Valsaín (Segovia), comportando cosi la chiusura della stazione sciistica di Puerto de Navacerrada.

Con un comunicato i responsabili della stazione hanno spiegato che è stata una stagione difficile a causa del contesto sanitario e delle restrizioni generate dal Covid-19, ma che la decisione dell’OAPN, che dipende dal Ministero per la Transizione Ecologica, di non rinnovare la concessione di tre piste, è stato il colpo più duro. Si tratta delle piste El Bosque, El Escaparate e El Telégrafo, innevate al 100 % per tutte la stagione, adatte per i principianti e dove le scuole sci vanno ad insegnare.

La stazione sciistica sul proprio sito ha ringraziato i propri amici e utenti per il supporto incondizionato ricevuto durante la stagione e soprattutto, negli ultimi mesi dopo la decisione di non rinnovare la concessione del terreno. Un ringraziamento anche ai colleghi per il lavoro svolto in questi mesi, ai maestri di sci, agli albergatori, ai noleggi e a tutti coloro che ogni anno hanno dato il massimo per offrire il miglior servizio agli sciatori.

Per cercare di salvare la stazione sciistica, è stato creato una petizione sul sito www.salvemosesquinavacerrada.org dove è possibile leggere anche una lettera aperta rivolta ai membri dell’Organismo Autónomo Parques Nacionales.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
134
Consensi sui social

Ultimi in Turismo

Dolomiti UNESCO, il bilancio di Banca d'Italia: +9% di pernottamenti senza consumare più territorio

Dolomiti UNESCO, il bilancio di Banca d'Italia: +9% di pernottamenti senza consumare più territorio

Il paper di Banca d'Italia analizza gli effetti sui flussi turistici e sull'ambiente nei 4 anni successivi all'iscrizione delle Dolomiti nella lista dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità, avvenuta nel 2009. A fronte di un incremento delle presenze, il numero di strutture turistiche non è cresciuto e quello di posti letto si è ridotto. Ai maggiori flussi turistici non si è associato né un aumento del consumo di suolo né una maggiore produzione di rifiuti, dimostrando il potenziale del riconoscimento UNESCO nel generare benefici economici locali senza compromettere la qualità ambientale, a condizione che siano in atto un efficace coordinamento istituzionale e solide garanzie normative.