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Paolo Ciotti
Paolo Ciotti
Viaggi in SudAmerica

Ushuaia - Cerro Castor: Sciare alla "Fine del Mondo"

Snowboard vista mare a Ushuaia

Lasciare l'Italia nel pieno della stagione estiva per arrivare ad Ushuaia è un'esperienza estremamente emozionante, difficile da descrivere, iniziando dallo spettacolare atterraggio sulla pista artificiale del suo aeroporto, nel mezzo del mare impetuoso del canale di Beagle, stretto tra catene di montagne aguzze e dalla neve che imbianca anche i litorali.

Ushuaia, capoluogo della Terra del Fuoco, è l’ultima città del mondo. La collocazione tra mare, monti, neve e ghiacciai lo rendono posto assolutamente estremo e contribuiscono ad incrementarne la fama e il mito.
In un tale contesto, assolutamente inedito, la passione per gli sport invernali trova comunque terreni ideali e come in nessun altro posto al mondo a Ushuaia di giorno si può sciare (magari a fianco dei più grandi campioni del circuito bianco), al pomeriggio passeggiare sul porto tra grandi pescherecci e alla sera mangiare dell’ottima aragosta (la famosa centolla fueghina) o la migliore carne bovina del pianeta, innaffiata da sorprendenti vini argentini.
Nel vicino comprensorio sciistico del Cerro Castor, nonostante la quota balneare, l'atmosfera è da “international skiresort”: molte delle principali squadre nazionali (compresa la squadra italiana) vi si allena per diverse settimane su fantastiche piste con piena soddisfazione, regalando agli altri ospiti del comprensorio uno spettacolo da Coppa del mondo. Di fatto questa località, nel mondo dell'agonismo, si è affermata come la migliore in assoluto per allenarsi da giugno a settembre, con ottime possibilità anche per lo sci libero e il fuoripista, con la stagione sciistica più lunga del continente, una neve spettacolare e un contesto naturale di particolare suggestione e bellezza, letteralmente da Fine del Mondo!!
I gestori della località sperano di poter ospitare, in un futuro non troppo lontano, anche qualche importante gara del circuito internazionale, avendo tutte le carte in regola per farlo.
Nel frattempo continuano a riqualificare il comprensorio sciistico, nato solo 9 anni, che ora conta 23 piste di ogni livello su quasi 900mt di dislivello, sviluppate per 30km, di cui almeno metà omologate FIS. Una località per veri intenditori!

Ma Ushuaia è anche la capitale sudamericana dello sci nordico, dotata di numerosi centri fondo ben attrezzati, grazie alla autentica passione dei responsabili locali autori di grandi sforzi, il che destina Ushuaia a diventare un centro di riferimento mondiale.

La più importante manifestazione dell'inverno fueghino è proprio la gara internazionale di sci di fondo Marchablanca, una vera e propria festa popolare arricchita da altri coinvolgenti eventi come le gare di sculture di neve e di sleedog, attività che vede Ushuaia teatro di tappe di Coppa del mondo.

La sera, in alternativa alla "movida" argentina dei locali notturni, ci si può concedere una pattinata su ghiaccio naturale, a pochi metri dalla spiaggia.

Difficile poi non trascorrere almeno un'intera giornata nel Parco Nazionale della Terra del Fuoco, una delle zone più incontaminate del mondo, realizzando bellissimi inediti trekking o cavalcare sul lungomare affacciato sul canale di Beagle, dove le imponenti montagne innevate della Cordigliera di Darwin, degne dei più noti colossi alpini, si specchiano sulla confluenza degli oceani Atlantico e Pacifico. Imperdibile anche la navigazione sul canale, per un’esperienza oceanica ai confini dei continenti.

Per il doposci Ushuaia offre anche molte altre possibilità, con suoi caratteristici quartieri residenziali, il suo porto, le strade commerciali e i suoi musei, testimoni di una storia alquanto originale che ha trasformato Ushuaia da luogo isolato e infame ad una delle mete turistiche più ambite al mondo.

Impedibile poi una sciata al Glacial Martial, piccola e storica stazione sciistica, la più a sud del mondo, poco sopra Ushuaia, da cui si può godere un panorama mozzafiato della città, della sua baia e di tutto lo stretto di Beagle; sci vista mare quindi, il tutto ai piedi di un ghiacciao eterno.

Intervista a Pablo Valcheff

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