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Sáblíková, vendetta d'oro nei 5000. Wüst alla quarta medaglia: è record

Sáblíková, vendetta d'oro nei 5000. Wüst alla quarta medaglia: è record
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Getty Images

Speed SkatingSpeed Skating - Sochi 2014

Sáblíková, vendetta d'oro nei 5000. Wüst alla quarta medaglia: è record

L’ultima gara individuale dello speed skating a Sochi incorona la sua favorita: Martina Sáblíková. Una delle più attese campionesse sul ghiaccio dell’Adler Arena, che era rimasta a secco di ori finora. Sicuramente l’umore della 26enne della Repubblica Ceca avrà subito una sterzata verso l’ottimismo dopo la vittoria nei 5000 metri. Una gara in cui, dopo l’argento nei 3000 dietro la Wüst, non poteva permettersi di fallire. La ceca vince in 6’51’’54. Alle sue spalle arriva la solita batteria di missili olandesi. Tra di loro, l'argento odierno, che si prende la palma di protagonista femminile ai Giochi Olimpici invernali. Trattasi di Ireen Wüst, 27enne di Goirle, che entra nella storia del pattinaggio di velocità conquistando la quarta medaglia individuale (un oro e tre argenti) in una singola edizione delle Olimpiadi: le uniche quattro donne che vi erano riuscite in precedenza furono Tatyana AverinaLidiya Skoblikova, Karin Enke e Cindy KlassenTerza la rediviva della pista lunga (ma sempre dello squadrone oranje) Carien Kleibeuker.

C’è la fatta, dunque, la dominatrice dei 5000 negli ultimi tre anni. La ceca non conosce sconfitta nella distanza olimpica più lunga dal febbraio 2011. Oltre a difendere l’imbattibilità Martina Sáblíková doveva anche confermarsi dopo l’oro nel 2010 (sui 5000, ma anche nei 3000). Impresa riuscitale, non senza però faticare per battere una straordinaria Wüst, sempre a podio in tutte le quattro le gare disputate a Sochi. I fari erano puntati tutti sulla penultima batteria con l’auspicabile duello per l’oro. In corsia interna l’olandese, affiancata dalla ceca. E subito non è mancato il pathos per la vera “finale” per il titolo. La Wüst ha messo pressione alla Sáblíková, facendo leva sulle sue migliori doti da velocista. Così, come prevedibile è arrivata la partenza flash dell’oranje. I parziali sul singolo giro danno ragione alla prima: stabilmente sui 31 secondi e mezzo, contro i 32 della bicampionessa olimpica. La prova delle due si stabilizza intorno ai 1500 metri, con i parziali delle due intorno ai 32’’5 a giro. Martina non finisce nel panico e lascia sfogare l’olandese, sapendo di avere un rush finale sopraffino. Il cambio di marcia della 26enne di Nové Město si concretizza col sorpasso nei parziali dai 3000 in poi. L’oranje gira sopra i 33 secondi, mentre la Sáblíková mette in azione la sua classe di fondista pura, superando definitivamente la compagna di batteria ai -1200m dalla conclusione. I suoi riscontri migliorano regolarmente e va a prendersi un oro tanto atteso sin dai primi giorni. Conclude in 6’51’’54 un crono che le vale record del tracciato, stabilito da lei stessa ai Mondiali 2013. Ireen Wüst paga la tattica studiata per mettere in difficoltà la rivale, ma non perde la medaglia d’argento: il 6’54’’28 è più che sufficiente per garantirle la piazza d’onore. Anticipata di appena 11 centesimi, la quarta classificata: la russa Olga Graf, già bronzo sui 3000.

Sorprende il terzo posto di Carien Kleibeuker. Olandese “stagionata” (è una classe 1978), che ha piazzato il colpo qualificazione nei 5000 a dicembre, durante i trials olimpici di Heerenveen. Il suo tempo di 6’55’’66 la porta a una medaglia di bronzo che ha dell’incredibile. La 35enne era tornata nel 2013 dopo ben sette anni di assenza dalla pista lunga. Nel frattempo, infatti, si era dedicata al suo lavoro di fisioterapista e pattinava solo nelle maratone del ghiaccio in Olanda. La carriera in pista lunga per lei era stata una parentesi fino al 2005, dove sorprendendo tutti si era qualificata per i 5000 ai Giochi di Torino. Finì decima.

Niente gloria per la quasi 42enne Claudia Pechstein. La tedesca scende dal podio olimpico dei 5000 dopo ben cinque edizioni consecutive a podio (dal 1992 al 2006, poi una squalifica le fece saltare i Giochi 2010). Delusa anche la giovane olandese Yvonne Nauta, che conclude al sesto posto.

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Si conclude così il programma olimpico delle gare individuali. Successo senza precedenti per l’Olanda, sia a livello maschile, sia femminile. I pattinatori oranje portano a casa un totale di 21 medaglie sulle 31 disponibili. Solo sei atleti provenienti da altri paesi sono risusciti a conquistare almeno un podio in dieci gare: umeri impressionanti. Il tutto in attesa degli inseguimenti a squadre (al via venerdì 21, con le finali sabato 22), quando i team favoriti non potranno che indossare una tuta arancione. E sabato, il record di Ireen Wüst rischia seriamente di venire “ritoccato” ancora.

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