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Ireen Wüst spodesta Sáblíková: è oro nei 3000 donne. Russia, primo podio con Olga Graf

Ireen Wüst spodesta Sáblíková: è oro nei 3000 donne. Russia, primo podio con Olga Graf
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Getty Images

OlimpiadiSpeed Skating - Olimpiadi 2014

Ireen Wüst spodesta Sáblíková: è oro nei 3000 donne. Russia, primo podio con Olga Graf

Una straordinaria Ireen Wüst si “riprende” i 3000 femminili dopo otto anni dalla sua prima gioia a cinque cerchi. La 27enne olandese è la prima campionessa olimpica dello speed skating femminile a Sochi 2014. La stella della nazionale oranje termina la sua prova in 4’00’’34, non andando lontana dal suo primato stagionale. Precedute sul podio la grande favorita della vigilia, nonché campionessa in carica, Martina Sáblíková e la russa Olga Graf, a sorpresa di bronzo. La medaglia della Graf è anche il primo podio russo dell’Olimpiade iniziata due giorni fa. Francesca Lollobrigida, unica azzurra in gara, chiude al 23esimo posto col tempo di 4’16’’52.

Sorprende la prova di Ireen Wüst, per condotta di gara e sicurezza dimostrata dallo start alla conclusione. L’olandese vince, forse anche perché la pressione era tutta su una delusa Martina Sáblíková. La 26enne ceca di Nové Mesto cede lo scettro di campionessa olimpica dopo il trionfo Vancouver 2010. L’oro della 27enne olandese è stato costruito grazie a una partenza sprint (19’’31 ai 200 m) e proseguito con una regolarità impressionante nel corso della sua prova, sempre intorno ai 31 secondi a tornata fino al sesto  dei sette giri e mezzo totali.

Le sfidanti hanno potuto fare poco per impensierire lo strapotere dell’alfiere “arancione”, giunta così alla sua quarta medaglia olimpica (oltre a quello odierno, vanta altri due ori e un argento da Torino 2006). La campionessa olimpica in carica Sáblíková ha forse patito le condizioni del ghiaccio dell’Adler Arena, sicuramente non velocissimo. Ma il suo  crono non era di primissimo ordine: 4’01’’95. Solo quarta l’eterna Claudia Pechstein. La quasi 42enne tedesca, era stata una delle uniche due atlete vincenti nella stagione di Coppa nei 3000: aveva vinto a Calgary, a novembre, poi la Sáblíková aveva imposto la sua legge. Ireen Wüst, era a secco di successi in Coppa sui 3000, ma aveva battuto la ceca agli Europei di Hamar, disputatisi a gennaio.

Da sottolineare la grandissima gioia per la padrona di casa Olga Graf, che fa esultare l’Adler Arena e la Russia intera. La trentenne si aggiudica un meritato bronzo, con una gara tutta d’attacco, che la vede inserirsi in zona medaglie grazie a una gara mantenuta su livelli regolari. Il suo 4’03’’47 mantiene dietro Claudia Pechstein. Quinta ancora un’altra olandese, Annouk van der Weijden, davanti alla norvegese Ida Njaatun. Settima la giovanissima oranje Antoinette de Jong. Qui la classifica generale completa.

I 3000 donne sono stati anche l’occasione per vedere la prima pattinatrice azzurra in scena. All’esordio olimpico assoluto, Francesca Lollobrigida arrivava da una stagione con un trend più che entusiasmante, che l’ha portata fino al record nazionale sulla distanza: 4’05’’35 a Salt Lake City. Romana, che ha compiuto 23 anni il giorno dell’apertura olimpica chiude proprio ventitreesima, in 4’16’’51.

Inserita in batteria con l’esperta Stephanie Beckert, tedesca argento individuale (su 3000 e 5000) nel 2010, che poteva essere un punto di riferimento importante per la Lollobrigida. L’italiana però non riesce a sfruttare il traino dell’avversaria. Perché realizza una prima metà di gara molto veloce. La ragazza di Frascati trova un inizio molto rapido viene, fino ai 1800 quando poi l’azzurra è costretta a rallentare. Nel complesso, una gara molto al di sotto delle sue capacità, dimostrate di essere migliori nella prima e sorprendente parte di stagione attuale. Francesca chiude qui la sua Olimpiade, ma saprà ripresentarsi di più competitiva ai prossimi appuntamenti a cinque cerchi. L’età e l’esperienza la aiuteranno a fare meglio.

Domani il calendario prevederà l’esordio degli sprinter puri. Si assegna infatti il titolo olimpico dei 500 metri maschili. In gara ci saranno due azzurri: Mirko Nenzi e David Bosa, anche loro all’esordio in un’Olimpiade invernale.

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