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Mondiali Allround: Kramer nella storia con la settima perla iridata. Sábliková, la rincorsa è vincente

Mondiali Allround: Kramer nella storia con la settima perla. Sábliková, la rincorsa è vincente
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Getty Images

Speed Skating - Mondiali Allround a Calgary

Mondiali Allround: Kramer nella storia con la settima perla iridata. Sábliková, la rincorsa è vincente

Alla fine l’hanno spuntata i due grandissimi favoriti. Ma non senza fatica e con una rincorsa compiutasi solo nell’ultima delle quattro prove dei Mondiali Allround 2015. Sven Kramer e Martina Sábliková tornano in cima al mondo dopo la due giorni iridata all’Olympic Oval di Calgary. Sulla pista lunga della città canadese trionfano così due tra i "mostri sacri" dello speed skating. Per l’olandese si tratta del settimo sigillo in carriera dopo l’ultimo trionfo targato 2013 e una serie cominciata nel 2007.

Mentre al femminile, la fenomenale portacolori della Repubblica Ceca trova il terzo titolo nella sua pluridecorata carriera – torna tra l’altro a vincere dopo quattro anni di distanza dagli ori del 2009 e 2010 – e interrompe il regno di Ireen Wüst, oggi "solo" d’argento. Oltre le loro medaglie "abituali", c'è da dire che quello canadese si è rivelato un Mondiale dalle prime volte di due giovani norvegesi sul podio: è stato così per il bronzo maschile –  vinto da Sverre Lunde Pedersen dietro il russo Denis Yuskov – e per la terza donna classificata, Ida Njåtun.

Dunque dopo 17 chilometri totali e due giorni di gare, festeggia Sven Kramer. Il 28enne olandese trova così il bersaglio grosso del Mondiale Allround per la settima volta in carriera. Non è stata una "passeggiata", contrariamente a quanto si potesse pensare. Il fenomeno della pista lunga oranje è entrato nella storia della competizione poiché nessun uomo è mai riuscito a collezionare tanti ori in bacheca. Solo la tedesca Gunda Niemann ha fatto meglio, vincendo otto volte i Campionati completi.

La storia sorride così a Kramer per 43 centesimi di punto, e succede Koen Verweij (che ha capitolato per via di una caduta nei 500) nell’albo d’oro della competizione più antica a livello mondiale. Molto risicato il vantaggio del tre volte olimpionico in carriera. Merito di un ottimo Denis Yuskov. Il russo, già bronzo Allround agli scorsi Mondiali e agli Europei del gennaio 2015, si migliora, confermandosi così sul podio fino all’argento. Non è da meno il 22enne Sverre Lunde Pedersen, bronzo a sorpresa.

Diverso il discorso per il torneo femminile. La vincitrice Sábliková ha trionfato con un buon margine di punti – formati dal totale dei tempi basati su tutte e quattro le distanze corse -, ben 1.57 sulla campionessa in carica Ireen Wüst, la grande delusa a Calgary. Ma in Canada si è vista una grandiosa velocista capace di concorrere fino all’ultima prova dei 5000 metri alla pari delle avversarie. Stiamo parlando di Heather Richardson, rimasta in testa per tre quarti dei Campionati, salvo poi abdicare solo dopo la distanza più lunga. Per lei arriva comunque un onorevole quarto posto, perché anche Ida Njåtun la precede per appena 25 centesimi di punto. Ma il Mondiale Allround della nordamericana – arrivato dopo un argento a quello Sprint della scorsa settimana – rimane spettacolare.

Positivo il bilancio dei due pattinatori italiani che hanno preso parte al Mondiale 2015 sotto la guida del tecnico Stefano Donagrandi. Andrea Giovannini, alla sua seconda partecipazione iridata a livello Senior, si piazza al 15esimo posto complessivo. Il finanziere rientra in Italia con due nuovi primati personali – su 500 e 5000 metri – e una chiusura in leggero calo sui 1500 odierni. Tuttavia, a conferma della sua crescita, il pattinatore trentino ottiene il suo miglior piazzamento in carriera nella graduatoria complessiva. L’anno scorso, ai Campionati tenutisi a Heerenveen, fu infatti 17esimo. La fresca 24enne Francesca Lollobrigida era invece all’esordio totale in una competizione di questo calibro. E l’atleta romana torna anche lei a casa con due primati personali nuovi di zecca: su 500 e 1500 metri. Il suo diciassettesimo posto complessivo va ad aggiungersi a un buon bagaglio di esperienza in vista delle prossime stagioni. Dovrà migliorare soprattutto nelle medie e lunghe distanze, dove potrà fare la differenza per entrare nelle lotte al vertice.

Ricostruendo quanto accaduto nella domenica iridata, partiamo dai 1500 metri maschili. Gara in cui, grazie al terzo podio nel fine settimana di Calgary – prima era stato secondo sui 500 e terzo sui 5000 - Denis Yuskov aveva trovato il sorpasso provvisorio su Sven Kramer in classifica generale, primo alla chiusura della prima giornata. Il pattinatore moscovita riesce ad avere la meglio su tutti i rivali in 1’42’’92, che lo conferma migliore specialista mondiale stagionale dopo l’1’43’’36 che gli aveva permesso di laurearsi iridato sulla singola distanza a Heerenveen. Netta la sua supremazia, imbastita soprattutto con una partenza molto efficace, che gli ha regalato la vittoria – e il primo posto, poi ceduto solo dopo i 10mila decisivi – sul nuovo campione mondiale.

Sulla distanza, ottima la prestazione (1’43’’99) del norvegese Sverre Lunde Pedersen, già sul secondo gradino del podio ieri sui 5000. Il talento classe 1992, già due volte campione allround a livello Juniores – tra 2011 e 2012 – e quarto tra i Senior nelle due ultime edizioni inizia da lì la risalita. Alle spalle del vichingo si piazzano a pari merito il belga Bart Swings e Sven Kramer, entrambi al traguardo con il tempo di 1’44’’18. Quinto una delle sorprese del weekend per quanto riguarda il torneo maschile: Denny Morrison. Il canadese, però, complici forse le fatiche del sabato – per lui inusuali, visto che da sei stagioni non partecipava a un Mondiale “completo” – non è velocissimo (1’44’’35) nella distanza in cui ha vinto due titoli mondiali in carriera. Solo sesto il campione olimpico in carica Zbigniew Bródka (Polonia).

Non arriva per un’inezia l’en plein di primati personali per Andrea Giovannini. Dopo il doppio exploit di sabato nei 500 e soprattutto nei 5000 metri, il 21enne trentino corre in 1’47’’78 i 1500, ventesimo tempo sui 23 concorrenti al via. Un crono che sfiora di poco il suo best, rimasto 1’47’’69 e risalente al novembre 2013. Il risultato non gli consente così di tentare con successo l’assalto per rientrare nei migliori otto in graduatoria – ieri era 12esimo - al termine della terza prova del programma iridato.

Nei decisivi 10mila metri, quarto e ultimo impegno dei Campionati maschili, ci si attendeva lo scatto decisivo in classifica di Sven Kramer. Il primatista mondiale non si è fatto pregare e ha dimostrato ancora una volta il suo enorme talento unito a una resistenza senza eguali nel panorama attuale dello speed skating. Il campionissimo di Heerenveen vince così la gara più massacrante – aperta solo ai migliori otto concorrenti dopo le prime tre prove – e lo fa senza essere insidiato dai rivali. 12’56'’69 il suo tempo, lontano 15 secondi dal personale nonché migliore prestazione mai corsa, datata 2007. In ogni caso, riesce a scendere sotto i 13’, risultato che non gli riusciva dai Giochi Olimpici di Sochi, dove fu argento. Poco importa, perché la vittoria sigilla il suo settimo titolo mondiale. Perché i diretti concorrenti Denis Yuskov e Sverre Lunde Pedersen finiscono rispettivamente al quinto (in 13’12’’49) e a quarto posto (13’09’’45). Il russo subisce inevitabilmente il sorpasso di Kramer, ma difende l’argento “generale” dall’attacco del norvegese. Per quanto riguarda l’arrivo dei 10mila, vengono anticipati da due ottimi pattinatori che hanno cominciato con le “rotelle”: il francese Alexis Contin – 13’04’’80 il suo tempo – e il belga Bart Swings – 13’06’’62. Inoltre per entrambi arrivano i primati nazionali.

In campo femminile è giusto parlare dell’impresa solo sfiorata – salire sul podio mondiale Allround e Sprint nello stesso anno - di Heather Richardson. L’americana si comporta di nuovo alla grande dopo la sua sorprendente prima giornata, che l’ha vista chiudere in testa nella graduatoria dopo le prime due prove, l’americana trova il secondo miglior crono nella prima gara della domenica, i 1500 metri. Anche in questo caso la 25enne della Florida conclude sul podio grazie a un ottimo 1’54’’23.

Vince a sorpresa Ida Njåtun. La giovane portacolori della nazionale norvegese trova la sua migliore prestazione – anche a livello cronometrico – dopo l’unico podio in Coppa del Mondo, risalente ai 1500 di Berlino della stagione 2010-2011. La talentuosa atleta classe 1991 si lascia tutte alle spalle in 1’52’’71, trovando anche il miglior crono stagionale mondiale sulla distanza.

Alle sue spalle si piazzano nell’ordine Heather Richardson e la favorita numero uno sulla distanza Ireen Wüst. L’olandese vincitrice della Coppa del Mondo di specialità 2014, argento olimpico e fresca dell’argento iridato su distanza singola, si deve accontentare del terzo posto in 1’54’’28. Dietro di lei si conferma in ottima forma sul ghiaccio di casa Kali Christ, quarta in 1’54’’44. Tempo che tra l’altro rappresenta il suo nuovo personale, ma che non le basta per cogliere il secondo podio – ieri è giunta seconda nei 500 – nel suo weekend mondiale. Quinta giunge Martina Sábliková, capace di contenere egregiamente i danni in 1’54’’55, crono di rilievo ma che non vale la sua migliore prestazione cronometrica per appena 11 centesimi. Sesta Linda de Vries in 1’55’’57 (primato personale).

Positiva la prova dell'azzurra Francesca Lollobrigida che scende sotto la barriera dei due minuti. L’atleta tesserata per l’Aeronautica Militare percorre i tre giri e 300 metri di gara in 1’59’’59. Migliorato nettamente il 2’01’’78 – suo precedente primato personale ottenuto sempre all’Olympic Oval canadese nel novembre 2013 - . Si piazza così al 18esimo posto sulla distanza. Il tempo, inoltre, le consente di mantenere il diciassettesimo punteggio in classifica generale.

Nell’ultima gara dei 5mila metri, non riesce il miracolo a Heather Richardson, che retrocede di tre posizioni in classifica generale. Nonostante fosse alla “prima” assoluta sulla distanza, la 25enne di High Point ottiene un ottimo tempo per una specialista della velocità neofita su queste distanze. Il 7’20’’27 le vale il settimo posto parziale, ma non le sarà sufficiente per raggiungere un difficile podio finale. In classifica cede anche alla norvegese Ida Njåtun.

Tutto è estremamente facile per Martina Sábliková, che vince da favorita logica l’ultima prova del programma femminile. La 27enne della Repubblica Ceca trionfa in 6’51’’21. Un crono che permette a colei che è anche la primatista del mondo, di piazzare la zampata decisiva per la conquista del suo terzo titolo mondiale Allround, dopo un digiuno di cinque anni. Il passaggio di consegne avviene nella stessa batteria con l’ex campionessa Ireen Wüst. L’olandese imbattuta al Mondiale tra 2010 e 2014 cede lo scettro già dopo i 1000 metri, quando la campionessa olimpica sulla distanza la sorpassa negli intermedi, incrementando il vantaggio fino agli oltre 12 secondi al traguardo. Il 7’03’’99 dell’oranje le permette però di superare la Richardson in classifica generale e vale così anche l’argento Allround – medaglia vinta solo una volta in carriera, nel 2008, a cui aggiunge però ben cinque ori e due bronzi.

Sui 5000 metri, dietro alla vittoriosa Sábliková, si piazza Linda de Vries (Olanda) in 7’03’’43, vincendo così la sfida parziale sulla ben più titolata connazionale Wüst, anticipata di 56 centesimi. Quarta la Njåtun, con il suo primato personale di 7’04’’00 stroncato il precedente di oltre 5 secondi.

Si chiude così un’edizione dei Mondiali Allround sicuramente incerta fino agli ultimi metri di gare. L’estrema rapidità dell’ovale di Calgary ha portato una miriade di primati personali – ben 66 in totale – e a otto nuovi record nazionali – cinque al maschile e tre al femminile. Ma forse ci si aspettava qualcosa in più dai fuoriclasse. Insomma, i record mondiali correnti non hanno corso pericoli. Clicca qui per consultare le classifiche complete.

L’ultimo atto della stagione internazionale su pista lunga avrà luogo dal 21 al 22 marzo con le Finali di Coppa del Mondo. L'appuntamento conclusivo si terrà sull'ovale di Erfurt, in Germania.

 

CLASSIFICA GENERALE FINALE FEMMINILE (prime posizioni e italiani):

1. Martina SÁBLIKOVÁ (Cec)                                       157.717 punti
2. Ireen WÜST (Ola)                                                      159.278
3. Ida NJÅTUN (Nor)                                                     159.795
4. Heather RICHARDSON (Usa)                                  160.046
5. Linda DE VRIES (Ola)                                                160.527
6. Ivanie BLONDIN (Can)                                             161.250
7. Marije JOLING (Ola)                                                 162.215
8. Kali CHRIST (Can)                                                      162.391
9. Nana TAKAGI (Jpn)                                                   119.266
10. Claudia PECHSTEIN (Ger)                                     119.271
….
17. Francesca LOLLOBRIGIDA (Ita)                         121.446

 

CLASSIFICA GENERALE FINALE MASCHILE (prime posizioni e italiani):

1. Sven KRAMER (Ola)                                                  146.509 punti
2. Denis YUSKOV (Rus)                                                 146.934
3. Sverre Lunde PEDERSEN (Nor)                               147.182
4. Bart SWINGS (Bel)                                                     148.299
5. Alexis CONTIN (Fra)                                                  148.738
6. Douwe DE VRIES (Ola)                                             149.889
7. Denny MORRISON (Can)                                         150.009
8. Konrad NIEDZWIEDZKI (Pol)                                   150.672
9. Zbigniew BRODKA (Pol)                                           109.552
10. Haralds SILOVS (Let)                                              109.958
….
15. Andrea GIOVANNINI (Ita)                                   110.858

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Campionati Mondiali Allround di speed skating - Calgary, Canada