Il primo giorno presidenziale di Ospelt: "Il voto dimostra che serve unità". Germania furiosa con Eliasch per Oberstdorf 2031

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Il primo giorno presidenziale di Ospelt: "Il voto dimostra che serve unità". Germania furiosa con Eliasch per Oberstdorf 2031

Da mezzanotte, l'avvocato del Liechtenstein è il nuovo numero 1 della FIS: la sua analisi completa su ciò che serve al momento, a partire dalla promozione degli atleti ("devono avere più visibilità") e la capacità di coinvolgere tutte le federazioni nazionali nelle decisioni. Dopo la mancata assegnazione del Mondiale 2031 di sci nordico, la voce della DSV in contrasto con l'ex presidente.

Il primo giorno da presidente della Federazione Internazionale Sci e Snowboard di Alexander Ospelt.

Dopo il Congresso FIS di giovedì a Belgrado, con la combattutissima elezione di colui che diventa il sesto uomo a capo della FIS nella sua intera storia, sconfiggendo per 65 voti a 64 il numero 1 uscente Johan Eliasch, cominciano i lavori per l’avvocato 58enne nativo del Liechtenstein, che ha parlato poche ore fa in conferenza stampa per illustrare le sue idee sul futuro delle discipline invernali.

“C’è stato un ottimo dialogo in vista di questo Congresso ed è stato molto interessante parlare con i rappresentanti di tutti i diversi Paesi, ma il risultato del voto dimostra che siamo ancora divisi – ha spiegato chiaramente Ospelt – Considero questa divisione un’opportunità, piuttosto che un problema.

Il mio primo compito sarà quello di promuovere l’unità e un’ambizione comune per far progredire insieme la FIS; c’è molto lavoro da fare, ma voglio che ogni federazione nazionale senta che questo è un nuovo inizio, che prenderò sul serio tutte le loro preoccupazioni e che ognuna sarà trattata con la stessa importanza. Ho chiesto ai rappresentanti dei Paesi più grandi di aprirsi a quelli più piccoli, perché non è nell’interesse di nessuno che in Coppa del Mondo gareggino solo atleti delle nazioni leader”, ha spiegato il neo presidente, già membro del Consiglio FIS dal 2024 e presidente della federazione sciistica del Liechtenstein tra il 2015 e il 2023.

E ancora: “Stiamo già valutando diverse modalità per coinvolgere ulteriori stakeholder, investitori e sponsor, al fine di distribuire maggiori entrate alle federazioni nazionali e soddisfare le richieste degli atleti di un aumento dei premi in denaro. A mio avviso, la strategia più sensata è rafforzare le discipline in cui si trova il pubblico più appassionato: prendendo la Cina come esempio, ha senso portare lì le tappe di freestyle e snowboard, poiché i grandi atleti che hanno possono permetterci di organizzare eventi di punta, eventi che possiamo utilizzare per ampliare l’interesse in tutta l’Asia.

Sono stato molte volte alla maratona di sci di fondo dell’Engadina e vi partecipano oltre 12.000 persone, quindi mi sono sempre chiesto: “perché non combinarla con una gara di Coppa del Mondo?”, visto che avremmo già il pubblico e sarebbe ancora più attraente per gli sponsor”.

Sulla disciplina simbolo della FIS, lo sci alpino, Ospelt analizza: “Dobbiamo trovare il format televisivo giusto e credo si debba dare maggiore visibilità agli atleti, lavorare di più sulla loro promozione e trasformarli in star, che è ciò che il pubblico vuole vedere. Anche il freeride è davvero fantastico, una competizione estremamente impegnativa sotto ogni punto di vista, proprio quello che si desidera vedere, ed è molto divertente e attraente per gli spettatori.

Una priorità assoluta, voglio sottolinearlo, è che snowboard alpino e combinata nordica (che già a Milano Cortina 2026 ha perso il settore femminile) rimangano nel programma olimpico”.

Nella serata di mercoledì, in seno alla due giorni di Belgrado c’è stato il caso relativo alla mancata assegnazione dei campionati del mondo 2031 nel confronto tra le candidate Planica e Oberstdorf. Durissima la reazione, arrivata dopo l’elezione presidenziale di ieri, da parte della federazione tedesca: in casa DSV, dove si è avuta la conferma nel Consiglio FIS dell’ex presidente nazionale Franz Steinle (nella foto che pubblichiamo in apertura, in compagnia proprio di Ospelt, ndr), ha parlato Stefan Schwarzbach, membro del consiglio di amministrazione della federazione per la comunicazione e direttore generale.

Da parte di una delle realtà decisive nell’elezione di Ospelt, con fronte comune assieme a Svizzera, Austria e Stati Uniti, sono arrivate ulteriori critiche alla presidenza Eliasch che aveva ancora in mano la decisione sulla rassegna iridata delle discipline nordiche e ha deciso di rinviare il tutto al prossimo Consiglio FIS.

“Ci congratuliamo con Alexander Ospelt per la sua elezione a nuovo presidente e nutriamo grandi speranze che la FIS possa tornare a essere ciò che era un tempo, ovvero una federazione modello al servizio dei suoi membri, che cura i loro interessi e che pone lo sport al centro delle sue azioni – il commento da parte tedesca – Alcune nazioni, soprattutto le federazioni più piccole, guardano ai prossimi anni con una certa incertezza e queste preoccupazioni devono essere prese sul serio.

Uno dei compiti più importanti della nuova leadership sarà quello di coinvolgere tutti i membri e migliorare ulteriormente la comunicazione senza indebolire la capacità e l’efficacia delle federazioni più grandi e importanti. Allo stesso tempo, speriamo che si faccia chiarezza il prima possibile in merito all’assegnazione dei Campionati Mondiali di sci nordico del 2031.

Il modo in cui mercoledì si è cercato, in modo fin troppo evidente, di influenzare il processo decisionale ha irritato molti e potrebbe persino aver contribuito al voto odierno (quello di ieri, ndr) a favore di un cambiamento. La nostra impressione è che Oberstdorf avesse il sostegno della maggioranza in Consiglio, ma a causa di questioni finanziarie irrisolte, questo risultato non è stato ancora ufficialmente confermato.

È quindi ancora più importante avviare rapidamente un processo trasparente e comprensibile sotto la guida del nuovo presidente e con il consiglio neo eletto, un processo equo per entrambi i candidati e, soprattutto, che serva gli interessi dello sci nordico. Ora ci è stata offerta l’opportunità di un nuovo inizio, sta a tutti noi sfruttarla in modo responsabile”.

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