La regina di coppa dice stop, Kim Meylemans saluta lo skeleton a 30 anni: "Il momento perfetto per ritirarmi"

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La regina di coppa dice stop, Kim Meylemans saluta lo skeleton a 30 anni: "Il momento perfetto per ritirarmi"

La vincitrice dell'ultima Coppa del Mondo ha annunciato questa mattina l'addio all'agonismo, dopo aver conquistato "l'obiettivo più importante della mia carriera" e aver colto per il suo Belgio le prime storiche medaglie nei grandi eventi, dai titoli europei all'argento mondiale. E' mancato solo il podio olimpico dopo tre avventure ai Giochi.

Lascia all’apice Kim Meylemans, perché considera proprio questo il momento giusto per salutare dopo aver firmato un’impresa storica, portando a casa la Coppa del Mondo femminile di skeleton che è un inedito per il movimento belga, chiaramente portato ai vertici dalla classe 1996 nativa della Baviera.

Oggi l’annuncio, pochi mesi dopo aver mancato l’ultimo grande obiettivo della carriera, una medaglia olimpica nella gara dei Giochi di Milano Cortina, ma guardandosi alle spalle sono davvero tante le soddisfazioni che la trentenne si è tolta nelle ultime stagioni in particolare, dal titolo europeo di Sigulda 2024, poi ripetuto quest’anno a Sankt Moritz, all’argento mondiale in quella stessa annata 2023/24 a Winterberg.

Un anno e mezzo fa la prima vittoria del Belgio nel massimo circuito, con Meylemans che si sbloccò ad Altenberg, sino ad arrivare nell’ultimo inverno a conquistare la sfera di cristallo. “Questo è il momento perfetto per ritirarmi, da n° 1 al mondo, con il cuore colmo di gioia e a testa alta – le parole sui social di Kim – Negli ultimi 16 anni, lo skeleton mi ha dato più di quanto avessi mai immaginato.

Ho avuto l’onore di rappresentare il Belgio in tre edizioni dei Giochi Olimpici, sono diventata la prima atleta del paese a competere nell’evento più importante, la prima a salire sul podio di Coppa del Mondo e vincere gare, sino alla scorsa stagione quando ho persino raggiunto il mio più grande obiettivo personale: vincere la classifica generale.

Ai tanti allenatori e fisioterapisti che mi hanno accompagnata nel corso degli anni, dico grazie per aver creduto in me, per avermi spronata, per avermi messo alla prova e per avermi aiutata a diventare l’atleta e la persona che sono oggi. Ai miei avversari: grazie per le amicizie, i ricordi e per aver costantemente alzato il livello del nostro sport, pensando poi alla mia famiglia e tutti coloro che mi hanno seguita in questi anni”.

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