Lo snowboard alpino non lascia ma raddoppia, per l'Italia una grandissima notizia. Bagozza: "Abbiamo vinto tutti"

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GIOVANNI ZENONI

Olimpiadialpes 2030

Lo snowboard alpino non lascia ma raddoppia, per l'Italia una grandissima notizia. Bagozza: "Abbiamo vinto tutti"

Le reazioni del movimento legato alle specialità del parallelo dopo la conferma nel programma olimpico, ma per Alpes 2030 pure con l'aggiunta della prova mista. Cesare Pisoni, storico dt della squadra pigliatutto in Coppa del Mondo, può esultare come il campione gardenese, che racconta il percorso e i dubbi di questi anni, ringraziando Alexander Payer che ha rappresentato gli atleti. E se Fischnaller, che proseguirà anche nel 2026/27, pensasse davvero all'ottava partecipazione ai Giochi?

Se per la combinata nordica è stato un autentico disastro, tutte le altre discipline coinvolte nelle decisioni assunte martedì pomeriggio dal comitato esecutivo del CIO, possono esultare tra inserimenti (freeride e pattinaggio sincronizzato), aggiunta di gare come per salto femminile, biathlon, skicross e speed skating, e una conferma che non era per nulla scontata.

Sarebbe stato clamoroso, dopo tutto il percorso fatto da Nagano 1998 in poi, vedere escluso lo snowboard alpino, ma oggettivamente la disciplina è stata a rischio eccome di non fare parte del programma olimpico di Alpes 2030, dopo aver già perso il PSL che abbiamo visto per l’ultima volta a Sochi 2014; in Francia non solo ci saranno di nuovo le due gare individuali di gigante parallelo, ma pure la gara mista a coppie che da anni è protagonista in Coppa del Mondo.

E per l’Italia, che pure in quella specialità ha dominato nell’ultima stagione e non solo, è una grandissima notizia dopo che a Milano Cortina 2026, sulle nevi di Livigno (tra 4 anni si gareggerà sulle montagne del Monginevro), certamente gli azzurri hanno raccolto meno di quanto meritassero per l’impressionante mole di vittorie nel corso degli anni di una generazione d’oro, con il PGS maschile che ha visto la squadra dei sogni con Fischnaller, Bormolini (che poi ha vinto tre Coppe del Mondo nello stesso inverno), March e Felicetti senza medaglia, mentre è arrivato il bronzo da Lucia Dalmasso nella sfida delle donne con la bellunese che ha battuto nel confronto per salire sul podio la compagna Elisa Caffont.

“Siamo felici di vedere la gara a squadre miste entrare a fare parte del programma olimpico - ha dichiarato Uwe Beier, direttore di gara in seno alla FIS per la disciplina – Aggiunge un carattere unico di nazionale al nostro sport e crea un entusiasmante formato a staffetta che atleti e spettatori hanno davvero apprezzato in Coppa del Mondo.

È un fantastico passo in avanti per lo snowboard alpino e un’altra opportunità per i nostri atleti di mostrarsi sul palcoscenico olimpico. Vediamo davvero molti giovani che si avvicinano a questo sport, se si guardano i podi della Coppa del Mondo, delle rassegne iridate e dei Giochi Olimpici, si possono vedere atleti di diverse generazioni competere ai massimi livelli. Allo stesso tempo, il livello di sviluppo è molto elevato.

In tutta l’Asia e in molti paesi orientali, in particolare, c’è uno slancio positivo per lo snowboard alpino”.

Cesare Pisoni, il direttore tecnico della nazionale dei record, ha espresso la propria gioia per la conferma di una disciplina carissima al nostro paese: “Lo snowboard alpino raddoppia, ai prossimi Giochi Olimpici in Francia ci sarà anche la gara a squadre e questa specialità, negli ultimi due anni, ha riscritto la storia degli sport invernali in Italia.

Dai più piccoli alla Coppa del Mondo, l’Italia è la nazione di riferimento, un grande orgoglio per un sistema tecnico sportivo che fa invidia al mondo”.

Roland Fischnaller era parso vicinissimo al ritiro ancora prima di vivere quella tremenda delusione ai Giochi di casa, alla settima partecipazione olimpica e dopo aver dominato la qualificazione (e aver vinto tre volte in stagione, avvicinandosi alla perfezione alla gara di Livigno) prima di uscire ai quarti di finale, poi ha deciso di proseguire per un’altra stagione, quella 2026/27 dove difenderà il titolo mondiale di gigante a Montafon, il prossimo mese di marzo.

E se l’highlander (parliamo di un fenomeno classe 1980!) decidesse di provarci davvero ad arrivare sino all’evento sulle Alpi francesi. Quasi… impossibile. In casa azzurra, come per tutti i colleghi, il sospiro di sollievo è enorme e Daniele Bagozza, da anni uno dei punti di riferimento della nazionale, l’ha espresso a mezzo social.

“E’ stato un periodo molto difficile, ma oggi (ieri, ndr) abbiamo vinto tutti – le parole su instagram dell’asso gardenese, che ha partecipato a Pechino 2022 ma nella scorsa stagione, anche a causa dei problemi alla caviglia, non ha ottenuto i risultati per strappare la convocazione all’interno del fortissimo quartetto tricolore – Non solo il gigante parallelo resterà olimpico, ma da sport che è stato ritenuto vecchio e senza futuro, siamo stati ascoltati ed è stato capito il valore confermando la disciplina e aggiungendo anche il parallelo a squadre.

Ci abbiamo creduto e abbiamo avuto la conferma del grande valore di questo sport! Frutto anche del duro lavoro svolto dal nostro rappresentante degli atleti, Alexander Payer (altro campione della nazionale austriaca), che è stato grande protagonista in questa faccenda”.

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