Che gioia per il movimento del freeride la presenza ad Alpes 2030: "Il CIO non ci ha chiesto di stravolgere la nostra essenza"

Sulla Bettaforca in scena il Monterosa Freeride Paradise FWT Challenger. Giulia Bottazzin è ottima al 2° posto
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Che gioia per il movimento del freeride la presenza ad Alpes 2030: "Il CIO non ci ha chiesto di stravolgere la nostra essenza"

Il giorno dopo la notizia dell'inserimento della disciplina ai Giochi Olimpici, per lo storico debutto nella prossima rassegna a cinque cerchi in Francia, i vertici del Freeride World Tour (con l'inserimento in area FIS che ha dato ulteriore slancio negli ultimi anni) hanno commentato l'approvazione delle gare per sci e snowboard che vedremo sul Monginevro. Il CEO Nicolas Hale-Woods: "Premiati tre decenni di impegno e dedizione".

Una gioia immensa, dopo l’enorme mole di lavoro e la passione più pura mostrata nel corso degli anni dagli interpreti di una disciplina che è simbolo di montagna e natura nella sua accezione più chiara.

Il freeride, per sci e snowboard, è stato inserito ieri dal CIO, al termine della sessione straordinaria di Losanna, nel programma dei Giochi Olimpici di Alpes 2030: debutto assoluto sulle nevi francesi, nello specifico quelle del Monginevro, le stesse che tra l’altro ospiteranno lo sci alpinismo che aveva invece debuttato a Milano Cortina 2026 (ma per la rassegna transalpina avrà un terzo format con l’Individuale), così come sarà la prima volta per il pattinaggio sincronizzato, definito “Synchro 9”.

Il Freeride World Tour ha tracciato la strada, poi l’ingresso in area FIS e ora il sogno olimpico: come sottolinea la stessa Federazione Internazionale, “il FWT ha plasmato lo sviluppo di questo sport per tre decenni, dalla creazione del leggendario Xtreme Verbier nel 1996 fino ai primi Campionati del Mondo FIS di Freeride nel 2026.

Oggi, il Freeride World Tour offre un percorso strutturato per gli atleti attraverso quattro serie di competizioni, dagli eventi Junior e di qualificazione alle competizioni Challenger e all’élite del circuito, dando ai rider di tutte le età e livelli l’opportunità di partecipare e progredire”.

L’ecosistema FWT comprende oggi più di 10000 rider affiliati in tutto il mondo e ospita oltre 300 competizioni all’anno in quattro continenti; il fondatore e CEO di tutto ciò, Nicolas Hale-Woods, ha espresso tutta la propria soddisfazione parlando tramite i canali FIS. “E’ un momento di gioia per l’intera comunità del freeride e il risultato di tre decenni di impegno e dedizione al fianco di un team incredibile.

Il mio primo pensiero va ai rider, da coloro che per primi hanno creduto in questa disciplina e hanno contribuito a costruirla, ai giovani atleti che ora possono sognare una medaglia olimpica. Penso anche agli organizzatori e a tutti coloro che hanno fatto crescere questo sport nel corso degli anni, e a tutti i partner che ci hanno dato fiducia durante questo percorso”.

Ai colleghi di “Ski Actu”, il numero 1 del movimento ha aggiunto aspetti importanti: “Il CIO non ci ha chiesto di stravolgere l’essenza del freeride, anzi, pur adattandolo ai Giochi. Debuttare in Francia sarà speciale e, se mi chiedete come potrebbe essere un’edizione a Verbier nel 2038 (con la Svizzera verso la candidatura per le Olimpiadi che seguiranno quelle di Salt Lake City 2034, ndr), dico che si tratta di un’opportunità unica che non dobbiamo lasciarci sfuggire.

I benefici economici e l’impatto positivo sulla nostra immagine supererebbero di gran lunga gli investimenti necessari, per non parlare dei vantaggi per i nostri giovani”.

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