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Mondiali a Seul: staffette azzurre, niente finali. Due leader provvisori a sorpresa: St-Gelais e Liu Shaolin

Mondiali a Seul: staffette azzurre, niente finali. In testa per ora ci sono a sorpresa St-Gelais e Liu Shaolin
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Mondiali a Seul: staffette azzurre, niente finali. Due leader provvisori a sorpresa: St-Gelais e Liu Shaolin

Finora comandano le sorprese. A metà del programma iridato che incoronerà la campionessa e il campione mondiale overall 2016, guidano la classifica mondiale due outsider probabilmente inseriti nel lotto dei papabili per il podio, ma di certo non tra i favoriti assoluti. Da una parte c’è Marianne St-Gelais (Canada) capace di sorprendere le favorite coreane, mentre al maschile – e forse è questa la sorpresa più grande – guida l’ungherese Liu Shaolin Sandor (in copertina). Queste le indicazioni arrivate dopo la seconda giornata di gare al Mokdong Ice Rink di Seul, dove domani si chiuderanno i Mondiali di short track.

Ma il sabato ha regalato anche i primi quattro titoli mondiali sulle distanze individuali, che andranno a comporre la classifica finale a punti generale, oltre alla Super Final di domani. Oggi hanno fatto festa d’oro proprio la St-Gelais e la cinese Fan Kexin – oro rispettivamente su 1500 e 500 metri -, mentre al maschile hanno festeggiato il titolo mondiale il cinese Han Tianyu (1500) e proprio Liu Shaolin, re dei 500. Per entrambi si tratta del primo oro mondiale in carriera.

L’Italia del c.t. Kenan Gouadec, dopo un buon esordio – cinque passaggi di turno individuali - nel venerdì dedicato ai turni preliminari, si lecca le ferite per la doppia eliminazione anticipata per le sue staffette. Numerosi sono i rammarichi soprattutto al femminile, dove Arianna Fontana e le sue compagne hanno detto addio ai sogni di podio a causa di una scivolata a inizio gara che ha compromesso l’inseguimento alla finale. I migliori piazzamenti di giornata, invece, sono arrivati da Martina Valcepina – 12esima nel ranking finale dei 500 femminili – e Lucia Peretti, 13^ nei 1500.

Partendo però dal racconto del sorprendente sin qui Mondiale di Seul, c’è senz’altro da segnalare la metaforica caduta della campionessa overall 2015 Choi Minjeong. La giovane asiatica cede lo scettro dei 15000 metri, distanza in cui era senza mezzi termini l’incaricata a finire davanti a tutte. Non è andata come a Mosca 2015, perché la 18enne coreana si è dovuta inchinare a una sontuosa Marianne St-Gelais. La canadese ha fatto sua la Finale A con una prova di forza risoltasi al 12° dei 14 giri in programma. Oro vinto con il tempo di 2’36’’844 contro il 2’37’’073 della terribile teenager sudcoreana e il 2’37’’123 della britannica Elise Christie, alla prima medaglia iridata sui 1500. Con questo successo, la St-Gelais raggiunge la sua terza medaglia iridata in carriera e ritorna sul podio a distanza di tre anni: l’ultima volta fu a Debrecen 2013, quando fu bronzo nei 1500, preceduto da un altro terzo posto datato però 2010.

Molto buona la prova di Lucia Peretti, terza nella sua semifinale a soli 66 centesimi dalla qualificazione per la finalissima. La bormina tesserata per l’Esercito si deve accodare in semifinale soltanto alla futura iridata St-Gelais e alla giapponese Sakai. Nella successiva Finale B vinta dall’olandese Schulting, l’azzurra chiuderà al sesto e ultimo posto. Sarà 13esima nel ranking finale sulla distanza. La seconda italiana Arianna Valcepina, ieri eliminata nelle batterie di qualificazione, si attesta al 24° posto dopo le gare per i piazzamenti mattutine.

I 500 metri femminili confermano le sensazioni precedenti. Che l’esperta 26enne di Saint-Félicien nel Québec fosse in forma lo si è intuito dalla sua super-gara nella distanza d’apertura, la più lunga e sicuramente la meno avvezza alle caratteristiche dell’argento olimpico nei 500 metri di Vancouver 2010. E proprio come nei Giochi, anche stavolta Marianne St-Gelais si ferma al secondo posto. Anche stavolta è preceduta da una delle migliori specialiste nelle gare sprint, sempre proveniente dalla Cina. Se sei anni fa fu Wang Meng ad anticiparla, stavolta tocca a Fan Kexin. Quest’ultima vince il suo quarto – dopo quelli nel 2011, 2012 e 2015 - titolo mondiale sulla distanza con sicurezza e facilità in 43’’258, lasciando a 59 centesimi una St-Gelais già in versione “calcolatrice senza troppi rischi” per il discorso titolo overall. Sul terzo gradino del podio sale un’altra cinese, la 19enne campionessa del mondo Juniores Qu Chunyu. La coreana Choi Minjeong – qualificatasi comunque per la finalissima – non riesce a trovare lo spunto da podio fermandosi a 43’’577: sarà quarta. Ma rimane in piena corsa per contrastare la leadership in “generale” della canadese.

Arianna Valcepina, l’azzurra qualificatasi per i quarti di finale dei 500, si ferma subito nella difficilissima serie in cui si è misurata con la campionessa uscente overall Choi Minjeong e l’olandese Suzanne Schulting. La valtellinese è giunta terza – 44’’953 – alle loro spalle. Oggettivamente – si qualificavano le prime due - non è stata così fortunata negli accoppiamenti. In ogni caso Arianna ha chiuso al 12° posto nella graduatoria finale sulla distanza. Lucia Peretti si è classificata invece 23esima.

Al maschile, invece, la sorpresa più grande si chiama Liu Shaolin Sandor. Il 20enne di Budapest – madre ungherese e papà cinese - è in testa alla graduatoria overall dopo le prime due prove. Ha collezionato sin qui 39 punti, 5 in più rispetto al fratello Liu Shaoang e al cinese Han Tianyu. Nettamente più indietro uno dei grandi favoriti alla vigilia: Charles Hamelin. Il plurititolato – mai però in una classifica generale iridata - canadese è fermo a quota 1 e rischia seriamente di non qualificarsi alla Super Final che vedrà al via i migliori otto dopo la disputa delle Finali dei 1000, in programma domani.

Ma nelle singole distanze maschili ci sono da segnalare due campioni inediti. Nei 1500 aveva trionfato proprio Han Tianyu, di certo non un atleta inesperto (era stato argento nel 2014), ma che mai aveva vinto un oro. Il 19enne argento olimpico sulla distanza vince così la finalissima in 2’17’’355 anticipando l’ungherese Liu Shaoang – primo podio mondiale assoluto – e il coreano Park Se-Yeong. Quinto è Liu Shaolin Sandor, mentre Charles Hamelin incappa in una penalità che peserà senz’altro sul resto del suo Mondiale.

L’Italia, presentatasi in semifinale grazie a un pimpante Davide Viscardi nella giornata di venerdì, esce subito di scena nei 1500. Il 25enne milanese non va oltre il sesto posto nella prova vinta dal canadese Samuel Girard davanti al proprio connazionale Hamelin. Davide chiuderà in graduatoria al 16° posto. Più indietro c’è Tommaso Dotti, 28°.

La Finale A dei 500 metri maschili, invece, hanno segnato il – sin qui – maggior momento di gloria nella carriera di Liu Shaolin Sandor. Il magiaro fidanzato con la collega Elise Christie si prende la rivincita del 2015 superando in 41’’485 il cinese campione in carica Wu Dajing. Inoltre completa la sua gara da incorniciare anche il bronzo conquistato dal fratello minore Li Shaoang. Soltanto quarto l’idolo di casa Seo Yi Ra. Gli azzurri Davide Viscardi e Tommaso Dotti chiudono rispettivamente al 22° e al 37° posto.

La staffetta femminile reduce da due successi consecutivi in World Cup a Dresda e a Dordrecht difficilmente - a meno che non ci siano squalifiche plurime nella finalissima - potrà aspirare al podio e difendere così il bronzo conquistato 12 mesi fa in Russia. Il quartetto italiano dice addio alle speranze di qualificazione per la Finale A per via della sfortuna. Le azzurre partono subito bene all’inseguimento della “lepre” Giappone, rimanendo a contatto delle posizioni di qualifica nel corso delle successive tornate. Il tutto fino al 12° giro, quando arriva la sfortunata e fortuita scivolata di Cecilia Maffei quando quest’ultima era in terza posizione alle spalle di Giappone e Corea e in piena corsa per il passaggio dalle semifinali. A quel punto, i giochi per la possibile qualificazione delle italiane sono stati definitivamente compromessi. Lucia Peretti, Arianna Fontana, Cecilia Maffei ed Elena Viviani hanno poi chiuso in quarta e ultima piazza in 4’29’’866 dietro Corea (4’15’’231), Russia (4’16’’227) e nipponiche. Un’occasione persa per Fontana – all’esordio in questo Mondiale proprio nella gara a squadre - e compagne, che ambivano legittimamente al ruolo di pericolosissime outsider per un eventuale discorso medaglie. Le “magnifiche quattro” squadre capaci di guadagnarsi l’accesso alla finalissima per il titolo sono – oltre alle già citate coreane e russe – anche cinesi e canadesi. Insomma il gotha dello short track femminile ci sarà. Peccato non ci siano le azzurre.

Stesso discorso – con qualche rimpianto in meno per la difficilissima semifinale in cui erano stati inseriti – anche per gli uomini. Andrea Cassinelli, Tommaso Dotti, Nicola Rodigari e Davide Viscardi lottano alla pari con i campioni uscenti della Cina e i temibilissimi coreani. I quattro skaters italiani chiudono i 5000 metri di gara al terzo posto dopo aver provato a forzare l’andatura in testa per oltre metà gara. Poi sono arrivati i decisivi sorpassi delle superpotenze asiatiche. La semifinale è stata vinta dalla Corea (6’51’’796) al fotofinish sui cinesi per appena 20 centesimi. La staffetta dell’Italia ha fermato il cronometro dopo 6’52’’447 precedendo abbastanza nettamente l’Olanda bronzo uscente – pur senza la sua stella Sjinkie Knegt. Gli azzurri scenderanno sul ghiaccio domani, così come le ragazze, per la Finale B. Oltre a Cina e Corea, si giocheranno la Finale A di domani anche Canada e Ungheria. Si preannuncia spettacolo.

Clicca qui per consultare il programma, i risultati completi e le classifiche aggiornate dopo la seconda giornata di gare a Seul 2016.

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Campionati Mondiali di short track - Seul, Corea del Sud