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Arianna Fontana, pattini d’argento. L’azzurra è seconda overall ai Mondiali di Mosca. Festa di bronzo con la staffetta donne

Arianna Fontana, pattini d’argento. L’azzurra è seconda overall ai Mondiali di Mosca. Festa di bronzo con la staffetta donne
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Getty Images

Short Track - Campionati Mondiali a Mosca

Arianna Fontana, pattini d’argento. L’azzurra è seconda overall ai Mondiali di Mosca. Festa di bronzo con la staffetta donne

A un passo dalla gloria totale, ma sempre più dentro la storia dello short track e dello sport azzurroArianna Fontana arriva dove nessun’altra pattinatrice italiana era mai arrivata ai Mondiali. A Mosca, l’azzurra è d’argento nella classifica generale. Ed è un argento più che mai vivo. Perché coronato da un nuovo terzo posto nella distanza individuale dei 1000 metri – che va ad aggiungersi all’oro di ieri sui 1500 e all bronzo dei 500 metri – e, soprattutto, dalla ciliegina sulla torta del bronzo con la staffetta femminile ottenuto in chiusura dell’evento iridato.

La stella del pattinaggio su pista corta trova dunque il secondo posto nella classifica overall e si arrende solo allo strapotere della squadra coreana e della baby rampante Choi Minjeong, laureatasi nuova campionessa mondiale proprio davanti alla lombarda. La 24enne valtellinese conquista però una storica – dopo due bronzi in carriera datati 2011 e 2012 – prima medaglia d’argento ai Mondiali. E completa i suoi Campionati – in cui ha vinto anche un oro e due bronzi, ultimo dei quali oggi sui 1000 metri, nelle distanze individuali - guidando la staffetta femminile alla rimonta di bronzo dietro le imprendibili Corea a Cina. Il quartetto italiano formato da Arianna Fontana, Lucia Peretti, Elena Viviani e Arianna Valcepina, a distanza di un anno dal podio di Montréal, si confermano così al terzo posto iridato.

All’Arena Krylatskoe della capitale della Russia c’è tanta Italia. Merito dell’azzurra, che si conferma nella storia italiana dello short track. Nessun'altra in 40 edizioni della manifestazione iridata era riuscit in tale impresa. La valtellinese chiude in bellezza il concorso individuale anche se incassa il sorpasso proprio all’ultima gara individuale disponibile per insidiarla al primo posto complessivo: la Super Final sui 3000 metri. Vince l’oro overall, il nuovo fenomeno venuto dalla Corea: Choi Minjeong con 89 punti. Arianna Fontana segue con 68 lunghezze, mentre la campionessa mondiale in carica, la coreana Shim Suk-Hee, è terza a quota 47 davanti alla campionessa europea Elise Christie fermatasi a 45. Bene anche la seconda azzurra in gara, Elena Viviani, che si piazza al 19esimo posto overall. La 21enne delle Fiamme Gialle perfeziona così il suo – ormai ex – miglior piazzamento iridato: ovvero il 27esimo posto ottenuto a Montréal 2014.

Nella quarantennale storia dei Mondiali di short track, la Fontana si prende un posto nella storia: in precedenza, solo un’europea era arrivata all’argento iridato – nessuna rappresentante del Vecchio Continente ha mai vinto - in classifica overall: si tratta dell’olandese Joelle van Koestveld, seconda nel 1990 ad Amsterdam. In campo italiano, solo Fabio Carta aveva raggiunto un risultato simile, quando nel 1998 fu secondo. Inoltre Arianna raggiunge proprio il torinese nella classifica all-time di podi generali – hanno lo stesso “score” con un argento e due bronzi.

Decisivi i 3000 metri della Super Final, gara in cui non si sono assegnate medaglie individuali, ma che ha deciso i Campionati Mondiali  2015 con l'assegnazione degli ultimi punti. La 24enne di Polaggia avrebbe potuto "controllare", dall’alto della sua prima posizione in classifica overall al via della gara. In realtà è stata attaccata da tutte le altre aspiranti alle medaglie. Così, dopo i primi giri di studio ci ha provato la cinese Fan Kexin e guadagna i punti extra – cinque - riservati alla prima a tagliare il traguardo intermedio dopo 1000 metri. Arianna resta nella scia della britannica Christie e con le coreane, nelle posizioni immediatamente successive. La Fan scatta nuovamente ai -9 dalla conclusione. Non è lei la rivale per l’oro numero uno nel concorso overall. Ai -3 si muovono le coreane Choi e Shim, vince la prima davanti. Ma la morsa delle coreane e una sportellata davvero al limite del regolamento da parte della Fan, costringono l’azzurra a perdere terreno proprio mentre le coreane aumentano l'andatura. Chiuderà al quarto posto, mentre la 16enne Choi s’invola verso una vittoria non di certo contrastata dalle due compagne di squadra. È prima in 5’40’’480 davanti alla campionessa 2014, Shim Suk-Hee (5’40’’908) e a Kim Alang (5’41’’825). Arianna chiude dietro il terribile trio della Corea, in 5’41’’825

La Fontana aveva cominciato molto bene la giornata, continuando con la sua sequenza incredibile di medaglie e podi. Ovvero con il terzo posto nelle Finale A dei 1000 metri. La stella della nazionale del c.t. Kenan Gouadec aveva trovato il tris giungendo al bronzo in 1’32’’903, alle spalle proprio di Choi Minjeong (1’32’’730) e della britannica Elise Christie, argento in 1’32’’782. Per lei altro fieno in cascina per la classifica overall e una nuova medaglia, stavolta su una distanza nella quale aveva già trovato un argento nel 2011.

A chiudere alla grande la stagione e l’ultima giornata dei Mondiali 2015 davvero storici per l’Italia, ci pensano le ragazze. La staffetta femminile trova un difficile bis sul podio iridato dopo la storica medaglia di bronzo ottenuta l’anno scorso a Montréal. Il quartetto azzurro è nuovamente terzo e sul podio in una Finale A forse ancora più insidiosa rispetto al 2014. Stavolta le azzurre giungono alle spalle delle campionesse olimpiche della Corea e delle iridate in carica della Cina.

Vincono le coreane Noh Do-Hee, Shim Suk-Hee, Kim Alang e Choi Minjeong in 4’18’’550, anticipando le cinesi Fan Kexin, Han Yutong, Lin Yue e Tao Jiaying per 45 centesimi di differenza. Un testa a testa per l’oro durato fino all’ultimo metro dei 3000 totali. Me se le due superpotenze dello short track hanno dato vita a una competizione isolata – non nei distacchi con le altre squadre fino a tre quarti dei 27 giri totali – l’Italia ha corso intelligentemente con Arianna Fontana, Elena Viviani, Lucia Peretti e Arianna Valcepina. Una volata lunghissima per il bronzo contro le giapponesi, principali rivali delle azzurre. Duello deciso da una fenomenale accelerata – con annesso sorpasso a due tornate dalla fine – della Fontana, fresca argento overall. Le azzurre hanno così chiuso al terzo posto in 4’20’’916, mettendosi alle spalle il Giappone e l’Ungheria.

Lo storico argento della Fontana per i colori italiani, seppur dopo il sorpasso concretizzatoisi solo all'ultima prova della coreana Choi Minjeong, è stato solo un’anticipazione del clamoroso ribaltone andato in scena nel torneo maschile. Anche tra gli uomini arriva un avvicendamento dopo i 3000 metri della Super Final, con i migliori otto sul ghiaccio – tutti assieme – nel giocarsi i punti validi per definire la classifica overall. La spunta, con enorme sorpresa e patos fino agli ultimi metri, l’olandese Sjinkie Knegt. È il quattro volte campione europeo – l’ultima volta aveva festeggiato in gennaio, a Dordrecht -, nonché medaglia di bronzo sui 1000 metri di Sochi il nuovo campione mondiale overall. Il 25enne vince la classifica grazie al successo nell’ultima gara del programma davanti al coreano Park Se-Yeong. Li separano all’arrivo solo 23 centesimi. Alle loro spalle, si piazzano invece il cinese Wu Dajing e il canadese Charles Hamelin, quest’ultimo “perdente di lusso” nel confronto diretto per la medaglia di bronzo overall.

La classifica generale dopo l’ultima prova recita così: Knegt e Park si attestano entrambi a quota 63 punti davanti a Wu Dajing (55), Hamelin (41) e al delusissimo Semen Elistratov, fino a ieri primo dopo le prove sui 1500 e 500 metri. Solo nono il campione in carica Victor An, fuori addirittura dalla Super Final. Gli italiani Yuri Confortola e Tommaso Dotti hanno chiuso rispettivamente al 21esimo e al 26esimo posto. Per Dotti si tratta comunque del miglior piazzamento finale in carriera.

Ma tornando al “caso” per la disputa dell’oro, Knegt è iridato perché – a parità di punti e piazzamenti – premiato dopo il miglior piazzamento in Super Final. Prima discriminante in caso di parità assoluta. L’Olanda festeggia così dopo 27 anni dall’ultimo titolo overall. Allora, fu Peter van de Velde, l’alfiere oranje a vincere – fino a oggi – l’unico titolo per il suo Paese.

Gli altri due titoli maschili della domenica sono finiti rispettivamente al campione del mondo Juniores nel 2013, il coreano Park Se-Yeong – già proprio lui, il beffato in classifica generale – bravo a imporsi nei 1000 metri individuali in 1’25’’155. L’argento è andato al deluso – non ha confermato il podio overall dopo due bronzi consecutivi – Charles Hamelin. Il tre volte olimpionico tra 2010 e 2014 ha concluso al secondo posto in 1’25’’189 davanti al cinese Shi Jingnan. L’azzurro Tommaso Dotti, qualificatosi venerdì per i quarti di finale di oggi, è uscito subito di scena, venendo eliminato – quinto in 1’27’’386 - nella prova vinta proprio da Hamelin davanti a Sin Da Woon. Nella classifica finale sulla distanza, il 21enne milanese ha chiuso diciassettesimo.

In staffetta, invece, trionfa la Cina (Wu Dajing, Chen Dequan Xu Honghzi, Han Tianyu), tornando così all’oro mondiale dopo 15 anni di attesa. Dopo la caduta della Corea – che ha chiuso quarta -, una delle due squadre favorite per il titolo, l’argento va alla sorprendente Ungheria, che beffa – nel duello finale per il secondo posto tra il magiaro Liu Shaolin e il campione overall Knegt – l’Olanda. Gli oranje cedono così lo scettro conquistato nel 2014 ma rimangono ancora una volta sul podio.

 

Clicca qui per consultare le classifiche complete e tutti gli ordini d’arrivo della manifestazione iridata 2015.

Ricordiamo inoltre che sarà possibile seguire in differita tv l'ultima giornata di gare a Mosca appena conclusasi. Appuntamento alle ore 18:00 su RaiSport 2 e alle ore 20:00 su Eurosport.

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