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Europei: Knegt e Christie campioni. Fontana, unica gioia il secondo posto nei 1000. Ma l’Italia non brilla

Europei: Christie e Knegt campioni. Fontana, unica gioia il secondo posto sui 1000. Ma l’Italia non brilla
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Short Track - Europei a Dordrecht (Olanda)

Europei: Knegt e Christie campioni. Fontana, unica gioia il secondo posto nei 1000. Ma l’Italia non brilla

Un finale sottotono per l’Europeo di short track dell’Italia. A Dordrecht arriva un epilogo di manifestazione in cui il numero di occasioni mancate supera nettamente quello delle opportunità raccolte durante i tre giorni di pattinaggio nella spettacolare e calorosa cornice dello Sportboulevard. I campioni d’Europa 2015 sono Elise Christie (Gran Bretagna) e Sjinkie Knegt (Olanda).

La britannica è al suo primo titolo dopo due argenti consecutivi, mentre l’olandese (nella foto di copertina con il caschetto rosso del leader) gioisce per la seconda volta dopo l'oro ottenuto nel 2012, l’argento 2013 e un bronzo nel 2011. I successi per le staffette (maschile e femminile) vanno entrambi alla Russia.

Edizione sfortunata per l’attesissima e candidata al sesto sigillo europeo Arianna Fontana. La saetta bionda di Valtellina conclude fuori dal podio generale. Fatto che non accadeva dall’edizione 2007 dove fu settima. Successivamente erano arrivati cinque ori, due argenti e un bronzo. Nelle retrovie le sue compagne Lucia Peretti ed Elena Viviani, rispettivamente undicesima e ventesima in “generale”, mentre il primo degli uomini è Yuri Confortola (decimo). Più indietro Davide Viscardi (16esimo) e Tommaso Dotti (24esimo). Inoltre nessuna staffetta italiana, altra rarità, riesce a salire sul podio.

Spicca certamente la mancata cerimonia di premiazione conclusiva per una habituée come la Arianna Fontana. Anche se dopo l’ultima giornata di gare all’Europeo di Dordrecht aveva dato speranza alla sua operazione recupero, dopo un inizio – le prime due distanze dei 1500 e 500 hanno condizionato il resto – da doppio passo falso. L’azzurra non riesce però a metterla in pratica completamente, questa rimonta, perché si ferma al quarto posto complessivo. L’unica soddisfazione italiana, arriva proprio dal lei e dal suo argento sulla distanza dei 1000 metri, che non lascia una casella “zero podi” nella manifestazione dell’Italia guidata dal c.t. Kenan Gouadec. Sicuramente il blasone italiano, accompagnato da atleti di ottimo valore in un contesto europeo, poteva e doveva regalare più soddisfazioni alla spedizione in Olanda. Nelle 18 edizioni precedenti, non era mai accaduto di non trovare rappresentanti azzurri sui podi allround, tra maschile e femminile. Probabilmente doveva accadere prima o poi. Già, perché anche le staffette italiane non riescono a centrare una medaglia. Entrambe qualificate per le rispettive finali, si devono accontentare del quarto posto. Questa non è una novità, perché già nel 2005 e poi nelle edizioni 2013 e 2014, nessuna delle due squadre italiane aveva toccato medaglia.

Partendo proprio dalle staffette, il quartetto femminile Fontana, Peretti, Valcepina e Viviani – con esclusione di Arianna Valcepina – per tre quarti medagliate di bronzo a Olimpiadi e Mondiali 2014, si deve accontentare di un amaro quarto posto. Eppure la sfida poteva sembrare aperta con le campionesse in carica dell’Olanda, la giovane ma più che sorprendente Russia, e l’onnipresente Ungheria, bronzo europeo nel 2014. Le ragazze tutte valtellinesi non si mettono davanti e seguono le olandesi per quasi metà gara. Dopodiché c’è il sorpasso russo, subìto dalla Valcepina. Per poi cedere il passo anche alle magiare. Ci vuole la classe della Fontana per ricucire il gap con Olanda e Russia in fuga (ai -8 dal termine). Guizzo vano perché dopo 400 metri, torna davanti anche l’Ungheria , sfruttando il loro cambio anticipato. Non riuscirà il recupero alle italiane, nonostante il recupero disperato di Arianna Fontana sull’ultima frazionista ungherese, Bernadett Heidum. Così la staffetta femminile finisce nuovamente fuori dal podio europeo dopo aver calcato palcoscenici ben più prestigiosi di un Campionato d’Europa. L’oro va, col brivido, appannaggio della Russia (Malagich, Strelkova, Prosvirnova e Konstantinova). La leadership si decide dopo lo spunto di Konstantinova sull’olandese van Ruijven ai -4 giri dalla conclusione. Quello sarà il sorpasso decisivo per un titolo – il terzo nella storia degli Europei per le russe- a squadre, che mancava dal lontano 2005.

Gara simile per moltissimi aspetti anche per la Nazionale maschile. In primis, il quartetto azzurro composto da Confortola, Dotti, Viscardi e Rodigari conclude al quarto posto in Finale A, così come accaduto alle colleghe. Vero, forse le corazzate Russia e Olanda erano troppo superiori, così come il livello medio individuale dei pattinatori ungheresi (due tra i migliori otto) dimostra che la Nazionale magiara è ben più che in buona condizione a Dordrecht. Ma l’Italia  non dà l’impressione di lottare come potrebbe. Gli azzurri si attestano subito in quarta posizione, in attesa, pur sempre però a contatto con i primi tre team guidati dall’Olanda. Poi, la corsa s’incendia con i russi che passano in testa e l’Italia subisce il cambio deciso di marcia al vertice, perdendo terreno. Servirà qualche tornata e un paio di cambi alla squadra azzurra per riagguantare il terzetto davanti. Ma lo sforzo si fa sentire e non permetterà di essere protagonisti negli ultimi metri. Metri in cui la fortissima Russia (Elistratov, Migunov, Grigorev, An) mette il turbo e precede, a sorpresa, l’Ungheria. I magiari danno un’ultima delusione a Dordrecht sopravanzando i favoriti olandesi, che si “fermano” al bronzo.

Quanto al titolo individuale femminile, c’è, come detto, da celebrare il primo trionfo – dopo due argenti consecutivi e un bronzo nel 2010-  della britannica Elise Christie. La ventiquattrenne nata in Scozia sigilla così il titolo, non senza brividi precedenti, dopo la Super Final, anticipando sul podio le sorprese enormi della manifestazione olandese: la russa Sofia Prosvirnova e la polacca Patrycja Maliszewska. Solo quarta Arianna Fontana, a cui non riesce di mantenere il bronzo conquistato a Dresda nel 2014.

Eppure la giornata aveva visto il primo hurrà d’argento per la valtellinese. Un gioia arrivata dai 1000 metri, dove in Finale A era impegnata contro Gilmartin, proprio la Prosvirnova e Sereikaite. Partita, da esterna, la stella azzurra non si è fatta sorprendere. Con Gilmartin a fare l’andatura, insidiata dalle scaramucce e contatti con Sereikaite, che vola in testa ai -4. La plurimedagliata a Sochi 2014 però ha il colpo della fuoriclasse all’esterno per saltare in un colpo solo le altre due. Non le basta, perché la Prosvirnova si muove quando Arianna è all’esterno. La russa è abilissima e segue l’italiana come un’ombra per infilare poi tutte e tre le concorrenti in un colpo solo: una manovra scaltra supportata da coraggio e velocità. La Fontana riprova subito all’interno, ma nell’ultimo giro non riesce a insidiarla. 1’35’’395 il tempo della vincitrice, con a poco più di un decimo e mezzo dalla 24enne di Polaggia, seconda e al primo podio e unico podio nella manifestazione. Un risultato che la rimetterà in lotta con Sereikaite – terza anche nei 1000 - per il bronzo “overall”, grazie ai 21 punti conquistati.

In tutto questo, la futura campionessa d’Europa dov’era? Era ferma a guardare le finaliste perché, pochi minuti prima, la semifinale a cinque aveva regalato scintille, contatti proibiti e gratuiti. Quella che poteva essere l’antipasto per un duello da medaglia visto solo nella sfortunata – per l’italiana - finale dei 1500, è stata una gara thrilling. Con la valtellinese c’era infatti la Christie. Arianna sapeva di non poter più sbagliare ed è attenta allo start, un fulmine ad accodarsi a Windisch e Sereikaite. Tra quinto e penultimo giro rompe gli indugi, le supera entrambe e si porta in testa. Dietro di lei, incollata, si muove anche la rivale numero uno. La segue in seconda posizione, ma non le basta: vuole mandare un messaggio di superiorità. Christie cerca il sorpasso, ma è troppo irruenta nel tentativo sull’azzurra e con un aiuto evidente arrivato da una spallata, colpisce l’azzurra alla testa, “facendosi largo” in maniera scorretta. Arianna rallenta e subisce il sorpasso dalla lituana. Finisce terza al traguardo, ma l’inevitabile penalità inflitta alla Christie le garantisce il passaggio in Finale A e l’estromissione per la britannica (a zero punti sui 1000). L’ennesimo capitolo – dopo i 500m a Sochi 2014 - macchiato dall’irruenza della britannica, ottima pattinatrice, ma a volte troppo oltre i limiti e enormemente ingenua.

Si decide tutto nella Super Final con le migliori otto della “generale” e la Fontana in terza piazza da difendere. Una finale dunque dal doppio binario: uno per il titolo europeo, con la sfida tra la giovanissima – classe 1997 – Sofia Prosvirnova ed Elise Christie, partita dal vantaggio di +8 della russa. E dall’altra parte con l‘attacco delle altre alla terza posizione azzurra. In questo senso la Maliszewska – sesta -guadagna subito una tornata sulle altre partendo al secondo giro e 5 punti extra per il transito in testa allo sprint ai 1000. Arianna fiuta il pericolo e rompe gli indugi ai -14. Saluta la compagnia, cercando di staccare tutte per giocarsi la posizione con la polacca, senza però guadagnare il giro sul gruppo.

A quel punto, anche la Christie attacca Prosvirnova, in una sfida senza esclusione di colpi. La lotta è dura e la giovane russa pecca nel momento clou cedendo al forcing della più esperta avversaria. Via libera alla scozzese, che conquista il secondo posto della Superfinal, e titolo in tasca. Maliszewska vince la Super Final. Terza giunge Véronique Pierron, mentre Arianna Fontana finisce quarta, ripresa e fuori dal podio allround a causa dello spunto vincente e a sorpresa della 26enne di Bialystok. Non le basterà per difendersi dall’attacco in generale della polacca, che balza così in terza posizione generale cancellando i 15 punti di vantaggio alla vigilia e trovando il suo risultato più prestigioso in carriera.

Al maschile, dopo una prima giornata di finali positive, va tutto liscio per Sjinkie Knegt che si regala una gioia enorme davanti a un pubblico dello Sportboulevard in delirio. Secondo titolo europeo – il primo nel 2012 – per il 25enne oranje stavolta si prende la soddisfazione di battere in classifica uno dei più grandi pattinatori nella storia dello short track, nonché campione già nel 2014: Victor An. Quest’ultimo si accontenta dell’argento europeo davanti al connazionale Semen Elistratov.

La svolta arriva nei 1000 metri. Con Dordrecht  in attesa del duello An-Knegt, spalleggiati in Finale A dagli scudieri-connazionali Elistratov e van der Wart. Un duello che però non si è consumato fino in fondo, perché l’asiatico di nascita, ma russo di passaporto, si autoesclude con un errore all’ultimo giro, anche se in gara il più quotato pattinatore olandese prende la testa facendo l’andatura su un An apparentemente in controllo. Al penultimo giro, dietro Sjinkie Knegt, proprio il sei volte campione olimpico – ori equamente divisi tra Corea e Russia – perde il passo in piena bagarre, rimane con la lama sinistra piantata nel ghiaccio e viene infilato anche da Freek van der Wart (argento in 1’27’’936) e dal connazionale Semen Elistratov (bronzo in 1’28’’245). An si deve accontentare così del quarto posto. Mentre Knegt infiamma lo Sportboulevard con la sua seconda vittoria, dopo il successo nei 1500 di ieri, mettendo un macigno quasi matematico con una prova d’anticipo – la Superfinal – sul suo secondo oro europeo allround in carriera.

In precedenza si erano fermate ai quarti di finale le corse degli italiani. Impegnato con il leader della Sjinkie Knegt e altri tre alla sua portata, il campione italiano Yuri Confortola non passa. L’azzurro parte in ultima posizione sin dal via e non riesce a trovare nessuno spazio per attaccare i rivali. Chiuderà quarto in batteria – sopravanzando in graduatoria il francese Jean, penalizzato – ed eliminato. Con questo risultato, il bormino non riesce così a centrare – così come aveva fatto nel 2014, quando fu ottimo sesto in “generale” - la qualificazione per la Super Final sui 3000 metri.

Scenario di partenti simile per il secondo azzurro qualificatosi per i quarti: Davide Viscardi. “Special Guest” nella sua gara è il russo Victor An, una spanna di classe pura sopra gli altri. Il milanese parte come ultimo, in quinta casella al via e rimane tale anche sulla linea d’arrivo dopo 9 giri. Trova uno spunto per superare il lettone Pukitis, salvo poi subire un immediato controsorpasso e terminare quinto in 1’29’’539, a quattro decimi dalla qualificazione. Chiuderà 16esimo, più indietro di due posizioni rispetto Confortola, nella graduatoria complessiva dei 1000 metri.

La seguente Super Final maschile è monopolizzata da Olanda (tre atleti), Russia (due), Ungheria (due) e il solo israeliano Bykanov. E la spunterà il pattinatore solitario. Proprio quest’ultimo si avvantaggia di un giro ai 1000 metri e vincerà. Alle sue spalle risulta efficace il gioco di squadra russo con Victor An secondo ed Elistratov terzo al traguardo. Le mosse della Russia però non basteranno per far cambiare leader alla "generale". Perché a uno Sjinkie Knegt in controllo totale della situazione, basta chiudere al quarto posto per aggiudicarsi il titolo.

Clicca qui per consultare i risultati completi e le classifiche del Campionato Europeo 2015.

 

CLASSIFICA FINALE FEMMINILE (prime posizioni e italiane):

1. Elise CHRISTIE (GBR)                              89 punti
2. Sofia PROSVIRNOVA (RUS)                   79
3. Patrycja MALISZEWSKA (POL)              52
4. Arianna FONTANA (ITA)                      36
5. Véronique PIERRON (FRA)                    28
6. Agne SEREIKAITE (LIT)                           23
7. Charlotte GILMARTIN (GBR)                 17
8. Lara VAN RUIJVEN (OLA)                       14
9. Evgeniya ZAKHAROVA (RUS)                   5
10. Anna SEIDEL (GER)                                 3
11. Lucia PERETTI (ITA)                               3
……
20. Elena VIVIANI (ITA)

 

CLASSIFICA GENERALE MASCHILE (prime posizioni e italiani):

1. Sjinkie KNEGT (OLA)                                 97 punti
2. Victor AN (RUS)                                         71
3. Semen ELISTRATOV (RUS)                       60
4. Vladislav BYKANOV (ISR)                         45
5. Freek VAN DER WAART (OLA)                32
6. Daan BREUWSMA (OLA)                         21
7. Viktor KNOCH (UNG)                              12
8. LIU Shaolin Sandor (UNG)                       9
9. Thibaut FAUCONNET (FRA)                     3
10. Yuri CONFORTOLA (ITA)                      1
……
16. Davide VISCARDI (ITA)
24. Tommaso DOTTI (ITA)

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