Sei vittorie in fila nella velocità per le donne azzurre, un Paris eterno, questo Franzoni super: il futuro è già qui

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Sei vittorie in fila nella velocità per le donne azzurre, un Paris eterno, questo Franzoni super: il futuro è già qui

L'Italia, se nelle discipline tecniche soffre da tempo in ambito maschile e, senza Brignone, è chiaro che anche nel settore femminile manca il riferimento (nonostante la splendida crescita di Della Mea), tra discesa e super-g ha raccolto davvero moltissimo nell'ultimo inverno, completando il quadro con lo spettacolare poker alle finali di Kvitfjell. Pirovano è esplosa ed è nel pieno della carriera, Goggia proseguirà almeno per altri 2-3 anni (pur cambiando sul piano tecnico) e ora si attende la conferma che Curtoni faccia un'altra stagione, oltre al ritorno di Bassino. "Domme" lo vedremo anche nei Mondiali 2027, il vice campione olimpico di discesa è presente e futuro, mentre Alliod...

Numeri da sogno, partendo dalle sei vittorie consecutive della “Valanga Rosa” nelle gare di velocità che hanno chiuso la Coppa del Mondo, passando per la doppietta da fuoriclasse di Dominik Paris a Kvitfjell, dove già avevano timbrato Laura Pirovano e Sofia Goggia.

Se già l’annata 2025/26 degli uomini jet azzurri era stata buonissima, con il secondo successo di Giovanni Franzoni arrivato nella gara simbolo, la discesa di Kitzbuehel, l’uomo faro dell’ultima dozzina di anni ha fatto il resto alle finali norvegesi, e se possibile il team femminile ha fatto pure meglio.

Come detto, un filotto mai visto nella storia per la nazionale che ormai da anni abbatte ogni record della storia italiana: ha cominciato Sofia Goggia nel super-g di Soldeu, proseguendo per la magica doppietta di Laura Pirovano a Passo San Pellegrino, con i primi podi in CdM della trentina che sono stati subito successi nelle discese su “La VolatA”, dove poi ha chiuso Elena Curtoni in super-g (con Asja Zenere terza, primo podio pure per la vicentina).

E poi si è arrivati all’uno-due Pirovano-Goggia nelle gare veloci dell’atto conclusivo di coppa, con l’abbinata delle sfere di cristallo di specialità per entrambe; Laura, a 28 anni, ora può davvero pensare ad un grande futuro da protagonista per tanti anni, ma la stessa Sofia, l’ha ribadito più volte, ha tutta l’intenzione di proseguire almeno per un altro paio di stagioni, senza escludere i Giochi del 2030 e dopo un cambiamento, ormai certo, che avverrà sul piano tecnico con l’addio a coach Luca Agazzi.

E’ evidente che la presenza al 100% di Federica Brignone nell’annata 2026/27 che porterà alle sfide iridate di Crans-Montana, pendio amatissimo dalle big azzurre, può spostare gli equilibri ma la nazionale di Rulfi è stata eccezionale anche a sopperire all’assenza praticamente totale della fuoriclasse due volte vincitrice della Coppa del Mondo che, però, ha “sistemato” il bottino con il doppio capolavoro olimpico.

E poi ci sono altri due nomi pesantissimi sul tavolo pensando già alla prossima stagione, ovvero Elena Curtoni che ancora deve decidere se proseguire o meno la carriera, e Marta Bassino attesa al rientro dopo aver perso tutto l’inverno 2025/26 per il grave infortunio di 5 mesi fa, e oltre al gigante che è casa per la cuneese, stiamo parlando di una ex campionessa del mondo di super-g e vincente in discesa a livello di Coppa del Mondo.

Gli uomini di coach Lorenzo Galli sono rinati in questa stagione olimpica, infilando dal magico tris di podi in Val Gardena una serie di risultati forse impensabili, con la definitiva esplosione di Giovanni Franzoni. Improvvisa, straripante, ma con il classe 2001 di Manerba del Garda che dà ampie garanzie di poter rappresentare il futuro a lungo termine dell’intero movimento, in attesa di capire se il vice campione olimpico di discesa potrà crescere davvero anche in gigante, pensando al sogno della overall al termine dell’era Odermatt (che potrebbe essere ancora molto lunga…).

Rimanendo al settore velocità, Paris ha dimostrato ancora una volta di essere un campione straordinario e l’Italia ce l’avrà ancora nel 2026/27 per cercare di conquistare quel titolo mondiale di discesa che manca nella sua bacheca, così come la sfera di cristallo nella disciplina regina dopo aver colto per l’ottava volta il podio finale.

In stagione è tornato sul podio anche Florian Schieder, che è una bella garanzia come vuole essere al massimo livello Mattia Casse, a secco quest’anno ma ancora motivatissimo, a 36 anni, come lo spirito di un ragazzino ce l’ha Christof Innerhofer, che affronterà un’altra preparazione per giocarsi qualcosa di bello nel prossimo inverno, anche se non si può chiedere al classe ’84 di Gais risultati da top-3 o medaglie nei grandi eventi, pur essendo stato in grado di volare alle finali in entrambe le discipline.

E poi, mirando a ritrovare il miglior Bosca, con i guai fisici del milanese che hanno inciso tanto dopo un buon avvio, c’è un ragazzo che sta migliorando a vista d’occhio e si chiama Benjamin Jacques Alliod: il 26enne valdostano, 5° a Crans-Montana (proprio sulla pista del Mondiale…) e 8° a Kvitfjell, ha già promesso di voler tornare a Courchevel, dopo aver disputato per la prima volta la discesa sull’Eclipse, in ottica Giochi 2030 visto che Milano Cortina 2026 gli è stata preclusa dalla concorrenza interna di una grande squadra.

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Domani il secondo training verso la discesa delle finali di CdM, in programma sabato, con la trentina (già oggi positiva, ad un secondo da Johnson leader) che avrà il pettorale 13, mentre Suter e Lie, subito pimpanti sulle nevi norvegesi, ad aprire il primo gruppo. Aicher con il 10 anticipando Goggia, poi le sorelle Delago e Curtoni tra Nicol e Nadia.