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Cosa cambia con i nuovi calendari? Shiffrin e Odermatt i riferimenti, ma una Goggia "super" può sognare

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2021 Getty Images

Sci Alpinocoppa del mondo 2021/22

Cosa cambia con i nuovi calendari? Shiffrin e Odermatt i riferimenti, ma una Goggia "super" può sognare

Andiamo ad analizzare una Coppa del Mondo 2021/22 che vivrà una mini rivoluzione, anche se i valori non dovrebbero cambiare troppo. Per Pinturault e il vero Kristoffersen potrebbe essere molto più dura, a livello femminile fondamentali le scelte di programmazione legate soprattutto ai super-g...

Il cambiamento proposto dalla FIS, dopo le forti pressioni ricevute da atleti e federazioni stesse negli scorsi mesi, che ratificherà il prossimo 2 giugno una stagione 2021/22 con l'equilibrio praticamente assoluto tra gare tecniche e veloci, cambia ovviamente anche una serie di dinamiche legate alla lotta per la Coppa del Mondo.

Non solo per il numero di gare, ma anche per il numero e la tipologia di gare affrontate in alcune località. A livello di calendario femminile, in realtà la “rivoluzione” è meno marcata, anche per la marcata polivalenza di quasi tutte le favorite alla sfera di cristallo: ci saranno 9 gare per ogni disciplina, oltre al parallelo di Lech/Zuers, quando nel 2020/21 c'erano in calendario 8 discese (7 disputate, con la cancellazione alle finali di Lenzerheide), 7 super-g (diventati 6), 8 giganti e 9 slalom. Piste? Si conferma il doppio slalom di Levi, Sankt Moritz si prende un doppio super-g (feudo azzurro, quindi attenzione), Crans-Montana avrà ancora due discese e tornano nel calendario “classico” Cortina con le due gare di velocità e Crans-Montana conferma la doppia discesa già vissuta lo scorso gennaio, ma non ci sono cambiamenti epocali, con il ritorno di Killington e delle gare nordamericane post Covid, oltre al nuovo “tentativo” di Maribor.

E' chiaro che, rispetto al calendario 2020/21 con sole 15 gare veloci (13 disputate), se parliamo delle tre azzurre di punta il cambiamento è certamente favorevole a Sofia Goggia, che tra l'altro ha ritrovato un ottimo livello in gigante e avrà quindi 27 gare (oltre al parallelo di Lech/Zuers, che verosimilmente disputerà) da punti. Determinante per la bergamasca la continuità in super-g, dove può fare sfracelli ma anche sbagliare molto, lo dice il suo storico.

Tornare sul podio della generale come nella stagione dei 13 podi, quella 2016/17 quando Sofia concluse al terzo posto con 1197 punti raccolti, è più che possibile anche se la concorrenza è di altissimo livello.

Se Federica Brignone è l'atleta più polivalente, la cancellazione delle combinate è un “meno” importante per la vincitrice della coppa 2019/2020, che dovrà valutare bene la programmazione a partire dal doppio slalom di Levi e dalle stesse gare veloci di Lake Louise, dove ha rinunciato spesso alle discese. Idem, potendo competere per i punti dallo slalom alla discesa, per Marta Bassino che ad ogni modo vedremo con maggior frequenza tra i pali stretti, ma è dal super-g che può tirare fuori tanto e sarà quella specialità, probabilmente, a dirci se la cuneese potrà lottare per il vertice anche in ottica generale.

Programmazione che sarà cruciale, in un anno con 37 gare e il grande obiettivo dei Giochi Olimpici di Pechino a febbraio, anche per le grandi favorite al “coppone”: Mauro Pini, nuovo tecnico di Petra Vlhova, vuole certamente il massimo dalla slovacca alle Olimpiadi per portare a casa la prima storica medaglia in casa Slovacchia, ed è lampante che il nuovo calendario non va certo nella direzione di un bis per la detentrice della sfera di cristallo, a meno che Petra ritrovi il massimo della competitività in gigante e faccia molto bene in super-g.

La principale favorita, ma lo sarebbe con qualsiasi tipo di calendario, torna ad essere Mikaela Shiffrin anche perchè la fuoriclasse statunitense tornerà a disputare almeno qualche super-g e, con la sua eccezionale media punti tra gigante e slalom, può permettersi anche di rinunciare alle discese. Dalla disciplina regina al gigante, avrà una situazione simile a Goggia, una Lara Gut-Behrami che ha criticato apertamente il calendario dell'ultima stagione e, in questa situazione, avrà grandi chances di giocarsela per la seconda Coppa del Mondo della carriera (dopo quella vinta nel 2015/16).

Molto più difficile per Corinne Suter, che in parecchi super-g può soffrire (pensiamo già ai due di Sankt Moritz) e ovviamente non ha il gigante dalla sua, pur essendo migliorata parecchio tra le porte larghe nell'ultimo anno. Michelle Gisin? E' una delle pochissime, se non l'unica big nella prossima stagione, che può affrontare con risultati di alto livello ogni disciplina dalla discesa allo slalom, ma ovviamente ha perso qualcosa nella velocità e dovrà sapersi gestire, pensando che già quest'anno è calata nella seconda parte, quando sino a fine gennaio era ancora in piena lotta con Vlhova e Gut-Behrami.

Curiosi di vedere Wendy Holdener, con slalom, gigante e super-g a disposizione (ma senza combinate e un solo parallelo, per l'elvetica sarà durissima), e Katharina Liensberger per la quale il gigante, dove ha sfiorato il titolo mondiale ma è stata parecchio discontinua nell'arco della sua stagione magica in slalom, sarà la chiave di volta per provare a lottare almeno per il podio finale, dal quale non è andata lontanissima quest'anno.

 

CALENDARIO MASCHILE

 

La nuova filosofia del calendario di Coppa del Mondo, potrebbe cambiare decisamente le cose soprattutto in ambito maschile.

Sì, perchè se le gare veloci e tecniche sono alla pari in termini numeri (18 e 18, poi c'è il parallelo di Lech/Zuers) in questo caso c'è una sostanziale differenza tra la disputa di 11 discese e 8 giganti, così come tra i soli 7 super-g previsti e i 10 slalom. Alexis Pinturault, ad esempio, ha costruito il suo successo di pochi mesi fa con i 700 punti (sui 1000 a disposizione) raccolti tra le porte larghe, molto meno influente (ma lo dice lo storico della sua carriera) lo slalom, dove ha raccolto 354 pt in 11 gare.

In sostanza, sono state aggiunte due discese (erano 9 nel calendario 2020/21, ma se ne sono disputate solo 7), il numero di super-g rimane lo stesso, con due giganti e uno slalom in meno. Con un rendimento come quello della scorsa stagione, per Odermatt sino alla fine e per lo sfortunato Kilde sino al momento dell'infortunio, in automatico l'elvetico e il norvegese (che avrà l'incognita del rientro post crociato) diventano i favoriti per la Coppa del Mondo 2021/22, dove vedremo tra l'altro due discese a Lake Louise, Wengen e Kitzbuehel, oltre a due super-g a Beaver Creek (e altre novità come il sacrificio della velocità a Garmisch per disputarvi due slalom, uno dei quali tolti a Kranjska Gora, e il doppio gigante in Alta Badia).

Doppie” che ci fanno riflettere sulle potenzialità da classifica generale di Dominik Paris, che su piste come Lake Louise (una volta) e soprattutto Kitz (tre in discesa) ha vinto e fatto quasi sempre bene, molto meno a Wengen anche se proprio pochi giorni prima dell'infortunio aveva colto il suo primo podio sul Lauberhorn; si è sempre detto che i velocisti puri non avrebbero più avuto chances di vittoria nella generale, ora la porta si spalanca anche perchè i discesisti (anche se ormai quasi tutti i super-g sono mini discese, francamente) avranno ben 11 gare, ricordandoci però sempre del rischio cancellazioni più alto rispetto alle altre discipline.

A “Domme” servirà una media punti del livello 2019, ovvero seconda parte di stagione 2018/19 e sino alla doppietta a Bormio di fine dicembre, per provare a lottare con Odermatt, Kilde e Pinturault, come aveva fatto nel 19/20 sino al crac al crociato pre Kitzbuehel. Un calendario che renderà più complicato il sogno coppa di Henrik Kristoffersen, che aveva la situazione ideale (con 21 gare tecniche a disposizione) nell'annata appena conclusa e ha sprecato davvero una grande chance. Il norvegese potrà essere della partita solo se ritroverà il suo livello in gigante, ma con 2 specialità contro le 3 di Odermatt e Kilde (se vogliamo anche di Pinturault, che non ha mai fatto però tutti i super-g) dovrà essere praticamente perfetto per vincere, viaggiando a medie punti da... Hirscher.

Mayer e Kriechmayr? Tra coloro che hanno sollevato per primi la disparità di gare veloci e tecniche, i due austriaci, rispetto a Paris, possono sperare di raccogliere qualcosa dal gigante, ma per ora parliamo di briciole e con questa nuova programmazione punteranno tutto su discesa e super-g, avendo ora sì qualche chances di giocarsela.

Nella lotta ci sentiamo di inserire un altro paio di nomi, ovvero quelli di Marco Schwarz e Loic Meillard, ma in entrambi i casi l'eliminazione delle combinate, specialità dove l'austriaco e lo svizzero sono di qualità eccelsa (non a caso oro e bronzo nella gara iridata di Cortina 2021), ma anche degli stessi paralleli con la sola prova di Lech, è una mazzata alle speranze di vertice, visto che il carinziano è una garanzia in slalom ma non in gigante, viceversa l'elvetico ha chiuso 4° tra le porte larghe nella coppa di specialità e 9° in slalom, pur avendo vissuto la miglior stagione della carriera, a conferma che anche atleti di questa caratura faticheranno sempre ad avere un rendimento da podio in entrambe le specialità tecniche, cosa certamente più semplice per i discesisti su discipline più vicine tra di loro come discesa e super-g.

E anche di questo bisognerebbe discutere per il futuro, pur considerando giusto ridurre (in questo caso annullare) la differenza numerica di gare che era diventata troppo ampia tra i due “emisferi”.

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