Ad un mese dai Giochi, Tomba e Razzoli fanno le carte a Milano Cortina: "Impressionati da Brignone, abbiamo tante chances"

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Ad un mese dai Giochi, Tomba e Razzoli fanno le carte a Milano Cortina: "Impressionati da Brignone, abbiamo tante chances"

I due campioni olimpici sono intervenuti nel corso della trasmissione "Road to Milano Cortina 2026" su Rai 2, parlando dell'attualità del nostro sci, a partire dal recupero di Federica Brignone, e delle carte da medaglia ai Giochi. Albertone: "Occhio a Della Mea, sta andando fortissimo". Il Razzo: "I quattro podi a livello maschile sono stati importanti, ci siamo anche nella velocità".

Un mese allo start dei Giochi Olimpici e due che se ne intendono di ori a cinque cerchi hanno fatto le carte alla rassegna di casa per l’Italia, protagonista dell’ultima puntata (andata in onda ieri sera su Rai 2) di “Road to Milano Cortina 2026”.

Alberto Tomba e Giuliano Razzoli sono intervenuti nello studio condotto da Sabrina Gandolfi e con la presenza fissa di Xavier Jacobelli, oltre che di Paolo De Chiesa in collegamento da Cortina (e questa sera, dalle 18.30, l’ex slalomista della Valanga Azzurra sarà su NEVEITALIA per il consueto approfondimento settimanale con “Ghiaccio Verde”), a poche ore dalla 3Tre di Madonna di Campiglio che li vedrà entrambi ospiti da quest’oggi.

“Ho fatto i complimenti a Urs Lehmann e gli ho chiesto di girarli a Camille Rast, perché vedendola domenica è stata davvero grandiosa, con la Shiffrin che ormai era convinta di vincere – racconta Tomba in apertura – Una grande nazionale svizzera in un momento triste per la tragedia di Crans-Montana.

Riguardo le Olimpiadi, sono gare aperte e speriamo in una grande Sofia e nel ritorno di Federica, poi ho visto Della Mea e Peterlini che possono arrivare nelle cinque. Nel settore maschile ci siamo nella velocità, poi Vinatzer in gigante, al quale in slalom si aggiungono Sala e Kastlunger. Il recupero di Brignone? L’ho sentita pochi giorni fa, riprendere per lei non è stato facile dopo tanti mesi, vedrete che ci sarà a San Vigilio di Marebbe e sarà pronta per i Giochi a Cortina.

Le mancherà solo la resistenza dopo il minuto di gara, ma non ha mai mollato e io stesso non ce l’avrei fatta. Ho visto qualche allenamento, non sta rischiando ma in dieci giorni sarà pronta”.

Il leggendario asso bolognese ha detto anche la sua su Lara Colturi: “Credo che la federazione non si aspettasse, 4 anni fa, che Lara potesse arrivare presto e sempre nelle prime posizioni, lei sarà tra quelle da battere a Cortina. Dispiace, anche perché specialmente in slalom siamo carenti, ora vediamo la D’Antonio che è molto forte, giovane ma già vincente.

Il mio team privato? Sì, ma l’ho avuto dopo 2-3 anni in squadra, nel 1989 e così ha fatto Deborah (Compagnoni, ndr) l’anno successivo; già all’epoca c’erano queste situazioni che sono da gestire, nel caso di Lara i genitori sono capaci e bravi ad insegnare”. Sul tema, Giuliano Razzoli ha aggiunto: “Credo sia stata una scelta della famiglia, più che il fatto di come si dice che la federazione l’abbia lasciata andare. Alberto il suo team l’ha avuto dopo essersi laureato due volte campione olimpico, non a 15 anni.

Lo dico da ammiratore di Lara, ma accettare certe scelte, da parte della FISI, in quel momento non era facile”.

L’oro dello slalom di Vancouver 2010 ha poi analizzato l’attualità e il panorama globale, specialmente in chiave Italia: “Rast non è una sorpresa perché è una campionessa del mondo, ma tenere testa a Shiffrin dopo quella 2^ manche non me lo aspettavo. E’ bello perché lo slalom diventa più combattuto, il gigante è aperto ma Scheib è in gran forma, nella velocità Goggia è il riferimento e con gli uomini abbiamo raccolto tre podi, oltre a quello nelle discipline tecniche con Vinatzer. Sarà importante lo stato di forma a febbraio, servirà crescere ancora per giocarsi le medaglie ma abbiamo tante chances.

Federica? Fai fatica a capire la portata di un infortunio vivendolo da lontano, l’ho vista molto determinata a fare il massimo possibile e credevo al suo rientro, anche se quando le scrissi dopo quanto successo, ovvero che doveva rientrare per fare da portabandiera, come poi è accaduto, mi rispose che sarebbe stato importante innanzitutto tornare a camminare.

E’ davvero una forza della natura”.

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