L'analisi dei due azzurri protagonisti di un gigante delle finali di Hafjell senza punti, con il gardenese di nuovo lontano in un finale di annata complicatissimo; il vice campione olimpico di discesa sempre più convinto di inserire con costanza la terza disciplina.
Una gara molto difficile, solo da zona top 20, quella di Alex Vinatzer e Giovanni Franzoni nell’appuntamento conclusivo di gigante sulle nevi di Hafjell.
Certo, le ambizioni erano differenti tra i due azzurri, con il gardenese appena 19° e, dagli errori di Adelboden e Schladming a quello nella gara olimpica, prima di soffrire anche a Kranjska Gora, davvero in difficoltà negli ultimi due mesi abbondanti tra le porte larghe. Alex si è mostrato delusissimo nell’intervista con Rai Sport, ammettendo che “è vero che la 2^ manche è andata un po’ meglio, ma in generale nelle gare di fine stagione ho un gran problema sulle piste salate.
Smetto di muovermi bene e non sono mai a tempo, è successo anche negli ultimi due anni e devo migliorare molto in questo. Resta la mia miglior stagione in gigante (con il primo podio a Beaver Creek, ndr), ma ho buttato le ultime gare”.
Giovanni Franzoni è rimasto lontano dalla zona punti che era l’obiettivo (centrato in rimonta dal campione del mondo jr Bakkevig), dopo aver perso i podi di specialità tra discesa e super-g a Kvitfjell, quindi un po’ di amarezza c’è per il 24enne di Manerba del Garda, ma è chiaro che il bilancio complessivo del suo inverno è semplicemente favoloso, con cinque podi e due vittorie in CdM, con la gemma sulla Streif, e l’argento olimpico nella disciplina regina che brilla.
“Mi sono mosso meglio nella seconda, sempre un pelo sporco nel tratto finale ma su questa neve scivolosa non era facile – l’analisi del bresciano, intervistato sempre da Ettore Giovannelli – E’ andata come è andata oggi, finisce una stagione bellissima e ora posso rilassarmi; è stato un viaggio assurdo, non me lo sarei mai aspettato e penso di aver gestito bene anche tutte le emozioni.
Sono contento anche del finale di stagione perché è stato migliore dell’anno scorso, nonostante il post Olimpiadi non semplice. Voglio ringraziare tutto lo staff che mi ha permesso di fare un anno del genere”.
Slalom Gigante Maschile Lillehammer (NOR)
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