Rassat vive dentro un sogno e batte lo squadrone norge per tornare in rosso: "Non posso credere di aver vinto ad Adelboden"

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Rassat vive dentro un sogno e batte lo squadrone norge per tornare in rosso: "Non posso credere di aver vinto ad Adelboden"

Il 27enne francese, unico slalomista capace di ripetersi in stagione (su sei appuntamenti), dopo l'impresa sulla Chuenisbargli guida una classifica di specialità con i primi cinque racchiusi in 69 punti. Le sue parole nel post gara, dopo la seconda vittoria in carriera e a quattro giorni dal podio di Campiglio.

Una manche perfetta per battere l’armata norvegese, dopo aver commesso un grave errore nella prima manche che, in uno slalom così tirato come quello di Adelboden, avrebbe potuto compromettere tutto.

Paco Rassat vive dentro un sogno e oggi, nella sesta sfida dell’annata di specialità, ha firmato il bis di Gurgl riuscendo in qualcosa che neppure ai nomi più attesi, da Noel a Pinheiro Braathen, da Haugan a McGrath, è riuscito visto che sinora c’erano stati cinque diversi vincitori tra i rapid gates.

Mercoledì scorso, il classe 1998 transalpino era tornato sul podio a Campiglio, 3° in gran rimonta, ma oggi è stato davvero padrone della situazione, perché è sembrato sempre il più veloce in pista e con il secondo hurrà di carriera, e naturalmente di stagione (mai era salito sul podio il buon Paco sino a quest’anno), torna sulle sue spalle il pettorale rosso già conquistato dopo il trionfo di fine novembre in Austria.

McGrath e Kristoffersen devono inchinarsi al francese che segue il successo del compagno Noel sul Canalone Miramonti e, sfruttando anche l’inforcata di Haugan nella 1^ manche, torna in vetta ad una classifica di specialità combattutissima, con Rassat leader sull’olimpionico, con lo stesso norge ex pettorale rosso ora a -55, e poi McGrath e Pinheiro Braathen entro i 70 pt di ritardo quando all’orizzonte ci sono già Wengen, Kitzbuehel e Schladming.

“Non posso credere di aver vinto ad Adelboden – racconta alla FIS il vincitore di giornata con la sua consueta calma – Ieri ho visto Léo (Anguenot, ndr) sul podio e pensavo a quante emozioni stesse provando nel gigante più bello. Oggi vinco io e di sicuro questo supera anche i sogni più belli. Il campanaccio come trofeo? Finirà a casa dei miei genitori, che sono qui anche oggi”.

Al microfono di Eurosport, Rassat ha aggiunto di “aver visto in tv quelli scesi prima di me, sapevo di dover rischiare su un tracciato così veloce, già vedere la luce verde (scendendo per quart’ultimo, ndr) è stato incredibile, poi ho sofferto a vedere gli ultimi tre. Il pettorale rosso di nuovo mio? Qualcosa di inaspettato, anche se arrivavo a questa stagione con la fiducia di poter dare il 100%, stando bene fisicamente e tecnicamente. Finora ci sto riuscendo”.

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