Oggi, 14 anni fa, l'ultima vittoria di un azzurro in gigante: Max Blardone di nuovo re a Crans-Montana

Foto di Redazione
Info foto

Getty Images

Sci Alpinola storia

Oggi, 14 anni fa, l'ultima vittoria di un azzurro in gigante: Max Blardone di nuovo re a Crans-Montana

Il 26 febbraio 2012 la settima e ultima perla in Coppa del Mondo dello specialista piemontese, che quel giorno piegò Hirscher sul filo di lana, prima di ritrovare il podio 4 anni più tardi in Giappone e poi salutare alle finali di St. Moritz. Il 2° posto di Vinatzer a Beaver Creek il lampo che aveva fatto sperare che il digiuno potesse terminare, prima di un altro inverno difficile che ha portato pure alle dimissioni di coach Mauro Pini. In assoluto, nelle discipline tecniche a livello maschile, l'Italia non si impone dal 5 gennaio 2017 (con lo slalom di Moelgg a Zagabria).

Ricorre quest’oggi una data importante, per certi versi nostalgica, nel panorama dello sci azzurro maschile.

Quattordici anni, oggi, dall’ultimo trionfo in un gigante di Coppa del Mondo da parte di un nostro alfiere, e non poteva che essere un grande specialista come Max Blardone ad averlo centrato, in quella mattinata sotto il sole di Crans-Montana del 26 febbraio 2012. Il settimo successo dello specialista di Pallanzeno, che a 32 anni è ancora lì a giocarsela con il fenomeno emergente, Marcel Hirscher, superato di 16 centesimi in un duello super, che vedeva l’austriaco (che vincerà pochi giorni più tardi la prima delle sue otto sfere di cristallo assolute consecutive) davanti di 0”02 dopo la 1^ manche, mentre Hannes Reichelt sarà terzo ad oltre 8 decimi, regolando altri due campioni come Grange, capace di stupire anche in gigante, e Defago.

Nei giorni che seguono le dimissioni di Mauro Pini, allenatore responsabile da questa stagione del gruppo degli slalomgigantisti, tra l’altro ancora non accettate dalla FISI, fa specie che nessun azzurro sia più riuscito ad imporsi tra le porte larghe, con Max che trionfò quel giorno a Crans-Montana oltre 7 anni dopo la prima, indimenticabile gemma di Adelboden, e 4 stagioni prima di tornare per l’ultima volta su un podio in coppa, con un 3° posto clamoroso a Yuzawa Naeba, in Giappone, poche settimane prima di salutare tutti alle finali di St. Moritz.

Il gigante sulle nevi vallesane vide già protagonista un talento come Giovanni Borsotti, che fu il secondo italiano in graduatoria (ventesimo), e pensare che proprio il piemontese è stato il miglior azzurro nell’ultima sfida di specialità disputata quest’anno in CdM, a fine gennaio a Schladming con il 9° posto che non è bastato, a convocazioni già ultimate, per rientrare nel lotto degli alfieri della nazionale per i Giochi Olimpici, che nelle discipline tecniche sono andati malissimo, tanto da portare coach Pini a dire stop.

Eppure, questo inverno 2025/26 era partito, dopo l’opening di Soelden, alla grande con il 2° posto di Alex Vinatzer nel gigante di Beaver Creek, per una piazza d’onore ritrovata dall’Italia dopo quasi quattro anni, visto che a fine 2021 ci riuscì in Alta Badia anche Luca De Aliprandini (che nei mesi precedenti fu argento iridato, a Cortina), battuto come il gardenese in Colorado da… Marco Odermatt.

In slalom, invece, la nazionale italiana non esulta da oltre 9 anni: Manfred Moelgg l’ultimo eroe, nella serata di Zagabria del 5 gennaio 2017.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social

Più letti in scialpino

Brignone a Soldeu, è sì: la campionessa olimpica rientra nelle dieci azzurre convocate per il trittico andorrano

Brignone a Soldeu, è sì: la campionessa olimpica rientra nelle dieci azzurre convocate per il trittico andorrano

Venerdì la ripartenza della Coppa del Mondo (mercoledì la 1^ prova), con discesa e poi doppio super-g, e la tigre di La Salle ha sciolto la riserva presentandosi al via con Goggia, Pirovano, Melesi, Curtoni, Allemand, Zenere, Thaler e le sorelle Delago.