Luitz deve alzare bandiera bianca dopo l'operazione: "Il mio sogno olimpico è svanito"

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Luitz deve alzare bandiera bianca dopo l'operazione: "Il mio sogno olimpico è svanito"

Il gigantista tedesco, che aveva annunciato lo stop causa ernia del disco, dovrà stare ai box per 6-8 settimane: come a PyeongChang 2018, un infortunio lo terrà fuori dai Giochi.

Quattro anni or sono, fu il ginocchio sinistro a cedere praticamente alla terza porta del gigante in Alta Badia, con il crociato che fece crac e lo costrinse a dire addio alla rivincita di Sochi. Avendo già perso la possibilità di partecipare ai Giochi Olimpici di PyeongChang 2018, Stefan Luitz non vedeva l'ora di riprovarci nel prossimo mese di febbraio a Pechino, ma anche la prossima edizione a cinque cerchi non vedrà il 29enne gigantista tedesco al cancelletto di partenza.

Poche ore dopo l'intervento chirurgico resosi necessario per un problema di ernia del disco, risolto con l'operazione effettuata ieri a Monaco di Baviera, lo stesso Luitz ha confermato che non potrà farcela a recuperare in tempo per i Giochi: “Purtroppo non ho potuto far altro che operarmi, il dolore ormai era troppo, ma il mio sogno di partecipare ai Giochi Olimpici di Pechino è finito”, le parole amare del vincitore del gigante di Beaver Creek 2018, suo unico successo in Coppa del Mondo.

Luitz aveva cominciato la stagione con un 17° posto a Soelden, già condizionato da questo nuovo infortunio che lo terrà fuori, come ha comunicato la federsci tedesca, dalle sei alle otto settimane. La gara olimpica di gigante è prevista il 13 febbraio, impossibile pensare di poter recuperare conquistandosi pure la convocazione. “L'intervento è andato molto bene ed era assolutamente necessario”, ha detto il dott. Raimund Trabold.

Luitz ha aggiunto di aver provato “di nuovo grande dolore dopo il parallelo di Lech/Zuers, abbiamo provato ad evitare l'operazione, ma alla fine è stata inevitabile”.

Lo stop di Stefan ci toglie uno dei nostri due grandi specialisti in gigante (l'altro è Alexander Schmid, ndr) – ha dichiarato coach Christian Schwaiger – E' amaro, per lui e per tutti noi”.

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