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L'Italia perde un velocista di grande talento; Alexander Prast annuncia il ritiro dopo due anni di calvario

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2020 Getty Images

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L'Italia perde un velocista di grande talento; Alexander Prast annuncia il ritiro dopo due anni di calvario

"Quel 12 dicembre 2020 la mia vita è cambiata completamente. Ora è più importante la salute". Dalla caduta di Val d'Isère e quel ginocchio distrutto al tentativo di rientro, le parole del 26enne altoatesino che in serata ha ufficializzato la chiusura della sua carriera.

Un gran bel talento costretto a dire basta per un infortunio tremendo.

Ci ha provato in tutti i modi a rientrare, ma ora Alexander Prast ha deciso di dire basta, appendendo gli sci al chiodo in questo 1° settembre che segna, a soli 26 anni, il termine del viaggio agonistico nel circo bianco di un ragazzo che stava emergendo in Coppa del Mondo, prima che quel 12 dicembre 2020 cambiasse tutto.

Le prime gare di velocità post covid, spostate sulla “Oreiller-Killy” di Val d'Isère, segnavano per il classe '96 altoatesino una grande opportunità visto che in quella stagione così particolare, Alexander avrebbe avuto il posto fisso in tutti i super-g del massimo circuito, dopo la splendida precedente annata nella quale era arrivato anche il primo e unico successo in Coppa Europa, nella “sua” specialità a Zinal.

Sotto un'autentica bufera di neve, in condizioni probabilmente oltre il limite tanto che molti atleti lamentarono la gestione di quella gara, Prast cadde distruggendo letteralmente il ginocchio destro, operato subito a Innsbruck e poi più volte per quello che è stato un autentico calvario.

Non è più tornato in pista a livello agonistico, il velocista azzurro che aveva già collezionato 14 gettoni in CdM con un piazzamento a punti nella combinata di Wengen. Oggi, la decisione di dire basta con un lungo messaggio social: “Dopo il mio incidente di Val d'Isère, in un attimo la mia vita e la mia routine sono cambiate completamente – racconta Alexander cominciando da quel 12 dicembre 2020 – Ho accettato l'infortunio rapidamente e sono stato fortunato a finire nelle mani migliori che potessi immaginare; grazie al dottor Christian Fink e al suo team, dopo i vari interventi sapevamo che sarebbe stata lunga e difficile per riprendere la mia forma fisica, ma ogni piccolo progresso è stato importante e mi ha dato energia per combattere in ogni allenamento.

Negli ultimi mesi, il ginocchio mi ha dato chiari segnali: non ne può più dell'intensità dei carichi di lavoro, ecco perchè sono giunto alla conclusione che la salute è più importante delle prestazioni, anche se lo sci e le gare sono la mia grande passione.

Abbandonare lo sport e rinunciare ai miei sogni e ai miei obiettivi è difficile, ma se il tuo corpo ti costringe a farlo la decisione è più facile e... difficile allo stesso tempo.

Grazie a famiglia, sponsor, allenatori, amici, la mia equipe medica e tutti coloro che hanno reso questo viaggio indimenticabile. Non c'è niente per cui essere tristi, ma sono già emozionato per ciò che verrà”.

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