Haugan, una furia per la seconda stagionale: "Ora sto bene". McGrath, quante lacrime questa volta di gioia: "Un anno folle"

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Haugan, una furia per la seconda stagionale: "Ora sto bene". McGrath, quante lacrime questa volta di gioia: "Un anno folle"

Ad Hafjell, la festa è tutta della Norvegia di coach Simone Del Dio, tra il successo di giornata e quello nella classifica di slalom. Noel, per la quarta volta alla piazza d'onore finale di specialità: "Mi è sempre mancato qualcosa". Hallberg, terzo podio nella stagione dell'esplosione.

Un 8° posto per festeggiare e piangere di gioia, quando le lacrime erano state di disperazione poco più di un mese fa con l’uscita nella 2^ manche dello slalom olimpico che aveva fatto il giro del mondo per la reazione di Atle Lie Mcgrath, a rifugiarsi nel bosco della “Stelvio” dopo quella tremenda mazzata.

Oggi è la sua giornata, al termine dell’annata condita da 3 successi e, pur con qualche passaggio a vuoto, la sfera di cristallo nella sua prima specialità, anche se questo ragazzo che proprio sulle nevi di Hafjell ha vissuto tantissime avventure sin da ragazzino sa essere costante e velocissimo pure in gigante, dalla prima sfera di cristallo della carriera.

E’ bastato un 8° posto, con Lucas Pinheiro Braathen uscito di scena in avvio di 2^ manche, inforcando alla quarta porta e chiudendo in quel momento ogni discorso per il trofeo di specialità. “Atle se la merita e, dopo la mia vittoria in gigante, ora questa due giorni di Hafjell che già era molto speciale per entrambi, è anche la sua festa”, le parole del brasiliano per il grande amico ed ex compagno di nazionale.

“Sono sollevato perché se ripenso ai giorni dopo le Olimpiadi, che sono stati i più pesanti della mia vita, tra la scomparsa di mio nonno e quello che è successo perdendo la possibilità di una medaglia d’oro… - si commuove Atle, già nella flash interview con la FIS e anche successivamente con Viktoria Rebensburg, talent di Eurosport che l’ha intercettato nel post gara – Vorrei che il nonno, che è stata una persona davvero importante per me, fosse qui ma so che sta guardando questa giornata incredibile.

Avrei tantissime persone da ringraziare, trovarmi qui a vivere un’emozione del genere è speciale, unico. La miglior cosa della mia vita, in mezzo ad una stagione assurda, folle; in queste ultime ore non riuscivo a dormire, neppure a mangiare perché sapevo che stava arrivando il momento. Vincere una classifica di specialità è una cosa difficilissima, forse non tutti se ne rendono conto”.

E lo squadrone di coach Simone Del Dio, che ha pure piazzato Henrik Kristoffersen al 4° posto di specialità, oltre a quello odierno per il fuoriclasse di Lorenskog che, dopo la vittoria di Schladming (l’unica dell’inverno), ha colto il bronzo ai Giochi e poi per un centesimo non ha bissato a Kranjska Gora, battuto proprio da McGrath, perdendo di fatto lì ogni possibilità di andare a caccia della quinta sfera di cristallo di slalom della carriera, brinda con Timon Haugan.

Secondo hurrà del 2025/26 dopo Val d’Isère e aver sognato a lungo di portare il pettorale rosso sino alla fine. Il classe 1996 della “scuderia Hirscher” in casa Van Deer può almeno salutare con il sorriso, pur avendo mancato gli obiettivi stagionali, ovvero quella coppa e una medaglia olimpica. “E’ pazzesco chiudere così – le parole di Timon a Eurosport – dopo aver vissuto sulle montagne russe per tutta la stagione. Un podio oggi sarebbe stato bello, in casa, ma io ho spinto per vincere (mettendo giù una manche straordinaria, tanto da rifilare 1”23 a Meillard pur partendo appena due numeri prima dell’olimpionico, ndr).

Volevo chiudere col botto e, se mi chiedete del possibile 3° posto di specialità, dico che non mi interessava più di tanto perché l’ho già ottenuto due volte e non ho pensato a questo, ma alla singola gara. Spero di stare bene con la schiena nella prossima stagione, ora è così e le cose vanno decisamente meglio rispetto a dicembre”.

Loic Meillard ha concluso 2° sia nel gigante di martedì, sia in questo slalom in una località dove l’anno scorso vinse entrambe le prove tecniche. In generale, pensando ai trionfi olimpico, il 29enne di Neuchatel non può che essere pienamente soddisfatto, pur avendo mancato per soli 13 pt il podio nella generale, a favore di McGrath. “Il ricordo di quel giorno dello slalom olimpico resterà per sempre nella mia memoria – risponde Loic, nell’intervista con Eurosport dopo la gara odierna, tornando sulla medaglia d’oro ai Giochi che ha bissato il titolo mondiale di specialità di 12 mesi prima – E’ il classico sogno che si avvera, ma è importante anche essere sempre in lotta per tutte le gare, sulle varie discipline e con diverse piste e tracciature.

Ora abbiamo ancora un planning di un mese di test, poi non vedo l’ora di avere meno stress e più tempo per me e la famiglia”.

Il terzo piazzamento di giornata l’ha colto in gran rimonta Eduard Hallberg, al tris di podi nella stagione dell’esplosione del classe 2003 finlandese. Eccolo: “Dopo Kitzbuehel ho avuto un buco, ma nel complesso resta una grande stagione, quella dei miei primi podi – ha dichiarato l’erede di Kalle Palander, sempre ai microfoni di Eurosport – Sapevo che ne sarei uscito, oggi nella 2^ manche girava tanto e cercavo solo precisione nei passaggi. E’ bastata per un gran 3° posto, sono molto contento di chiudere così”.

Decisamente amare, invece, le parole di Clément Noel: il campione olimpico 2022 non ha raccolto nulla ai Giochi e un solo successo in stagione, quello nella notte di Campiglio. Oggi 5°, l’asso transalpino sarà così di nuovo secondo nella graduatoria finale di specialità, per la quarta volta in carriera; un campione che ha vinto 15 volte in gare di CdM e ancora, a 28 anni (ne festeggerà 29 a maggio, ndr), non ha messo in bacheca la coppa di slalom.

“La verità è che mi è sempre mancato qualcosa – ammette il nativo dei Vosgi – Oggi nella 2^ manche sono stato troppo cauto a metà, avrei dovuto spingere di più ma non ci sono riuscito. Il livello è sempre altissimo e chiudo secondo in classifica, che resta un gran risultato ma non mi soddisfa al 100%. Preferisco vincere 4 gare come lo scorso inverno e chiudere quarto in coppa, piuttosto che una sola e salire sul podio di specialità”.

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