Reato ambientale per i lavori legati allo Speed Opening sul Cervino? C'è l'assoluzione definitiva per i quattro imputati

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Reato ambientale per i lavori legati allo Speed Opening sul Cervino? C'è l'assoluzione definitiva per i quattro imputati

Finito in Cassazione dopo i ricorsi della Procura di Aosta, è chiuso il caso per quanto realizzato in ottica delle gare di Coppa del Mondo mai andate in scena sulla "Gran Becca", nel 2022 e 2023. Franz Julen, presidente del comitato organizzatore e AD della società di impianti a Zermatt che sta già lavorando ad una tappa del massimo circuito sul Gornergrat per il 2028: "Siamo sempre stati convinti di aver svolto i lavori sul ghiacciaio in modo lecito".

L’assoluzione è definitiva, essendo arrivati sino alla Cassazione, ad anni di distanza dalle accuse che la Procura di Aosta aveva rivolto per un presunto reato ambientale.

E’ notizia di quest’oggi che il processo per i lavori legati alla pista “Gran Becca”, in ottica gare del Matterhorn Cervino Speed Opening che, per ragioni meteo, non sono effettivamente mai disputate nell’autunno 2022 e poi di nuovo un anno più tardi nel secondo tentativo di un appuntamento che sarebbe stato storico per la Coppa del Mondo (con le prime sfide transfrontaliere, tra Svizzera e Italia, nel circo bianco), è ormai chiuso.

Assolti quindi Federico Maquignaz, presidente e amministratore delegato della Cervino Spa, la società che gestisce gli impianti italiani, e il suo predecessore Herbert Tovagliari, oltre a Christian Dujany, l’operatore della pala meccanica che aveva eseguito lo scavo sulla lingua di neve in zona ghiacciaio, nella parte italiana del Plateau Rosa, lungo 330 metri e largo 8, e Franz Julen, numero 1 del comitato organizzatore della tappa di CdM e amministratore delegato della società degli impianti di risalita di Zermatt.

Dopo essere passati dalla Corte d’Appello di Torino, la Procura di Aosta (la cui richiesta era una pena detentiva di 3 mesi e multa di 3600 euro per ciascuno degli imputati) ha proposto ricorso dopo le prime assoluzioni arrivando in Cassazione, dove il verdetto è stato lo stesso rendendo la sentenza definitiva.

“Accolgo con grande soddisfazione questa sentenza definitiva della Corte di Cassazione di Roma – le parole di Julen, riportate dal “Blick” – Siamo sempre stati convinti di aver svolto i lavori sul ghiacciaio in modo lecito, nel rispetto delle autorizzazioni concesse e delle normative vigenti.

Il fatto che ciò sia stato ora definitivamente e legalmente confermato da tutte le istanze in Italia offre chiarezza e certezza giuridica. Con questa assoluzione definitiva, sono lieto di continuare a svolgere il mio lavoro presso Zermatt Bergbahnen AG con la massima concentrazione e motivazione, e di portare avanti il progetto della Coppa del Mondo di sci alpino sul Gornergrat, che si terrà per la prima volta nella seconda metà di marzo 2028”.

Sì, perché come già preannunciato a più riprese negli scorsi mesi, prosegue il progetto di avere una tappa del massimo circuito sulle nevi di Zermatt (senza coinvolgere Cervinia come invece nel caso dello Speed Opening), in un periodo della stagione totalmente differente rispetto a quanto deciso per quelle gare cosi attese e innovative, ma che non sono mai andate in scena viste le difficoltà enormi di avere una condizione ideale in ghiacciaio, a maggior ragione per un appuntamento di velocità.

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