"Si danno i risultati per scontati, 3 medaglie sono già un bottino fantastico. Per il futuro...": parla Odermatt

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"Si danno i risultati per scontati, 3 medaglie sono già un bottino fantastico. Per il futuro...": parla Odermatt

Lunga intervista alla NZZ, dopo una seconda edizione dei Giochi da triplo podio, ma senza il titolo bis di Pechino 2022, del fenomeno nidvaldese che ha affrontato vari temi, dalle aspettative sempre più alte alla qualità e spensieratezza di von Allmen, sino alla possibilità di mettere da parte il gigante verso le Olimpiadi del 2030, "dove proverò ad esserci, anche se ogni inverno è sempre più faticoso". Intanto, a breve festeggerà la quinta Coppa del Mondo consecutiva.

Definire Marco Odermatt lo sconfitto di Milano Cortina 2026 per lo sci alpino maschile sarebbe davvero ingeneroso, qualcuno l’ha fatto e lo stesso campionissimo elvetico, lanciato verso la quinta sfera di cristallo assoluta in serie, con la possibilità di infilare per il terzo anno consecutivo pure il terzetto di coppe dal gigante alla discesa passando per il super-g (Hermann Maier ci è riuscito solo due volte in fila, prima del gravissimo incidente in moto dell’estate 2001), ne ha parlato dettagliatamente ai colleghi del “Neue Zuercher Zeitung”.

Proprio il tema delle aspettative è al centro dei discorsi, perché stiamo pur sempre parlando di un fenomeno che ha ottenuto due argenti, un bronzo e un 4° posto nel poker di gare che ha affrontato a Bormio.

Non è arrivato il secondo titolo olimpico, dopo il gigante di Pechino 2022, e di sicuro un campionissimo come lui non ne è stato felice, ma il bilancio resta positivo considerato poi che, nell’edizione cinese (il suo debutto ai Giochi), salì sul podio solo in quella occasione finale avuta quando si tinse d’oro resistendo alla folle rimonta di Kranjec.

“Tre medaglie ai Giochi Olimpici sono già qualcosa di grandioso – le parole di “Odi” al quotidiano svizzero - Se a Pechino 2022 non avessi vinto l’oro gigante, forse ci penserei a scambiare questi risultati di Milano Cortina 2026 con un titolo, ma ora ritrovarmi con un totale di quattro medaglie olimpiche è motivo di grande soddisfazione.

Se sei il miglior sciatore del mondo, pensi che l’oro sia l’unica cosa che conta, ma se consideri che hai una sola possibilità ogni quattro anni e poi vinci tre medaglie, devi capire che è qualcosa di fantastico”.

Sulle aspettative, specialmente dopo aver dominato nuovamente l’inverno, anche se qualche “sconfitta” in più in gigante c’è stata, oltre a mancare la perla che vuole fortissimamente, la discesa sulla Streif. “Le aspettative, forse, sono parte del motivo per cui, nella discesa olimpica, non ho sciato subito in modo libero. Negli altri tre eventi, invece, sono stato molto soddisfatto della mia sciata”.

Sul compagno Franjo von Allmen tre volte d’oro, Marco risponde: “In lui vedo spesso me stesso di tre-quattro anni fa. Ora è in quella fase di spensieratezza in cui non si deve nulla, ma si può tutto. Si ha meno pressione, ci si diverte di più: tutto è un po’ più fresco, emozionante, nuovo. Mi diverto meno di prima? Forse sì, ma è naturale perché tutto ciò che si ripete non è mai così bello come la prima volta”.

Risultati dati per scontati? In parte anche all’interno della nazionale rossocrociata: “Molte cose sono diventate ovvie, lo si percepisce anche tra gli allenatori. Se penso al super-g, siamo arrivati primo e terzo e la reazione è stata “bene, siamo contenti, torniamo a casa domani”. Il livello è diventato così alto che molte cose sono quasi considerate scontate, il clima all’interno della squadra è sempre bello e positivo, anche se l’atmosfera magica di Saalbach 2025 non credo sarà ripetibile”.

Le Olimpiadi del 2030 in Francia? Odermatt vuole esserci, ma considera la possibilità (ne aveva già parlato in passato, ndr) di mettere da parte il gigante, per spostarsi sempre più sulla velocità. “Lo dico quasi ogni anno, ma finora questo è stato l’inverno più faticoso, sicuramente il mese e mezzo più duro, l’ultimo trascorso con le gare di Coppa del Mondo e poi le Olimpiadi.

Non ci ho ancora pensato bene, ma la probabilità che tra quattro anni non sarò più al via di tutte le gare è molto alta. Il programma che ho avuto anche quest’inverno non voglio più affrontarlo per un altro quadriennio. Forse gareggerò in gigante ancora a Soelden e Adelboden, mi qualificherò per le Olimpiadi e mi vedrete lì, spero comunque di esserci ancora. Il 2030 è lontano, ma è altresì alta la possibilità che gareggi ancora in una delle mie discipline”.

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