Franzoni da top ten alle sue prime finali, ma non si accontenta: "Devo fidarmi di più anche coi numeri bassi"

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Franzoni da top ten alle sue prime finali, ma non si accontenta: "Devo fidarmi di più anche coi numeri bassi"

A Sun Valley una gara amara per gli azzurri, con il super-g conclusivo che parla austriaco e il gardesano, comunque in top ten, che vede il coetaneo e grande rivale a livello giovanile, Lukas Feurstein, ottenere la prima vittoria. Paris esce e dice addio al possibile podio di specialità: "Sui passaggi stretti faccio tanta fatica, peccato per i punti della WCSL".

Un 10° posto di gara e il 13° finale di specialità, terzo azzurro in classifica dietro a Dominik Paris e all’infortunato Mattia Casse, che a Sun Valley non ha potuto giocarsi le sue chances di podio nella graduatoria di super-g.

Giovanni Franzoni è stato oggi, sulla tostissima “Challenger”, il miglior italiano con una top ten comunque importante anche in chiave futura pensando alla WCSL per provare, nella prima parte della prossima stagione, ad entrare anche nel gruppo della top 10 mondiale. E il gardesano non si accontenta, conosciamo la sua ambizione e probabilmente vedere vincere un rivale con cui lotta da anni, e ha regalato battaglie stupende a livello juniores, ovvero Lukas Feurstein oggi al primo trionfo in Coppa del Mondo, gli darà ulteriori stimoli.

“La stagione complessivamente è andata bene – le parole del bresciano nel post gara, tramite l’ufficio stampa FISI – Devo ancora abituarmi a partire coi numeri bassi, anche oggi ho faticato a fidarmi e prendere rischi. Devo lavorarci e lo farò.

Non ho sciato male, ma ho tante cose da sistemare; l’anno prossimo cambierà soprattutto la testa, dovrò acquisire consapevolezza e partire con maggior convinzione”.

Dominik Paris, uscendo oltre metà tracciato (ma la missione era già quasi compromessa), ha detto addio alle speranze di top-3 finale di specialità: “Ho tribolato oggi, quando ci sono passaggi più stretti faccio fatica – l’analisi a Rai Sport del fuoriclasse della Val d’Ultimo – Un gran peccato, anche perchè potevo fare punti per la startlist. Si guarda avanti”.

Anonima la gara di Christof Innerhofer, 18° con oltre due secondi e mezzo di distacco. “Quando non vedo faccio fatica e ho commesso anche errori – ha spiegato a fisi.org il campione di Gais riferendosi alla visibilità in pista – Su questa pista non ho avuto un gran feeling, in generale non è facile continuare ad essere competitivo, anche perché si parte sempre con pettorali alti.

L’accesso alle finali era l’obiettivo minimo, in qualche gara è andata meglio, come a Kitzbuehel, ma io punto sempre al massimo”.

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