Parla la "tigre" dopo il rientro in gruppo: "Prima volta sul duro, cerco di andare più forte ogni giorno che passa"

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Parla la "tigre" dopo il rientro in gruppo: "Prima volta sul duro, cerco di andare più forte ogni giorno che passa"

Questa mattina il primo allenamento con la nazionale in Val di Fassa per Federica Brignone, in condizioni top allo Ski Stadium Aloch: l'intervista di Davide Labate alla fuoriclasse azzurra. "Il rientro in gara? E' un percorso ancora lungo".

E’ tornata in gruppo, a 9 mesi esatti dall’incidente su nevi differenti, quelli dell’Alpe Lusia, ma dello stesso territorio della Val di Fassa, oggi nel contesto dello Ski Stadium Aloch.

Federica Brignone ha riassaggiato questa mattina il clima della nazionale, lavorando assieme ad alcune compagne di squadra dopo i primi lavoro individuali a Courmayeur, e la strada verso il grande sogno olimpico è un po’ più in discesa per la campionissima di La Salle, anche se da qui al prossimo mese, quello decisivo, bisognerà trovare il livello di competitività in pista per farcela.

Non è scontato, bisogna ricordarlo, dopo aver vissuto quel dramma del 3 aprile con la gamba sinistra distrutta. Federica ne ha parlato, dopo i “giri” sulla pista simbolo di San Giovanni di Fassa, in un’ampia intervista con Davide Labate, andata in onda in questi minuti su Rai 2, tra le due manche del gigante di Kranjska Gora che Brignone deve ancora vivere da spettatrice. “Il mio fisico sta bene, ovviamente la gamba si sta adattando a pressioni e condizioni diverse – le parole della detentrice della sfera di cristallo in riferimento al training di gigante della prima mattinata – Ho fatto quattro giorni a Courmayeur ed erano le prime volte con i piedi dentro un tracciato coi pali, in condizioni più facili con neve invernale.

Oggi è la prima volta sul duro e sicuramente le vibrazioni cambiano, mi sembra ad ogni giro di prendere maggior confidenza, ma c’è ancora tanto da fare. L’emozione? Sono contenta di essere di nuovo in giro, nel mio mondo e con la squadra, combattuta un po’ nello spirito visto che mi sono detta “cavolo che bel gigante, voglio metterci tutto”, ma rimanendo cauta non sapendo delle mie reazioni.

Ho voglia di fare i tracciati, mentre scendo sono un po’ bloccata ma pian pianino cerco di andare più forte”.

Sulle ipotesi di rientro, visto che si parla del periodo tra le gare veloci di Tarvisio e il gigante di San Vigilio di Marebbe (dal 17 al 20 gennaio), Federica rimane molto cauta: “E’ un percorso ancora lungo, se ti alleni 6 mesi per Soelden, io ora ho iniziato atleticamente due mesi fa ed è passato un mese dalla prima volta sugli sci.

Oggi sono nove mesi esatti dall’incidente, non avremmo dato 2 euro di essere qui oggi, quindi è già tutto un di più; speriamo di prendere confidenza sempre più, ogni giorno che passa. Obiettivo Olimpiadi? In questo sport anche quando sei in forma, vincere una medaglia è già tanta roba e io sto solo cercando di avere migliori sensazioni, il discorso del podio olimpico è un’altra roba e bisogna pensare alla propria performance, non al risultato possibile”.

Sulla mancata competizione con le avversarie in questo periodo, la valdostana è chiara: “E’ stato molto più difficile averla con il mio corpo nel corso dei mesi, contro le altre in gara me ne frega fino ad un certo punto. Le sfide affrontate per tutta l’estate e l’autunno mi hanno tenuta impegnata.

Questo infortunio non mi ha cambiato la vita, semplicemente ho dato il 100% per tornare ad avere la mia vita, perché non sapevo neanche di poter o meno rimettere gli sci, dopo quello che mi è successo. Non ho bisogno di fare un’altra gara di sci nella mia vita: se ci riuscirò bene, altrimenti non c’è problema”.

Sugli obiettivi a breve termine, Fede conferma che la programmazione viaggia settimanalmente, non avendo idea di cosa attendersi dalle risposte del fisico: “Non sappiamo come andrà, è una scalinata a piccoli gradini. Quello di oggi è stato un altro test e magari dopo due curve avrei potuto dire “non ce la faccio”. Questo perché scopriamo cose nuove ogni giorno, facciamo passi avanti ma a volte anche qualcuno indietro, non essendo guarita totalmente.

Prendiamo le cose positive e cerchiamo di migliorare, col programma da fare settimana per settimana. Quando sarò pronta a rientrare lo farò”.

Mamma Ninna Quario era presente negli studi Rai, al fianco della conduttrice Sabrina Gandolfi e di Paolo De Chiesa (“sono tranquillo ora perché vedo che Federica non sta facendo passi che non può ancora sostenere”, ha sottolineato l’ex slalomista azzurro e storica voce dello sci). “L’ho sentita ieri in viaggio verso la Val di Fassa, non so molto altro ma la vedo bene – le parole della quattro volte vincitrice in slalom di CdM – Nel momento in cui è scattato il piano per le Olimpiadi, ovvero provare ad andarci davvero, ho notato una fase nuova in lei.

Il fratello, Davide, ha patito quanto successo più di lei, ha lavorato anche con le ragazze del team di Coppa Europa e ora ritrova la sua routine. Fede non ha mai mollato, vivendo la riabilitazione 24 ore al giorno: il tema del dolore c’è, anche dopo gli allenamenti sulla neve, ma avere persone che ti aiutano a gestire anche questo fa la differenza, oltre al fatto che lei ha sempre avuto una soglia di sopportazione molto alta”.

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La vincitrice del gigante di ieri sfida a viso aperto la leader di coppa, che ripartirà dal 2° posto nella manche decisiva per provare a conquistare il sesto slalom stagionale (e il successo n° 70 nella specialità). Holdener pimpante, ma comunque a quasi 8 decimi, poi Moltzan e Truppe mentre sbagliano ancora Ljutic e Colturi. Benissimo Lara Della Mea a 127, il podio è lontano mezzo secondo.