Al Corriere della Sera una Brignone a 360°: "Ad aprile la situazione era terribile, ora pronta al test. Dopo la carriera..."

Milano Cortina 2026: la domenica più bella della storia azzurra? Due titoli e il record di Lillehammer battuto
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Sci Alpinol'intervista

Al Corriere della Sera una Brignone a 360°: "Ad aprile la situazione era terribile, ora pronta al test. Dopo la carriera..."

Flavio Vanetti ha intervistato a La Salle la fuoriclasse azzurra: dal fidanzato James Mbaye ("di noi nessuno saprà nulla, la mia privacy è stata invasa dopo i Giochi") al confronto Sinner-Tomba e ai pensieri post discesa olimpica. "Non camminavo, lì ho pensato di mollare". E sulla trasferta in Argentina, Fede spiega: "Se ci sarò, allora vorrà dire che potrò disputare la stagione e le tre discipline o meno dipendono esclusivamente dai disagi o meno che avrò: la motivazione è ancora assoluta, ho lavorato tutta la vita per questa eccellenza".

A 360 gradi, spaziando dallo sci alla vita privata, che la due volte campionessa olimpica a Milano Cortina 2026 ha sempre protetto. Federica Brignone ha parlato a tu per tu con Flavio Vanetti, giornalista del Corriere della Sera, proprio in quella piazza centrale di La Salle che il suo paese le ha intitolato.

E si è partiti dall’amatissimo mare che la “tigre” ha ritrovato potendo praticare anche una disciplina che non manca mai nelle sue estati, il surf. “Mi sono abbuffata di questo, tra San Salvador e le Maldive; neve e mare sono le mie due dimensioni, ma la passione si sposta quasi più verso l’acqua perché la frequento di meno”.

Dopo l’intervista di metà settimana all’Equipe (QUI il report su NEVEITALIA), era d’obbligo la domanda sui dubbi legati alla prossima stagione: “Sto bene e farò di tutto per esserci, valuterei lo stop solo se avessi ancora tanto male – la risposta di Federica - Ad inizio aprile la situazione era terribile, ora va meglio.

Oggi (ad inizio week-end, ndr) ho fatto la prima camminata in montagna, con la bici non ho problemi però ho dovuto adattare la preparazione, con più lavoro in piscina e nessuno sforzo laterale”.

Confermato il docufilm a lei dedicato (“chi ha avuto l’idea è stato a lungo al mio fianco, era nella mia stanza perfino la sera prima del super-g olimpico mentre preparavo lo zaino. Sono gasata ed emozionata, credo lo vedrete tra autunno e inverno”), e sulle imprese ai Giochi aggiunge. “Mi ha accompagnato la felicità di essere lì, di avere una possibilità, però dopo la discesa ho avuto molto male, mettevo gli scarponi e non camminavo, in crisi e con la tentazione di mollare perché ero già andata oltre l’immaginabile. Il “qui e ora” ha funzionato ed è stato magico”.

Fede racconta poi di come la motivazione ci sia ancora, “perché ho trovato una stabilità mentale, ho sempre sognato il momento in cui ottengo la prestazione sotto pressione e ripeto i risultati. La pancia è pienissima, anzi forse ho mangiato anche troppo, però ho lavorato tutta la vita per questa eccellenza”.

E sul futuro al di fuori dello sci: “Ci penso sempre, non ho paura del ritiro e avrei mille opzioni. Vivo alla giornata, ma ho programmi a breve, medio e lungo termine; quando smetterò, vorrò viaggiare e anzi, fare il giro del mondo surfando. Il fidanzato (James Mbaye, ex cestista e modello senegalese)? Sono riservata, di me e James nessuno saprà nulla. La mia privacy è stata invasa dopo i Giochi, qualcuno non si è fatto i cavoli suoi e questa cosa ancora non mi passa.

Poi mi sono detta che se sto con una persona non posso nascondermi per tutta la vita, tanto le mie regole non cambiano. Un figlio? D             iventare mamma è uno dei sogni, a differenza del matrimonio, però la maternità sarà impossibile fino a quando sarò atleta”.

A breve la ripresa in pista, poi si deciderà per l’Argentina: “E’ il primo, importante test. Se lo supererò andrò a Ushuaia assieme alla squadra e, se ci sarò in Sudamerica, vorrà dire che potrò disputare la stagione. Sulle tre discipline? Dipenderà da quale mi procurerà minori disagi, ho imparato a fissare un limite perché non è divertente ritrovarsi senza poter camminare”.

Mamma Ninna Quario, dopo una grande carriera, è diventata giornalista. E Fede? “Lei è brava a scrivere, io mi vedo nell’area televisiva e qualcuno mi ha già cercato. Lo sport entrerà nel post-carriera, ma non subito”.

Sul confronto Sinner-Tomba, trascinatori dello sport nazionale a 30 anni di distanza: “Jannik è super, più maturo rispetto alla sua età e per me già più popolare rispetto ad Alberto, che aveva fascino ed estro, tra l’altro in un’epoca diversa, senza i social. Sarebbe interessante vedere quanto muoverebbe oggi, però Sinner vince in uno sport praticato da tutti e pieno di soldi. Diciamo che lui può permettersi di viaggiare con il suo aereo, io l’altro giorno ho preso Ryanair ed ero seduta tra la gente; vengo riconosciuta un po’ ovunque, sono gentile e cerco di essere disponibile, chiaramente ci sono giornate in cui sono di fretta.

Più in generale, non mi piace invece quando qualcuno mi riconosce e lo segnala a tutti: in quei casi vorrei nascondermi”.

Si chiude con una battuta sui Mondiali di calcio, sport che la bi campionessa olimpica definisce “troppo politico e manipolato, detesto poi l’invadenza dei social, che definisco una malattia”, e sulla sua collocazione nella storia dello sci mondiale. “Solo nel punto indicato dai risultati, ovvero tra le dieci di tutti i tempi. L’impresa di Cortina mi ha però consentito di superare dei limiti che tanti colleghi non hanno potuto passare, è un valore aggiunto alla mia carriera”.

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