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Valentina Marchei, il ritiro è definitivo: "Ho provato a ripartire per il sogno olimpico, ma è finita"

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2018 Getty Images

Figure Skatingl'annuncio

Valentina Marchei, il ritiro è definitivo: "Ho provato a ripartire per il sogno olimpico, ma è finita"

La pattinatrice milanese, che ha sfiorato la medaglia olimpica a squadre nei Giochi di Sochi 2014 e più volte il podio europeo, ha annunciato l'addio all'agonismo dopo 26 anni con una lunga lettera d'amore per il suo sport.

Il pattinaggio artistico italiano perde Valentina Marchei, una figura di riferimento per il movimento, capace di duellare con Carolina Kostner e giocarsi grandi traguardi, prima a livello individuale e poi in coppia con Ondrej Hotarek.

A 34 anni, la campionessa milanese ha annunciato l'addio all'agonismo, lei cinque volte campionessa italiana, ottava al campionato del mondo di Nizza 2012, prima di quella sua prima Olimpiade a Sochi dove, oltre all'11° posto nella sua gara, ha sfiorato la medaglia contribuendo al 4° posto dell'Italia nella prova a squadre. Dopo i Giochi del 2014, ecco il sodalizio con Ondrej Hotarek che ha portato, oltre a sfiorare più volte anche in coppia il podio europeo, allo strepitoso 6° posto ai Giochi di PyeongChang 2018, dopo i quali Valentina ha cercato altre partnership per proseguire la carriera sino al sogno della sua terza partecipazione a cinque cerchi.

Pechino 2022 è svanita definitivamente, come ha annunciato lei stessa con una lunga lettera d'amore per il suo sport, confermando il ritiro: “Sono mesi che penso a come scrivere questo post – ha scritto la Marchei sui social - Forse perché fino ad oggi non ero pronta a “lasciar andare” quella parte di me che è stata tutto quello che ero: Vale, la pattinatrice. Non gareggio da due anni, da quando Ondrej ha deciso di chiudere con l'agonismo, ma confesso che ho sempre sperato di poter ricominciare a farlo.

Ancora poco prima del recente lockdown ho tentato di convincere un partner straniero a iniziare una nuova avventura. Non è andata come speravo, ma sono arrivata davvero vicina a far ripartire il mio sogno olimpico. Il Covid-19 ha poi definitivamente archiviato qualunque speranza residua. Chiudo così ufficialmente la mia carriera di pattinatrice. Per salutare un'ultima volta i miei (nostri) supporter mi sarebbe piaciuto organizzare qualcosa di mirato, di frizzante, di elettrizzante, ma... non si può fare. Pertanto considero la performance con Ondrej alla Finale di Grand Prix dello scorso dicembre, davvero perfetta, come il nostro vero saluto di addio.

A gennaio di quest'anno, inoltre, ho avuto anche l'occasione di esibirmi da sola in piazza Gae Aulenti, a Milano, a casa mia, davanti ai miei amici più cari e alla mia famiglia: quella può essere invece considerata la chiusura del cerchio anche della mia carriera nel singolo, culminata con l'Olimpiade di Sochi, che poi è stato il percorso più lungo della mia avventura sul ghiaccio durata in tutto 26 anni. Ventisei anni! Ci pensate? Una vita...”.

Valentina confessa che “gli ultimi due sono stati, in verità, un difficile periodo di transizione nel quale mi sono messa alla prova su tanti fronti per trovare la strada più adatta a me, guidata dall'idea che non sono solo ciò che ho fatto o le medaglie che ho vinto e convinta una volta di più che un atleta non è solo un'espressione fisica e un'insieme di capacità tecniche affinate negli anni di pratica dello sport, ma molto di più e sicuramente anche altro. Benché non partecipi da tempo a competizioni ufficiali, la mia spinta ideale a non perdere la speranza di tornare a competere mi ha fatto vivere in una specie di limbo nel quale mi sono tenuta in esercizio partecipando ad alcune esibizioni.

Fino ad oggi, pertanto, non avevo ancora sentito il bisogno di ufficializzare la mia rinuncia all'agonismo, ma poiché tanti mi scrivono ancora per sapere quando tornerò sul ghiaccio, sento il dovere di chiarirlo ora e di dedicare loro almeno questo post. Adesso si fa così, no? Vi ringrazio tutti, cari amici innamorati del pattinaggio. Grazie di cuore per il vostro supporto di questi anni. Grazie anche ai miei genitori, che hanno fatto immensi sacrifici per vedermi realizzare il sogno Olimpico, per avermi insegnato a essere resiliente e “poco modesta” quando si trattava di sognare grandi obiettivi. A mio fratello Lorenzo Marchei, in particolare, va il pensiero più dolce: nel periodo in cui è stato il mio preparatore atletico sono stata la versione più forte della pattinatrice che potevo essere.

Grazie pure ai miei allenatori – negli anni sono stati tanti, italiani e stranieri – che mi hanno guidata, supportata, spronata. Alcuni di essi hanno saputo essere degli ottimi consiglieri anche al di fuori del ghiaccio. Grazie alle società che mi hanno accolta, cresciuta e coccolata. Un ringraziamento speciale va all'Aeronautica Militare, che mi ha insegnato l'appartenenza a una squadra leale, in grado di sorreggerti nei momenti di difficoltà e di non abbandonarti quando tutto sembra crollare. Grazie, poi, a Ondrej Hotarek, che ha volato insieme a me in quella che fino ad ora è stata la pazzia più bella mai fatta per amore del mio sport. E grazie a tutti i compagni di allenamento con cui ho lavorato negli anni, e ai miei colleghi di Nazionale, con i quali ho condiviso molti sogni a occhi aperti. Il Dream Team azzurro di PyeongChang sarà sempre nel mio cuore”.

Infine un monito per i più giovani: “Chiudo con un messaggio per i pattinatori e le pattinatrici più giovani: non lasciatevi frenare dal timore di fallire. Non lasciate, soprattutto, che chi vi sta intorno limiti le vostre opportunità o vi convinca che non potete farcela. Siete voi a dover credere in voi stessi, non gli altri. Non cercate alibi, ma trovate soluzioni. Trovate, soprattutto, la forza dentro di voi, non intorno. La mente e il cuore vi porteranno esattamente dove vorrete arrivare, anche se dovrete lavorare duro perché il vostro sogno si avveri”.

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