Svolta storica per lo sport italiano: l'utilizzo della camera ipobarica non sarà più vietato

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Svolta storica per lo sport italiano: l'utilizzo della camera ipobarica non sarà più vietato

Uniformandosi finalmente a tutte le altre nazioni, anche gli atleti azzurri potranno utilizzare lo strumento che simula l'altura e che veniva considerato come una pratica dopante. La comunicazione inviata dal Ministero della Salute alle federazioni sportive.

La camera ipobarica non sarà più vietata per gli atleti italiani.

Una svolta epocale, quella emersa con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, con l'utilizzo di questo strumento che non verrà più considerato doping anche nel nostro paese, come d'altronde in tutti i paesi principali del globo già da tempo.

Cade un divieto storico e si tratta di uno svantaggio non da poco, quello che è stato tale sinora in quanto inserito nella legge penale antidoping 376/2000, nonostante il codice mondiale della Wada (l'agenzia mondiale antidoping) non prevedesse la camera ipobarica alla stregua di un prodotto dopante.

Sinora, gli atleti italiani (sul territorio italiano ed estero, titolari di una licenza o tessera sportiva italiana) non potevano usare la tenda o la camera ipobarica, che erano considerate alla pari di “Strumenti e pratiche dopanti” e portavano a squalifiche come nel caso di una positività, oltre alle conseguenze a livello penale.

Cosa cambia? Gli azzurri potranno evitare di doversi allenare sempre in quota per simulare i vantaggi dell'altura, sfruttando uno strumento che tra l'altro è presente anche in alcuni hotel utilizzati per i ritiri delle varie nazionali. “In riferimento all'ultimo decreto ministeriale che contiene la lista dei principi attivi e metodi dopanti del 23 ottobre 2023, che recita “Non è vietato l'utilizzo della camera ipobarica: l'atleta che ricorre a tale pratica deve rimanere sotto stretto controllo del medico sportivo sia prima che dopo l'utilizzo della camera ipobarica” – si legge nella comunicazione inviata oggi dal Ministero della Salute alla Federazione Medico Sportiva e a tutte le federazioni sportive – si rappresenta che tale indicazione scaturisce da un approfondimento scientifico-bibliografico effettuato dal Consiglio Superiore di Sanità, che si è espresso su richiesta della Sezione per la vigilanza e il controllo sul doping del Comitato Tecnico Sanitario, per fornire un parere tecnico scientifico sulla possibilità di usare la camera ipobarica ad uso sportivo.

Tale metodica era proibita, contrariamente a quanto già previsto dalla Wada. Al fine di allineare il trattamento degli atleti italiani con quelli stranieri, la Sezione per il controllo sul doping ha ritenuto di procedere con la suddetta richiesta”.

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