Il numero 1 al mondo si deve fermare: è ufficiale la rinuncia di Jannik Sinner agli US Open. "Decisione sofferta"

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Il numero 1 al mondo si deve fermare: è ufficiale la rinuncia di Jannik Sinner agli US Open. "Decisione sofferta"

I problemi al ginocchio destro, curato nei giorni scorsi al J Medical (dove Jannik ha incrociato nuovamente Federica Brignone), costringono Jannik a dire "no" all'ultimo Slam della stagione, proprio poche ore dopo l'annuncio del rientro di Alcaraz. Le parole dell'asso di Sesto Pusteria, che fu campione a Flushing Meadows due anni fa.

E’ arrivato il forfait, dolorosissimo, anche se il tennis italiano sarà comunque protagonista con tante punte, a partire dal ritrovato Lorenzo Musetti e con Flavio Cobolli, quest’ultimo già in semifinale nel “1000” di Cincinnati.

Certo è che la rinuncia di Jannik Sinner agli US Open fa davvero male agli appassionati e agli sportivi in generale; oggi pomeriggio il numero 1 al mondo ha annunciato che non potrà competere a New York, dove fu campione nel 2024 e finalista 12 mesi fa, quando solo Carlos Alcaraz lo piegò. E proprio dopo l’ufficialità del ritorno dell’asso murciano, arriva oggi la notizia del “no” di Jannik, fermato dai problemi al ginocchio destro che già l’avevano portato, assieme al suo staff dopo il secondo trionfo a Wimbledon, a rinunciare alla campagna sul cemento nordamericano tra Montréal e Cincinnati.

Nessun problema per rimanere in vetta al ranking ATP e con ampio margine, ma certo perdere l’ultimo Slam della stagione è un’occasione che se ne va sperando di recuperare la miglior condizione in vista delle Finals di Torino, vero grande obiettivo rimasto a fine 2026. “Nonostante il duro lavoro svolto insieme al mio team e al mio staff medico, abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di rinunciare alla partecipazione agli US Open – le parole di Jannik a mezzo social – Siamo tornati ad allenarci in campo a Monte-Carlo negli ultimi giorni e ci siamo resi conto che ho ancora bisogno di tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro.

Sono ovviamente molto triste e deluso, dato che New York occupa un posto speciale nel mio cuore; non vedevo l’ora di tornare a giocare in quell’atmosfera elettrizzante”.

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