Dal ghiaccio alla doppietta Giro-Tour: Demi Vollering è leggenda, a Nizza una maglia gialla davvero speciale

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Dal ghiaccio alla doppietta Giro-Tour: Demi Vollering è leggenda, a Nizza una maglia gialla davvero speciale

Il concetto di multidisciplina non è mai stato così attuale, con la regina del ciclismo mondiale, che neppure dieci anni fa lasciò il primo amore dello speedskating, capace di vincere il suo secondo Tour de France Femmes con un ribaltone da fuoriclasse nel week-end finale (e l'Italia festeggia Elisa Longo Borghini sul podio). E a proposito di stelle del ghiaccio, Sandrine Tas ha concluso la corsa (al debutto in un grande giro si è difesa molto bene) e la campionessa olimpica Femke Kok era presente a Nizza festeggiando a sua volta la connazionale.

Demi Vollering rappresenta al meglio, anche se gli esempi pure ad alto livello sono decisamente parecchi negli ultimi anni, quanto possa essere importante praticare tanti sport differenti prima di prendere una strada, e nel caso della campionissima olandese è avvenuto decisamente tardi, per portarsi qualcosa che ha un peso per emergere in un altro contesto.

Dal pattinaggio di velocità su pista lunga al dominio nel ciclismo mondiale, culminato oggi al tramonto sulla Promenade des Anglais di Nizza con il successo più importante, la maglia gialla finale del Tour de France Femmes.

Un autentico capolavoro, dopo che sembrava tutto perso in seguito ai tatticismi (con l’ex maglia gialla e rivale Marlen Reusser) sul Mont Ventoux, venerdì scorso nella tappa regina, proprio sulla prima montagna scalata da Demi quando non aveva ancora compiuto 20 anni, era l’estate del 2016, e aveva ormai deciso di lasciare il ghiaccio dopo aver tentato sino alla maggiore età quel tipo di carriera.

La vera impresa è stata quella di ieri, nella penultima frazione con la conquista della maglia gialla firmando un numero pazzesco sugli strappi attorno a Nizza per recuperare i 15” di distacco da Kasia Niewiadoma; la polacca oggi doveva recuperare gli 8” di ritardo da Vollering, ma la 29enne di Pijnacker l’ha staccata sulle ultime rampe del Col d’Eze, a 15 km dall’arrivo, trionfando (per la terza volta in questa edizione) con oltre un minuto di vantaggio e una dimostrazione di forza impressionante.

Per la stella della Canyon-SRAM altro 2° posto finale, il 3° è di Elisa Longo Borghini che porta per la prima volta l’Italia lassù nella GC da quando l’organizzazione di ASO ha fatto rinascere il vero e proprio Tour 4 anni fa.

E’ doppietta per “Deminator” con il Giro d’Italia, nello stesso anno come la connazionale e leggenda Annemiek Van Vleuten nel 2022, seconda gialla in bacheca dopo quella del 2023 e la beffa tremenda del 2024, con quel Tour perso per 4” (proprio a favore di Niewiadoma) pur trionfando sull’Alpe d’Huez con una frattura al coccige, emersa solo dopo la conclusione di quell’edizione e frutto della caduta decisiva nella tappa di Amneville.

Nei Paesi Bassi, il legame speedskating-bicicletta è decisamente forte (pensiamo anche solo ai partner tecnici e sponsor) e non a caso la Lidl-Trek ha invitato per il week-end finale a Nizza la campionessa olimpica in carica dei 500 mt (e argento sui 1000), Femke Kok, sotto al palco ad applaudire la connazionale regina del Tour per la FDJ United Suez.

Non solo Vollering, questa Grande Boucle è stata conclusa, in maniera più che dignitosa (con un buonissimo 16° posto nella cronometro di Dijon), al primo anno da professionista e al debutto in un grande giro ad oltre 30 anni, dalla belga Sandrine Tas; l’atleta della Lotto Intermarché aveva terminato la sua avventura nello speedskating solo pochi mesi fa, sfiorando più volte la medaglia a Milano Cortina 2026 nelle gare distance che hanno incoronato Francesca Lollobrigida.

Tornando alla numero 1 del ciclismo femminile, nell’arco di 7 anni (passando professionista nel 2019) il palmares di Demi Vollering è davvero qualcosa di pazzesco: 5 GT, con la “Tripla Corona” completata appunto con la maglia rosa, vinta anche in quel caso con un ribaltone da fuoriclasse nella tappa finale di Saluzzo, e in precedenza due volte la roja della Vuelta Espana (2024 e 2025). Il tris alla Liegi, il primo Giro delle Fiandre vinto quest’anno in solitaria (abbinandolo alla terza “Doyenne”, mentre la prima del 2021 fu quella della sua esplosione, con il primo podio al Tour de France l’annata successiva, quando la corsa in giallo tornò in calendario grazie all’organizzazione di ASO, la stessa della Grande Boucle maschile), in un 2026 devastante pure con la seconda Freccia Vallone in bacheca.

E ancora due volte la Strade Bianche, in una occasione l’Amstel (nel 2023 quando firmò tutto il trittico delle Ardenne), medaglie ai Mondiali su strada e a crono, con la sola maglia iridata che le manca e sarà l’obiettivo nella conclusione di questa stagione, a fine settembre a Montréal.

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