Mattia Casse e la voglia di migliorarsi sempre, con un sogno iridato: "Risultati importanti in palestra, ora da trasformare"

Foto di Redazione
Info foto

Pentaphoto

Sci Alpinocoppa del mondo maschile

Mattia Casse e la voglia di migliorarsi sempre, con un sogno iridato: "Risultati importanti in palestra, ora da trasformare"

Il velocista valsusino, che da anni vive nella bergamasca, assieme a Matteo Artina ha introdotto novità nella preparazione a secco; ecco su cosa ha lavorato verso l'inverno dei Mondiali di Crans-Montana (discesa dove si trovò benissimo la scorsa annata), con gli allenamenti in Cile da inizio settembre quale prossimo e cruciale step.

La voglia di migliorarsi ancora, a 36 anni, per tornare innanzitutto su un podio di CdM, solo accarezzato nella scorsa stagione dopo il trionfo nel super-g sulla Saslong dell’inverno precedente, e con il sogno iridato della prima medaglia in un grande evento, pensando ai campionati del mondo di Crans-Montana, se pensiamo poi che sulla “Piste Nationale” volò per oltre tre quarti della discesa di CdM valsa quale test event per gli uomini jet.

Mattia Casse sta lavorando durissimo in questa estate: dopo tanta bicicletta, un bel po’ di giorni sugli sci allo Stelvio e palestra, nelle scorse ore sui social il velocista nativo della Val di Susa, ma per amore ormai da anni bergamasco d’adozione (vivendo a Chiuduno), ha raccontato dei progressi fatti lavorando con Matteo Artina, storico preparatore di Sofia Goggia, in attesa di “trasformare” tutto quanto in pista, partendo già dal blocco di allenamento cruciale per quasi tutto il mese di settembre in Cile (a La Parva e poi Nevados de Chillan).

“Quest’anno, nella mia preparazione, ho deciso di mettere mano ad alcuni dettagli – l’analisi di Casse entrando nello specifico – Uno di questi riguarda un aspetto apparentemente semplice, la velocità con cui riesco a muovere un determinato carico.

Ci siamo accorti che con carichi più leggeri tendo a essere più lento, mentre aumentando il peso riesco a esprimere più velocità e più esplosività (sempre in rapporto con il peso/carico). Da maggio abbiamo iniziato a lavorare proprio su questo aspetto. E i risultati, in palestra, sono stati importanti; non abbiamo scoperto nulla di rivoluzionario, abbiamo semplicemente individuato un limite sul quale era giusto lavorare. Ora arriva la parte più interessante, capire quanto di questo miglioramento riuscirò a trasferirlo sugli sci, perché alla fine è lì che conta davvero”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social