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Dario Puppo
Dario Puppo
Giornalista e commentatore sportivo

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Simone Moro: "Quattro invernali sugli 8000? E' come sognare di andare su un altro pianeta"

Simone Moro: 'Quattro invernali sugli 8000? E' come sognare di andare su un altro pianeta'

In una bella intervista in più parti rilasciata a Desnivel prima di partire il 6 dicembre scorso per il tentativo di scalata del Nanga Parbat, Moro il conquistatore aveva parlato di cosa hanno rappresentato per lui le precedenti spedizioni nella stagione più fredda e quanto sarebbe stato incredibile solo immaginare di reallizarne un'altra.

"Nella mia storia personale di alpinista - raccontava Simone Moro - mi picerebbe moltissimo avere la capacità di realizzare quattro invernali sugli Ottomila. E poco importa se nella prossima spedizione non fossi io il primo a salire in cima. Un'8000 d'inverno vale una carriera, due sono un sogno, tre non saprei come definirlo. E ci sono già riuscito. Quattro mi sembra di immaginare di andare su un altro pianeta".

"Tentare l'invernale al Nang Parbat significa sperare di avere un giorno in più di bel tempo nel salire e altrettanto nello scendere (in tutto quindi sono 4). E questa è una situazione molto rara. Questa montagna, che poi sono due una sull'altra, richiede più tempo perchè il campo base è a 4000 metri e non oltre i 5000 come negli altri Ottomila.

L'Alpinista bergamasco ha avuto il merito di rilanciare una sfida himalayana aperta negli anni 80 dai polacchi, maestri dell'inverno, che grazie a Wielicki, Kukuczka, Berbeka e Bielecki hanno firmato le prime 9 ascensioni, compresa quella sull'Everest.

Moro ha alzato l'asticella scegliendo uno stili alpino, senza l'impiego di ossigeno e di un esercito di portatori come accadeva in passato. E soprattutto si è concentrato su montagne tecnicamente e climaticamente più difficili: il Makalu conquistato nel 2009 è molto esposto ai forti venti per la sua forma piramidale; il Gasherbrum II scalato nel 2011 è invece uno dei 4 Ottomila del Karakorum, la regione al mondo con più presenza di ghiacciai, poli esclusi.

Proprio qui dove regnano freddo, vento e neve giganteggia il K2, ultimo rimasto inviolato. Già molto complicato da conquistare d'estate per la presenza di diversi passaggi tecnicamente difficili, simili a quelli che propongono le più celebri vette delle Alpi, d'inverno è praticamente impossibile.

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