Se n'è andato sulle sue amate montagne: anche Nirmal Purja è morto in seguito alla valanga sul Broad Peak

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Se n'è andato sulle sue amate montagne: anche Nirmal Purja è morto in seguito alla valanga sul Broad Peak

E' ufficiale la notizia del decesso del leggendario 43enne nepalese, travolto assieme ad altri 9 alpinisti (purtroppo tutti morti) sulla dodicesima montagna più alta al mondo. Purja ha fatto la storia nel 2019, scalando in soli 189 giorni i quattordici Ottomila della terra.

L’addio ad un mito dell’alpinismo, e purtroppo anche ai nove compagni di una cordata che era stata colpita da una valanga giovedì scalando il Broad Peak (8047 metri di quota).

Nirmal Purja, che aveva compiuto 43 anni una settimana fa, non c’è più e con lui se ne va un pezzo di storia delle grandi montagne: per tutti “Nimsdai”, gli è stata fatale una delle cime a lui care, nel nord del Pakistan all’interno della catena dei Monti Karakorum, la zona dove un anno fa perse la vita Laura Dahlmeier.

Primo uomo capace di scalare il K2 nel periodo invernale senza l’ausilio di ossigeno supplementare (nel gennaio 2021), nel 2019 è entrato di diritto nella leggenda arrivando sulla vetta dei quattordici Ottomila del pianeta nell’arco di soli 189 giorni.

Purja pochi giorni fa aveva raggiunto la cima del suo 57esimo Ottomila e voleva salire il Broad Peak prima del Cho Oyu per completare la tripla collezione delle 14 montagne mito e quella doppia senza l’utilizzo di ossigeno.

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