Bormio, sciatori in calo con le Olimpiadi, ma c'è fiducia per il ritorno di presenze atteso nei prossimi anni

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Bormio, sciatori in calo con le Olimpiadi, ma c'è fiducia per il ritorno di presenze atteso nei prossimi anni

In un'intervista a Il Giorno, Valeriano Giacomelli, amministratore delegato di SIB - Società Impianti Bormio, traccia un bilancio della stagione sciistica olimpica: "I Giochi hanno portato tanta visibilità, ma anche 110.000 presenze in meno sulle piste. Speriamo di recuperare nei prossimi anni grazie alla bellissima immagine offerta dall'evento in tutto il mondo". E per il futuro rilancia l'idea del comprensorio unico dell'Alta Valtellina Bormio-Santa Caterina-Livigno. 

In linea con le attese, la stagione sciistica di Bormio concomitante con le Olimpiadi di Milano Cortina ha evidenziato un calo di sciatori sulle piste. Gli impianti sono rimasti, infatti integralmente chiusi al pubblico dal 1 al 16 febbraio, mentre dal 17 al 22 febbraio sono stati aperti con una serie di limitazioni. "Abbiamo avuto un forte calo anche perché in concomitanza con le Olimpiadi abbiamo dovuto tenere aperti gli impianti per gli atleti e per lo staff di ogni squadra - spiega Valeriano Giacomelli nell'intervista rilasciata a Il Giorno - "I costi sono stati altissimi anche nel periodo olimpico, mentre i ricavi sono andati in picchiata. Abbiamo avuto costi ingenti anche per la produzione della neve artificiale, la Stelvio è stata aperta fino in paese fino all’ultimo giorno della stagione. A livello di presenze ne abbiamo registrate ben 110mila in meno rispetto all’anno scorso. Una grave perdita, ora speriamo di recuperarla nei prossimi anni".

Giacomelli non nasconde comunque la soddisfazione per l'ottima visibilità offerta dalle Olimpiadi, che hanno consentito, inoltre la realizzazione di alcune infrastrutture che rimarrano in futuro, come la ristrutturazione dello Ski Stadium della Stelvio. "Sotto questo aspetto è stata senza dubbio una grande annata, con l'evento Olimpico che ha veicolato l'immagine di Bormio in tutto il mondo. Speriamo che nei prossimi anni ciò possa dare un grande ritorno dal punto di vista delle presenze."

Secondo Giacomelli per mantenere elevata la futura competitività della destinazione si dovrà necessariamente andare nella direzione dei grandi comprensori: "Questa è la strada e si deve lavorare, in primis devono farlo i nostri politici, per trovare le risorse per creare le infrastrutture necessarie per arrivare ad avere un comprensorio unico in Alta Valtellina. Prima ci vorrebbe il collegamento tra Bormio e Santa Caterina, del quale si parla da anni. E in futuro il comprensorio dovrà comprendere anche Livigno. Basta chiacchiere, bisogna agire."

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