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Pellegrino non ha rimpianti: "Abbiamo fatto il massimo nella team sprint, Olimpiade soddisfacente"

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Sci Nordicopechino 2022

Pellegrino non ha rimpianti: "Abbiamo fatto il massimo nella team sprint, Olimpiade soddisfacente"

Il sesto posto in coppia con De Fabiani non rappresenta una delusione, anzi il campione azzurro guarda il bicchiere mezzo pieno. "Abbiamo lavorato bene su vari aspetti, compresi i materiali".

La sensazione era che una medaglia fosse possibile, specialmente dopo la semifinale disputata, ma l'atto decisivo della team sprint olimpica in classico ha detto altro.

Federico Pellegrino e Francesco De Fabiani, già dalla penultima frazione, sono finiti ben lontani dall'obiettivo di lottare con Norvegia e Russia, alle quali si è aggiunta una favolosa Finlandia d'argento, per regalare al fondo azzurro la seconda medaglia dopo quella conquistata dal fuoriclasse di Nus nella sprint individuale.

Si è fatto il massimo e più di quello non c'era nelle gambe – ha commentato a fisi.org lo stesso Pellegrino nel post gara - Un sesto posto che non è una medaglia, ma non è nemmeno un decimo. Siamo lì, non troppo lontani, dovremo metterci a freddo ad analizzare come è stata la gara, le sensazioni, la gestione dell'ultimo periodo e capire dove ci può essere del margine di miglioramento. Anche oggi i materiali sono stati un punto fermo vincente, perché entrambi avevamo dei gran sci, quindi escludiamo quel fattore e ragioneremo sul resto.

L'Olimpiade si conclude in maniera soddisfacente, praticamente la stessa di quattro anni fa con un argento nella sprint, un ottavo posto nella staffetta ed un sesto nella team sprint, anche se a PyeongChang fummo quinti ma era in tecnica libera. Tutto sommato in linea con le aspettative: non nascondo che oggi vista la nostra condizione c'era l'idea di poter sognare qualcosa di più grande, però questo è lo sport e non si gareggia da soli. Onore a coloro là davanti: le tre medaglie, la Svezia quarta ed il Canada quinto, con due ragazzi molto giovani che hanno fatto bene”.

Francesco De Fabiani ha dovuto cedere alla furia di Bolshunov, Niskanen e Valnes nella sua ultima frazione: “E' stata una gara molto dura come del resto tutte qui a Zhangjiakou. Abbiamo cercato di fare il massimo, ovviamente c'è un po' di delusione perché la possibilità di medaglia c'era e avevamo tutte le carte in regola per arrivare anche più avanti: però quello che avevamo nelle gambe lo abbiamo dato anche se non è bastato.

Siamo comunque contenti del risultato anche se dispiace perché avremmo potuto fare meglio. In generale è stata un'Olimpiade abbastanza buona con il miglior piazzamento di sempre nello skiathlon, sono anche arrivato vicino a giocarmi la medaglia. Dalla 15km mi aspettavo di più, però lo skiathlon è stato molto duro, arrivando al limite e credo che abbia condizionato tuto il resto. Mi è rimasta nelle gambe quella stanchezza e anche oggi non m sentivo bene come prima, ma fa parte del gioco.

Lo sci di fondo è uno sport duro, soprattutto qui in quota con la neve lenta e il freddo, le fatiche si sommano e alla fine vince anche chi riesce a recuperare di più risultando sempre competitivo”.

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