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Max Valle
Max Valle
Giornalista professionista

foto di Getty Images

Pyeongchang 2018, le rassicurazioni del CIO e del comitato organizzatore

Pyeongchang 2018, le rassicurazioni del CIO e del comitato organizzatore

A due giorni dalle rassicurazioni del presidente del CIO Thomas Bach sulla sicurezza dei Giochi invernali di Pyeongchang, oggi sono arrivate anche quelle del comitato organizzatore.

Lunedì Bach ha detto che non vi è un solo segnale che la sicurezza dei Giochi del prossimo febbraio sia in pericolo a causa dello stato di tensione con la Corea del Nord e queste dichiarazioni sono arrivate proprio nel giorno in cui il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha deciso di inasprire le sanzioni contro i nordcoreani a causa dei ripetuti test e minacce nucleari.

“Non credo che qualche nazione deciderà di non partecipare ai Giochi per motivi di sicurezza, esiste un chiaro impegno e speriamo che la diplomazia e la pace possano prevalere nella penisola coreana - ha detto Bach -. Non c’è alcun dubbio, i Giochi olimpici invernali del 2018 si faranno. Gli stati membri dell’ONU stanno discutendo su un progetto di tregua olimpica, speriamo che queste discussioni, alle quali parteciperemo, abbiano successo in modo tale che il progetto sia approvato a novembre dall’assemblea generale delle Nazioni Unite”.

Gli ha fatto eco il presidente della FIS nonché membro del consiglio esecutivo del CIO Gian Franco Kasper: “Sono convinto che Pyeonchang sarà il posto più sicuro durante i Giochi, ma temo che alcune nazioni possano boicottarli a causa della preoccupazione per i loro atleti”. Oggi il presidente del comitato organizzatore Lee Hee-beom ha chiesto a tutti i paesi, comprese Corea del Nord e Russia, di partecipare ai Giochi. Lee ha ammesso che bisogna fare di più per promuovere l’evento in altri paesi e che alla fine di agosto era stato venduto solo il 22,7% dei biglietti, il dato peggiore di sempre a così poca distanza da un’Olimpiade invernale.

“Abbiamo saputo che in alcune città degli Stati Uniti come Los Angeles, New York e Washington la vendita di biglietti non è particolarmente attiva, mentre in Cina e soprattutto in Giappone molti si sono lamentati, ad esempio, che il costo dei biglietti è troppo alto - dice Lee, il quale aggiunge che in Corea del Sud le vendite sono state molto basse al di fuori di Seul ma si dice sicuro di poter riempire i luoghi di gara. Un’altra difficoltà consiste nel trovare camere d’albergo poiché non tutti gli hotel sono stati completati ma Lee si è detto sicuro che tutto questo verrà fatto entro dicembre.

Lee ha poi parlato della partecipazione alle Olimpiadi dei giocatori dell’NHL: “Non credo che la decisione di non partecipare sia definitiva quindi continueremo a discutere di questo problema con la Federazione Internazionale Hockey Ghiaccio”. Passando a Russia e Corea del Nord, la partecipazione della prima è ancora in dubbio a causa delle inchieste commissionate dal CIO alla WADA sul presunto doping di stato a Sochi 2014, mentre nessun atleta nordcoreano è ufficialmente qualificato per i Giochi ma Lee auspica un po’ di flessibilità nel caso continuino a non riuscire a qualificarsi. “Non riesco a pensare a un’Olimpiade senza la Russia o altri paesi” conclude Lee.

Intanto è notizia dell'ultimo minuto che la WADA ha annunciato che non ci sono prove sufficienti per 95 su 96 atleti per dimostrarne il coinvolgimento nel presunto doping di stato su cui sta indagando l'Agenzia Mondiale Antidoping.

Twitter: @aquila1968

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