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Massimo Brignolo
Massimo Brignolo

Olimpiadi 2026: il consiglio cittadino ufficializza il ritiro di Calgary

Olimpiadi 2026: Calgary resta in corsa, accordo sui finanziamenti pubblici

Era un passaggio scontato dopo la sconfitta al referendum di martedì scorso e oggi è arrivato il voto del consiglio cittadino di Calgary che scrive la parola Fine sulla candidatura canadese.

Il 56,4% raccolto dal No alle Olimpiadi nella consultazione popolare tra la cittadinanza di Calgary in merito alla candidatura per ospitare le Olimpiadi Invernali del 2026 non era di per sè vincolante ma a un risultato positivo erano legati i finanziamenti del governo federale e dello stato dell'Alberta. La città di Calgary avrebbe potuto proseguire ma si sarebbe dovuto fare carico di tutti i finanziamenti pubblici necessari pari a 3 miliardi di dollari canadesi. Il consiglio cittadino oggi ha deciso all'unanimità con 15 voti a favore di ritirare la candidatura. "E' giunto il momento di seguire la volontà popolare. Un grazie alla tante persone che hanno sognato con questo progetto", sono le parole del sindaco Naheed Nenshi che scrivono la parola Fine.

Rimangono ora ufficialmente in corsa solo Stoccolma e Milano-Cortina. Ai tanti problemi che già pesavano sulla candidatura italiana in questi giorni si è aggiunta la discussione sul futuro del CONI che avrebbe un ruolo centrale anche nel finanziamento del progetto mentre a Stoccolma il governo centrale non è ancora stato formato e la coalizione che si è creata in seno al consiglio comunale di Stoccolma dopo le ultime elezioni amministrative si è riunita intorno al no alle Olimpiadi. E mancano meno di due mesi al 11 gennaio, data entro la quale le candidate dovranno presentare al CIO le garanzie sui finanziamenti dell'operazione.

Facendo buon viso a cattivo gioco, il CIO sta facendo di tutto per presentarsi alla sessione di Losanna di fine giugno con due candidature ancora in vita; nei giorni scorsi il direttore Christophe Dubi lo ha detto chiaramente. "In situazioni eccezionali possiamo essere eccezionalmente flessibili. Non vi è alcuna ragione di fermare un progetto in attesa delle garanzie richieste. Si può continuare con tutto il resto, che rappresenta il 98,5% dell'intero lavoro". 

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