La reazione della FIS al "no" del CIO alla combinata nordica dopo oltre 100 anni: "Decisione dura da accettare"

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La reazione della FIS al "no" del CIO alla combinata nordica dopo oltre 100 anni: "Decisione dura da accettare"

Il neo presidente della Federazione Internazionale, Alexander Ospelt, ha commentato l'esclusione di una disciplina storica, "ma che continueremo a sostenere e proveremo a riportare nel programma olimpico per il 2034". Verso Alpes 2030, festeggia lo snowboard e pure salto femminile, biathlon e skicross (oltre allo skialp, come già noto, e alle novità freeride e Synchro 9) con gare aggiuntive.

La decisione assunta oggi dal Comitato Esecutivo del CIO, ovvero quella di confermare lo snowboard alpino per i Giochi sulle Alpi francesi nel 2030, oltre ad inserire le novità assolute di freeride e pattinaggio sincronizzato (“Synchro 9”), fa già discutere soprattutto per quanto riguarda l’esclusione, per la verità nell’aria considerato lo storico recente della disciplina, della combinata nordica che non vedremo quindi nella prossima edizione, dopo aver già escluso le gare femminili dal programma di Milano Cortina 2026.

Una scelta storica, quella del Comitato Olimpico Internazionale, visto che dagli inizi delle avventure a cinque cerchi, Chamonix 1924, la combinata nordica era nel programma dei Giochi. Non è bastato alla FIS inserire nuovi format in Coppa del Mondo, a partire dalla Compact, oltre a mettere in piedi nuovi progetti come la neonata Velocity Ski League. Il CIO aveva richiesto “significativi sviluppi positivi, in particolare per quanto riguarda la partecipazione e il pubblico”.

Dopo quanto definito oggi pomeriggio, la stessa Federazione Internazionale ha commentato la notizia, sottolineando come ci sia stato “chiaramente un crescente interesse a tutti i livelli”, senza riuscire a convincere i vertici per l’inserimento nel programma delle prossime Olimpiadi invernali. “La decisione del CIO è estremamente deludente – le parole del direttore di gara Lasse Ottesen – Sono senza parole e fatico a comprenderne le motivazioni.

La dedizione e il duro lavoro dei nostri atleti e delle nostre atlete, lo straordinario impegno dei nostri organizzatori e l’enorme supporto delle federazioni nazionali nel corso degli anni sono stati a dir poco eccezionali, e comprendo appieno la loro delusione odierna”.

Lo stesso numero 1 della FIS, eletto lo scorso 11 giugno, l’avvocato Alexander Ospelt, ha commentato: “La combinata nordica è una disciplina che negli ultimi anni ha registrato una crescita chiara e tangibile e una partecipazione internazionale sempre più ampia, grazie anche all’inclusione delle competizioni femminili – le parole del dirigente nativo del Liechtenstein – E’ una decisione molto difficile da accettare per la FIS e per le nostre federazioni, faremo tutto il possibile per riaverla nel programma olimpico nel 2034 (a Salt Lake City, ndr) e la sosterremo ancora di più in questi anni”.

Alpes 2030 avrà 10 eventi da medaglia in più rispetto a Milano Cortina 2026, passando da 116 a quota 126, con le gare miste sempre più nel planning del CIO, tanto che lo snowboard per le discipline del parallelo non solo ha visto i giganti individuali confermati, ma pure l’aggiunta della prova a squadre, così come lo skicross avrà la sua, il biathlon l’ormai tradizionale Single Mixed e, invece, il salto femminile può esultare per l’inserimento della Super Team.

“In un momento in cui il CIO è chiaramente sotto stretta osservazione, accogliamo con favore il fatto che gli sport invernali saranno ben rappresentati – ha aggiunto il presidente Ospelt in merito – Questo è proprio il punto di forza della FIS: l’ampiezza della nostra gamma di discipline”.

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