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A Sochi si è chiusa una grande edizione delle Olimpiadi invernali, appuntamento a Pyeongchang 2018

A Sochi si è chiusa una grande edizione dei Giochi invernali, appuntamento a Pyeongchang 2018
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A Sochi si è chiusa una grande edizione delle Olimpiadi invernali, appuntamento a Pyeongchang 2018

Una cerimonia più intimistica e malinconica di quella inaugurale, in due parole più bella, ha chiuso i ventiduesimi Giochi invernali di Sochi.

Autore della regia della cerimonia è uno svizzero del Canton Ticino, Daniele Finzi Pasca. Al Fisht Olympic Stadium il tutto si apre, alle 20:14 come la cerimonia d’apertura come richiamo all’anno olimpico corrente, con la comparsa di figuranti che si dispongono in quattro cerchi e un asterisco, ricordo scherzoso di quanto accaduto nella cerimonia d’apertura quando il cerchio luminoso in alto a destra non si aprì. Anche qui, come da consuetudine, le delegazioni degli 88 paesi partecipanti, diversamente dall’apertura, non sfilano una per una e separate ma tutte mischiate l’una all’altra, compresi i portabandiera, tra cui la nostra Arianna Fontana.

Vengono effettuate le premiazioni delle mass start del fondo entrambe caratterizzate da una tripletta, quella della Norvegia nella 30 km femminile e quella della Russia, nella 50 km maschile, le donne sono premiate dal presidente della FIS Gianfranco Kasper, gli uomini da quello del CIO Thomas Bach. I due nuovi membri della commissione atleti del CIO, il biathleta norvegese Ole Einar Bjørndalen, nuovo primatista di medaglie ai Giochi invernali, e la canadese Hayley Wickenheiser, prima donna vincitrice di quattro ori olimpici invernali consecutivi nello stesso evento, l’hockey su ghiaccio femminile, premiano il lavoro dei volontari rendendo omaggio a quattro loro rappresentanti. Si ricomincia con la parte spettacolare coi figuranti che circondano a forma di rombo il pianista Denis Leonidovič Macuev che esegue un brano del grande Sergei Rachmaninov, poi si omaggiano il balletto e la letteratura, altri due motivi di orgoglio del popolo russo, e poi anche il circo.

Arriva la parte ufficiale di chiusura: inno greco, dopo che quello russo è stato eseguito a inizio cerimonia, e inno olimpico con la bandiera tolta dal pennone e consegnata dai bambini al sindaco di Sochi Anatoly Pakhomov, questi la porge al presidente del CIO Bach che completa il passaggio di consegne mettendola nelle mani di Lee Seok-rae, il sindaco di Pyeongchang, la località che ospiterà i ventitreesimi Giochi invernali del 2018. Quindi inno della Corea del Sud e comincia la parte della cerimonia dedicata al paese asiatico che ha già ospitato i Giochi estivi di Seul 1988. Dopo un bellissimo spettacolo musicale entrano gli atleti sudcoreani, tocca poi ai discorsi del bilancio finale da parte del presidente del comitato organizzatore di Sochi 2014 Dmitry Chernyshenko e del presidente del CIO Bach che dichiara ufficialmente chiusa questa edizione dei Giochi.

Ultima parte coreografica: l’orsetto sui pattini, il coniglietto sugli sci e il leopardo sullo snowboard, le tre mascotte, arrivano in formato gigante ed è il primo dei tre, con una lacrimona che gli scende sulla guancia, a soffiare per spegnere il fuoco del tripode che per 17 giorni ha illuminato un’edizione dell’Olimpiade invernale chiusasi nel modo più commovente e che si è rivelata, per molti inaspettatamente e anche per chi scrive pur avendo un amore sconfinato per gli sport invernali, indimenticabile.

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